“Una donna ogni due giorni. Centosettantanove solo nel 2013. Maglia nera al Lazio con venti vittime in un anno, di cui undici nella Capitale. Volti e nomi di donne uccise da amanti, mariti, ex compagni o conviventi.
“Non basta parlarne – commenta il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri – Non basta continuare a gridare sdegno e rabbia per quanto accade. Occorrono misure forti. Non servono nuove leggi. Ma applicare celermente quelle di cui disponiamo. Creare una rete intorno alle vittime di abusi, di violenza, di stalking e non sottovalutare denunce e segnalazioni. Far sì che non trascorrano 5 – 6 anni per avere una condanna penale dell’uomo violento o maltrattante. Basti pensare che oltre il 51% delle donne uccise aveva già denunciato il proprio assassino. In questo siamo tutte e tutti coinvolti. Donne e uomini. Si tratta di omicidio. E nessuno parli più di scatto di gelosia, di crisi di abbandono. Quando non è l’uomo ad ucciderle, è spesso il silenzio istituzionale. La violenza di un sistema che rifiuta ancora di chiamare le cose col proprio nome. La violenza di un sistema che ha inventato la PAS (sindrome di alienazione genitoriale) per assolvere i violenti e punire la donna che ha il coraggio di denunciare. Dobbiamo lottare – conclude Bombardieri – per evitare il vuoto che si crea intorno alla vittima. Dobbiamo smetterla con le teorie giustificazioniste dell’uomo violento perché abbandonato, provocato, esasperato. Non esiste un amore violento. E non c’è provocazione nella violenza. C’è dominio dell’altro. Sopruso. Morte”. “La Uil di Roma e del Lazio – aggiunge – si schiera al fianco di tutte quelle donne maltrattate, abusate, violentate nella dignità prima ancora che nel corpo che hanno avuto ed hanno il coraggio di dire basta. Si schiera con quante non hanno ancora la forza di andare via da casa, di denunciare, perché trovino persone preparate e pronte ad aiutarle. Perché vengano ripristinati i finanziamenti ai centri antiviolenza ed incrementato il loro numero. In Italia esistono soltanto 127 centri. Un numero irrisorio che non tiene conto della dimensione del problema. Chiediamo alle istituzioni interventi rapidi, non solo attraverso i finanziamenti, necessari, ma anche attraverso una maggiore preparazione degli operatori preposti”.
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Amanti, mariti, ex compagni o conviventi: tutti accomunati dalla violenza verso le donne. E il Lazio è record in Italia. La denuncia del segretario della Uil
