Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Via i postini, arrivano i droni. A Tor Vergata si vola nel futuro

Via i postini, arrivano i droni. A Tor Vergata si vola nel futuro

La corrispondenza all’interno del Campus viaggerà grazie a quadricotteri radiocomandati. L’idea di un giovane ingegnere di Vico Del Lazio. Sono tanti i vantaggi, uno su tutto il risparmio

I droni come corrieri o postini. E’ questo il progetto su cui ha lavorato un giovane ingegnere di Vico Del Lazio e sul quale ha dato anche la sua tesi di laurea riscuotendo grande interesse.
Si chiama Roberto Antonucci, ha 24 anni laureato in ingegneria gestionale all’università di Tor Vergata e proprio sull’Ateneo romano ha costruito il suo progetto che vede un quadricottero radiocomandati sostituirsi ai corrieri per la consegna della documentazione che quotidianamente si deve spostare da uno all’altro degli otto poli.
“L’idea è quella di trasportare la corrispondenza all’interno del Campus senza dover più ricorrere ai mezzi tradizionali. Sono otto poli che oggi si scambiano, almeno una volta al giorno, documentazione cartacea, quella che ha bisogno di firme e che non può viaggiare per posta elettronica”. Un servizio – ha spiegato Antonucci – che oggi viene assicurato da corrieri che si spostano materialmente da un polo all’altro con automobili. La distanza più lunga da coprire ‘via terra’ è di sei chilometri, circa 4 via aerea; un drone può coprire senza alcun problema distanze ben maggiori.
Il progetto prevede che il velivolo parta da una stazione in modo assolutamente automatico con un carico massimo di un chilo e mezzo per raggiunge la destinazione guidato dal segnale satellitare Gps. Il velivolo viaggerebbe ad una altitudine massima di 50 metri perché nel campus, e sulle rotte previste, non vi erano strutture di quell’altezza.
Sono tanti i vantaggi, uno su tutto il risparmio, ma considerevole è anche l’immagine di ateneo ambientale e tecnologicamente avanzato che quello di Tor Vergata ne trarrebbe. Sono 46 i chilometri che mediamente, ogni giorno, devono essere percorsi per consegnare la documentazione. Percorrendo le vie aeree il drone, secondo i calcoli del giovane ingegnere, ne coprirebbe poco più della metà. Il risparmio non sta solo nei tempi ma ha anche nelle “tasche”.
“Il progetto comprende una analisi economica secondo la quale utilizzando il drone si risparmia in termini di manutenzione, carburante, spese gestionali ed anche di tempo, quindi di ore di lavoro per gli addetti”. Un solo tecnico, una sola stazione di controllo all’interno del rettorato e altre sette piste di atterraggio, null’altro che uno spazio di tre metri quadri con fondo in cemento. Il drone che ho pensato per il progetto costa, compreso di tutte le apparecchiature per far funzionare il sistema, non più di 25mila euro, ma l’azienda che lo fornisce si è detta anche disposta ad un grosso sconto, se la notizia dovesse trovare interesse sui media nazionali. Nessun’altra università in Europa adopera droni nel suo interno e Tor Vergata sarebbe la prima”.
Ma il giovane ingegnere si spinge anche oltre il perimetro universitario. “Sono certo che un sistema simile potrebbe essere usato anche per altre esigenze. Mi vengono in mente i collegamenti tra gli uffici postali minori, dove cioè i volumi limitati rendono possibile tale applicazione e poco conveniente lo spostamento con i mezzi tradizionali su strade di montagna”.