Valtur al tracollo e aspiranti vacanzieri appesi al telefono dove non risponde nessuno. L’apocalisse annunciata del gruppo italiano un tempo leader delle vacanze arriva al punto di svolta.
Il 15 marzo è previsto il tavolo di crisi convocato dal Ministero per lo Sviluppo economico nel corso del quale dovrò emergere la verità che è sotto gli occhi di tutti: da quando è stata chiamata alla guida di Valtur dall’azionista Investindustrial di Andrea Bonomi, la dottoressa Elena David ha filato dritta per la sua strada. Nessun incontro con i sindacati che comunque reclamavo perlomeno di avere la conoscenza del piano industriale; nessun incontro mai se non con il ristretto gruppo di suoi collaboratori che si è costruita a sua misura imponendoli sul management che il marchio Valtur lo aveva creato e supportato negli anni.
E questo nonostante non meno di tre mesi fa, la Valtur aveva ceduto alla SGR di Cassa Depositi e Prestiti la proprietà dei resort di Ostuni, Marileva e Pila. A mettere il cappello sulla vendita, la Holding Industriale guidata da Andrea Bonomi che veniva da una serie di successi di ristrutturazione e rilancio e che addirittura era stata tirata in ballo anche come possibile partner di Alitalia.
Nel frattempo ai centralini di Valtur non risponde nessuno. Centinaia di viaggiatori che hanno pagato e prenotato le loro prossime vacanze senza una risposta, dipendenti in strada, il socio di minoranza che passa alle carte bollate: forse tutto questo consentirà all’amministratore David di capire che la strada intrapresa negli ultimi mesi non è quella giusta. Anzi.
