Le prostitute erano diventate le loro vittime. Oltre 20 i colpi messi a segno da una banda di rapinatori composta da 4 uomini e una donna, tra cui due marescialli dell’Aeronautica Militare, C.A di 53 anni e P.M. di 44 anni. Sui 5, finiti in manette nello scorso mese di marzo, stanno piano piano emergendo nuove denunce.

Gli agenti del Commissariato Monteverde hanno infatti trovato nuovi elementi che appesantiscono le accuse: i componenti della banda fermavano le prostitute mostrano loro tesserini e false palche della Polizia di Stato, minacciando poi le vittime, legandole con delle fascette di plastica e simulando in alcuni casi, anche il rinvenimento di sostanze stupefacenti per soggiogarle e costringerle a non formalizzare alcuna denuncia. Dopo averle così immobilizzate le vittime erano derubate di tutti i loro averi e costrette ad avere rapporti sessuali sotto la minaccia della armi.
Nelle perquisizioni all’interno delle abitazioni degli arrestati gli agenti avevano sequestrato un tesserino ed una placca della Polizia di Stato falsi, un paio di manette, una replica di fucile da assalto privo di regolare tappo rosso, e numerosi oggetti riconosciuti dalle stese vittime: Computer portatili, 30 telefoni cellulari, orologi, apparati video ed anche alcune decine di grammi di cocaina, sequestrati nell’abitazione di P.M.
