di Claudio Roma
Dalla “padella alla brace”. É questo il destino dei romani che lasciano Acea per aderire ad un nuovo gestore. Ma dopo oltre un anno e mezzo “dal grande abbandono”, Roberta R, una casa e un contatore elettronico al Nuovo Salaria, apre il computer e scrive ad Affaritaliani.it: “Non è vero che siamo liberi di decidere e non è vero che basta un click per chiudere un rapporto con Acea. Per colpa della società di piazzale Ostiense, il mio nuovo gestore non riesce a mandarmi una bolletta coerente con i consumi. Anzi”.

Dunque, l’odissea di un cittadino che vuole chiudere con Acea, parte tanto per cambiare dalle bollette pazze. “Per mesi mi hanno mandato bollette con consumi presunti e mai stimati in base alla lettura del contatore – racconta – e così ho deciso di cambiare gestore e sono passata a Edison. Non l’avessi mai fatto. Da allora anche la nuova società mi ha mandato a casa solo consumi presunti, motivando le bollette col fatto che Acea non ha mai fornito la “lettura di chiusura” e quindi per loro il calcolo dei consumi è impossibile. Oggi, 1 marzo, collegandomi nella mia area clienti Edison finalmente è stata emessa la fattura dei consumi effettivi che da tempo reclamavo (un anno e mezzo). Tale fattura scadrà il 29/03/2013 ed è di € 505,50. Ai primi di febbraio ho ricevuto da Edison tutte le fatture “stornate” pari a quante fatture pagate dall’inizio del contratto. Così – continua – dopo dopo 6 tentativi di parlare con un operatore Edison, finalmente riesco a parlare con un essere umano il quale mi dice che le fatture stornate saranno rimborsare tra 90 giorni”.
Sale l’ira: “E’ un anno e mezzo che dico che non potrò mai fare fronte ad una bolletta
di una anno e mezzo tutta in una volta, né voglio rateizzare per mesi perché mensilmente ho già altre spese da sostenere. prima voglio i miei soldi, poi pagherò la bolletta a Edison”.
