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Uscirà Leopardi o ChatGPT? La notte prima degli esami dei 40mila maturandi capitolini

Oltre mille commissioni d’esame operative a Roma e circa 53mila studenti coinvolti in tutto il Lazio. Si parte con il tema d’italiano, poi la seconda prova specifica per ogni indirizzo e infine gli orali. Intanto uno studio segnala un calo delle competenze linguistiche rispetto al periodo pre-pandemia.

Uscirà Leopardi o ChatGPT? La notte prima degli esami dei 40mila maturandi capitolini

Dal 18 giugno scatta la Maturità 2026. Nella Capitale saranno circa 40mila i maturandi chiamati ad affrontare le prove scritte e il colloquio finale. Crescono i candidati rispetto allo scorso anno, mentre preoccupano i dati sulle competenze emersi dalle rilevazioni Invalsi. Oltre mille commissioni d’esame sono quelle operative a Roma e circa 53mila studenti coinvolti in tutto il Lazio. Si parte, come da tradizione, con il tema d’italiano, poi la seconda prova specifica per ogni indirizzo e infine gli orali. Intanto uno studio segnala un calo delle competenze linguistiche rispetto al periodo pre-pandemia.

In preparazione dell’esame più atteso

Conto alla rovescia terminato per migliaia di studenti romani. Mercoledì 18 giugno prende ufficialmente il via la Maturità 2026, uno degli appuntamenti più significativi del percorso scolastico. Nella Capitale saranno circa 40mila i ragazzi e le ragazze chiamati a confrontarsi con le prove dell’Esame di Stato, mentre nel Lazio il numero complessivo supera quota 53mila.

Si tratta di una partecipazione in crescita rispetto allo scorso anno, segnale di una popolazione scolastica che continua ad aumentare. Per garantire il regolare svolgimento delle prove sono state costituite circa 1.300 commissioni in tutta la regione, di cui quasi mille operative negli istituti romani.

Come si svolgeranno le prove

L’esame si aprirà con la tradizionale prova scritta di italiano, uguale per tutti gli indirizzi. Il giorno successivo sarà la volta della seconda prova, differente a seconda del percorso di studi: latino per il liceo classico, matematica per lo scientifico e discipline caratterizzanti negli altri istituti.

La settimana seguente entreranno nel vivo i colloqui orali. Il candidato sarà chiamato a partire dal proprio percorso formativo, dalle esperienze maturate e dal curriculum scolastico per sviluppare un confronto multidisciplinare che coinvolgerà diverse materie.

Tra le novità più discusse resta la stretta sugli orali: il rifiuto di sostenere il colloquio o la cosiddetta “scena muta” potrà compromettere l’esito dell’esame, dopo le proteste che avevano caratterizzato alcune sessioni degli anni passati.

L’incoraggiamento dei presidi e l’ombra dei dati invalsi

In queste ore numerosi dirigenti scolastici romani hanno rivolto messaggi di incoraggiamento agli studenti, invitandoli ad affrontare le prove con serenità e fiducia nelle competenze costruite durante il percorso scolastico.

Accanto all’entusiasmo per l’avvio degli esami, però, emerge anche una nota di preoccupazione. Le analisi realizzate da Openpolis insieme all’associazione Con i Bambini evidenziano infatti come le competenze alfabetiche rilevate dalle prove Invalsi non abbiano ancora recuperato i livelli precedenti alla pandemia.

A Roma il punteggio medio nelle prove di italiano risulta inferiore rispetto a quello registrato nel 2019, confermando una difficoltà che interessa una parte significativa della popolazione studentesca. Un campanello d’allarme che accompagna l’avvio della Maturità, trasformando l’esame non solo in una verifica individuale, ma anche in uno specchio dello stato di salute della scuola italiana. Per i 40mila maturandi romani, però, adesso conta soprattutto una cosa: superare l’ultima campanella e aprire la porta verso università, lavoro e nuove sfide. Una pagina che, come ogni anno, segna la fine di un percorso e l’inizio di un’altra storia.