Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Uno spazio per i disabili. Arriva il parco giochi

Uno spazio per i disabili. Arriva il parco giochi

Il parco giochi di Palidoro: 600 metri quadrati nel verde a pochi passi dal mare realizzata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per favorire, attraverso il gioco, l’integrazione di tutti i bambini, anche quelli affetti da disabilità gravi

600 metri quadrati nel verde a pochi passi dal mare, pavimento in gomma antitrauma “shock absorbing”, altalene con sistemi di sicurezza e controllo della postura, rampe di accesso per sedie a rotelle, giochi a molla anti-caduta, pannelli sensoriali e animati per stimolare la capacità del “saper fare”. Sono alcune delle attrezzature del nuovo parco giochi “Salvo D’Acquisto”, area ludica realizzata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nella sede di Palidoro per favorire, attraverso il gioco, l’integrazione di tutti i bambini, anche quelli affetti da disabilità gravi.

Il parco giochi di Palidoro risponde a due necessità: abbattere le barriere psicologiche sulla diversità e fornire a tutti i genitori di bimbi con disabilità “un luogo sicuro in cui i figli possano giocare con altri bambini”. In Italia la maggior parte delle aree gioco, ad oggi, non è dotata di rampe di accesso o degli spazi necessari per le sedie a rotelle, risultando di fatto impraticabile per i piccoli con problemi di natura motoria. Da qui l’idea di creare uno spazio senza ostacoli, per tutti. Nel solo 2012 sono tati 640 i piccoli disabili seguiti dalle sedi di palidoro e Santa Marinella.
 
La nascita dell’area appositamente attrezzata per la socializzazione e il divertimento di piccoli con o senza disabilità motorie, è stata resa possibile grazie ai fondi raccolti con la maratona solidale “ Charity run – Race for Children”del 12 maggio scorso, organizzata dall’Associazione Bambino Gesù Onlus, e alla generosità di privati. Nel 70° anniversario della morte, il parco è stato dedicato a Salvo D’Acquisto, il vice brigadiere dei Carabinieri che nel 1943 venne fucilato nel comprensorio dove ora sorge l’Ospedale per salvare gli ostaggi rastrellati dai nazisti.