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Vitalizio, gogna mediatica. “Io lo prendo e lo difendo”

Ho fatto l’amministratore per dieci anni nella Regione e credo di averlo fatto anche bene ed ho scritto le norme più importanti che regolano la sua attività. Prendo il vitalizio previsto dalla legge ma non ci sto più ad essere trattato per questo come un malfattore, a questa gogna mediatica e ad essere messo all’indice da esponenti regionali che vogliono solo farsi pubblicità, per coprire i loro attuali privilegi,  e che non hanno i requisiti e la dirittura morale per farlo.
In dieci anni, da amministratore regionale, non ho fatto un viaggio all’Estero, non sono mai andato in missione, non ho rubato ed ho sempre lavorato sodo e dato lustro alla Regione, ma non ci sto piu ad essere trattato alla stregua di un ladro.
Con l’intera cifra del vitalizio pago la rata del-mutuo della casa che ho comprato sul mercato privato non avendo mai pensato di accedere al patrimonio immobiliare regionale, delle Ipab, delle case degli enti di previdenza e di quelle di pregio del Comune di Roma e dell’Ater.
Per questo difenderò i mie diritti con le unghie e con i denti, e invierò una lettera di diffida al Presidente del Consiglio Regionale affinchè dia disposizioni agli uffici di non continuare a rivelare dati sensibili a chiunque li chieda.
In ogni caso, lo dichiaro pubblicamente, farò ciò che non ho mai fatto in tutta la mia attività politica, portare in tribunale chiunque fornisca e utilizzi miei dati sensibili e chiunque accumunando chi prende i vitalizi a malfattori arrechi un danno alla mia immagine di persona perbene.

Donato Robilotta, già Consigliere Regionale del Lazio