Protesta della Fondazione del Teatro Valle che ha bollato la convocazione in assessorato come in un ultimatum senza margini per ogni possibile dialogo. “Conditio sine qua non a ogni tipo di interlocuzione, l’imprescindibile e immediata uscita degli occupanti dal Teatro Valle e la sua consegna al Teatro di Roma e alla Soprintendenza Nazionale per lavori di restauro e messa a norma”.
L’assessore alla cultura Giovanna Marinelli ha però negato che nell’incontro con gli occupanti del teatro Valle sia stata prospettata l’ipotesi di lasciare il teatro entro i prossimi 3 giorni”. “Questa è stata un’interpretazione dell’ala più movimentista – ha detto Marinelli – nessuno ha detto niente del genere. Ieri abbiamo fatto una assemblea molto partecipata, lì noi abbiamo evidenziato i punti della nostra offerta, ovvero la garanzia che il teatro Valle rimane pubblico in quanto affidato al Teatro di Roma, quest’ultimo garantisce l’esperienza del Valle dal punto di vista culturale e artistico e noi diamo un importante riconoscimento politico al ruolo culturale della fondazione rispetto alla città”. Per l’assessore ora è però il momento di “riconsegnare il teatro alla sovrintendenza perché i lavori possano cominciare, il Valle va messo a norma, deve tornare al suo antico splendore al quale credo che tengano oltre al comune anche gli occupanti”.
Giovanna Marinelli, prosegue la nota dell’emittente, si mostra molto ferma nel dire che non c’è nessuna possibilità di privatizzazione del teatro Valle “non esiste nessuna ipotesi subordinata all’affidamento al teatro di Roma”.
