Il ddl Stabilità 2015 e l’attuazione della “armonizzazione dei bilanci” (d.lgs. 126/2014) comportano un effetto combinato di riduzione delle risorse correnti comunali sul 2015 per oltre 3,7 miliardi di euro. I tagli andranno ad incidere sulle maggiori voci di spesa corrente dei Comuni: organizzazione dei servizi pubblici, rifiuti urbani e servizi sociali.
Secondo i sindacati inoltre se nel 2015 le Province potranno ancora usare 2 miliardi per garantire i servizi essenziali, visto che la riorganizzazione delle loro funzioni non è ancora stata attuata: nel 2014 per garantire quegli stessi servizi sono stati spesi 3 miliardi e 186 milioni, e via via il budget sarà ridotto a zero entro il 2017. Per i sindacati il governo infatti finge di ignorare l’effetto cumulativo delle manovre precedenti e la conseguente riduzione dei trasferimenti agli enti locali che per il 2015 è pari a circa 1,75 miliardi. Inoltre il fatto che le Regioni a differenza di altri livelli dell’amministrazione dello Stato hanno anticipato al 2015 il raggiungimento del pareggio di bilancio equivale ad un ulteriore effetto riduttivo della capacità di spesa di circa 2,8 miliardi. Poi c’è la riduzione dell’Irap a cui corrisponde una riduzione di gettito che per la Regione Lazio è stimato dell’ordine di circa 160 milioni.
A finanziare tutto l’aumento dell’addizionale Irpef Regionale che nel Lazio per il 2015 avrà questi effetti: a Roma, per un reddito medio di 28.163 €, considerato Addizionale Irpef 2014 Comunale di 0,90% e l’1% in più deciso dalla Regione che porta il carico fiscale al 3,33%, da come risultato un aggravio alle tasche dei cittadini del 4,23% ovvero, secondo i calcoli dei sindacati 281,63 €.
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