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Via alle primarie, prima via le correnti. Baccini: “I clan devono liberare gli spazi”

L’INTERVENTO. Il presidente dei Cristiano Popolari, Mario Baccini, sceglie affaritaliani.it per una riflessione in vista dell’Assemblea Nazionale Popolare: “L’Italia è matura per eleggere direttamente il suo premier e con il sistema dei collegi territoriali”

di Mario Baccini *

Giudico fondamentale,per far uscire le forze moderate da un’evidente difficoltà a misurarsi con un contesto politico e sociale difficile, un confronto interno vero e leale. Il Partito Democratico propone di sostituire il centro destra o, almeno, di umiliarlo, per giungere-per l’una o per l’altra via-alla sua distruzione. La coscienza pubblica è scossa. Le sorti dei partiti che fanno riferimento al popolarismo europeo non sono mai state tanto incerte e negative. È necessario trovare strade nuove, nuovi assetti capaci di recuperare il terreno perduto e di proporre un progetto in grado di rappresentare le attese e i problemi del nostro Paese. In vista delle “primarie” del centro destra, che dovranno servire esclusivamente a indicare il candidato a Presidente del consiglio dei ministri, è opportuno procedere allo scioglimento di tutte le “correnti”e avviare rapidamente la fase costituente del partito unico di centro destra Italiano.
L’assemblea Nazionale Popolare dovrà essere un momento di massima libertà e mirare a un processo inverso a quello “dell’occupazione”, instaurando dispositivi di trasparenza e di reale normalizzazione della moralità interna per garantire la massima partecipazione dei cittadini. L’attività mediatica è essenziale, ma senza linea politica concordata il popolo di centro destra non potrà mai diventare una vera e unica forza politica. Occorre indicare sane politiche al fine di costringere i “clan” a liberare gli spazi occupati in seno alle istituzioni e partiti. Dobbiamo valutare tutti insieme se il sistema bipolare è ancora utile alla stabilità e governabilità del Paese o se dobbiamo cominciare a chiamare le cose con il suo vero nome: Presidenzialismo. l’Italia è matura per eleggere direttamente il suo Premier e con il sistema dei collegi territoriali i suoi Parlamentari. Se dobbiamo ripartire per un nuovo inizio occorre ripensare con lucida decisione a un coinvolgimento reale di tutte le forze “vive” con funzioni direttive, penso al sistematico e convinto inserimento delle generazioni più giovani,se realmente vogliamo rendere credibile il programma di governo del centro destra Italiano. Solo in questo modo possiamo ridare forza dominante ai ceti medi e alle forze vive delle nostre città, rimettendo in moto la scala sociale che ormai da oltre 10 anni si è inceppata in concomitanza alla fine dei veri Partiti Popolari – i poveri rimangono poveri e i ricchi rimangono ricchi. Insistere conle “scorciatoie” mi sembra inopportuno e sinceramente il rischio è quello di uno spostamento irreversibile della coalizione verso derive estremiste che sinceramente, non mi sembrano in grado di garantireil governo di processi complessi e articolati favorendo così  un peso eccessivo e pericoloso dell’ingresso sempre più invadente del potere economico e finanziario nella vita politica locale e nazionale.  Non dobbiamo confondere la giusta laicità dello Stato con la ispirazione cristiana che deve avere un partito popolare alternativo al socialismo europeo. La subordinazione dei valori rispetto alla prassi è il grande rischio che corriamo e solo ispirandoci ai principi della dottrina sociale della chiesa cattolica potremmo uscire tutti insieme dalle nebbie di un neo paganesimo dilagante. Non possiamo rassegnarci e consentireche la crisi di vera rappresentatività del centro destra sia l’inizio della fine della speranza di realizzare l’unione dei moderati verso il PPE e dare all’Italia — magari partendo da Roma– una forza politica in grado di restituire potere dominante politico e economico al ceto medio in un sano principio di democrazia sociale e di economia sociale di mercato.  Ma un grande partito può nascere solo se ha memoria delle proprie radici e della propria storia. Il Presidente Berlusconi con Fini e Casini, creando la casa delle libertà, hanno aperto un solco per la difesa dei diritti e delle libertà in Italia e in Europa, sta a noi ora allargare quella strada evitando che i nostri avversari la chiudano con la terra della disinformazione disorientando i cittadini e in particolare glielettori moderati.  Ora è il momento di ridare una solida e unica casa politica agli Italiani che sognano di vivere in un paese ordinato e sicuro dove il Governo non alimenta i desideri ma soddisfa i bisogni e soprattutto dove gli estremismi e populismi stanno all’opposizione.  Se alle prossime elezioni politiche vogliamo far vincere le nostre ragioni e i nostri valori dobbiamo organizzarci senza più delegare in bianco.
* Mario Baccini, presidente Cristiano Popolari-Ncd