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Víctor Jara, mezzo secolo dopo si chiude la caccia all’ultimo aguzzino del grande cantautore

Arrestato nel sud del Cile l’ex capitano Nelson Haase Mazzei, condannato per il sequestro, le torture e l’omicidio del cantautore simbolo della resistenza al regime di Pinochet

Víctor Jara, mezzo secolo dopo si chiude la caccia all’ultimo aguzzino del grande cantautore

La storia non riesce a seppellire sempre tutti gli accadimenti, neppure quando trascorrono più di cinquant’anni. Il delitto di Víctor Jara è uno di questi. L’ultimo militare condannato per aver partecipato alla cattura, alle torture e all’uccisione del cantautore cileno è stato arrestato in una casa isolata nelle campagne del sud del Paese.

Nelson Haase Mazzei, ex capitano dell’esercito, era ricercato dopo la sentenza che nel 2023 gli aveva inflitto 25 anni di carcere. La condanna riguarda anche l’omicidio di Littré Quiroga, avvocato e allora responsabile dell’amministrazione penitenziaria cilena. Dopo la cattura, la Corte d’appello di Santiago ha ordinato che l’ex ufficiale fosse immediatamente condotto in prigione.

Una voce scomoda per il potere

Víctor Jara venne arrestato il 12 settembre 1973, il giorno successivo al golpe militare che aveva rovesciato Salvador Allende. Si trovava nell’Università tecnica statale quando i soldati lo prelevarono insieme a numerosi studenti, docenti e militanti di sinistra.

Fu trasferito nello Stadio del Cile, trasformato dai golpisti in un luogo di detenzione e terrore. Jara non era soltanto un cantante: era il volto della cultura popolare, dell’impegno civile e di un’idea di società che la dittatura voleva cancellare. Per questo contro di lui si concentrò una violenza feroce, quasi rituale.

Il corpo abbandonato e il simbolo immortale

Dopo giorni di sevizie e interrogatori, Jara venne ucciso. Il suo cadavere fu ritrovato il 16 settembre alla periferia di Santiago, insieme a quelli di altre vittime. Sul corpo del musicista furono contati 44 colpi d’arma da fuoco. Quiroga, ritrovato nello stesso luogo, era stato colpito 23 volte. I militari riuscirono a spegnere la sua voce, ma non ciò che rappresentava. Lo stadio della tortura porta oggi il nome di Víctor Jara e le sue canzoni sono diventate patrimonio della memoria democratica cilena.

L’arresto di Haase Mazzei non restituisce il tempo perduto e non cancella l’orrore. Segna però la fine di una fuga e ribadisce un principio essenziale: i crimini delle dittature possono invecchiare, ma non diventano innocenti.