Dopo un mese di ricovero un segnale decisamente positivo
Per una volta, la notizia che riguarda Vittorio Sgarbi non nasce da una polemica, da un duello televisivo o da una delle sue leggendarie sfuriate. Arriva da una stanza del Policlinico Gemelli di Roma e racconta un passo avanti importante: il critico d’arte, 74 anni, ha lasciato la terapia intensiva. Non è ancora il momento di parlare di guarigione, ma dopo quasi un mese di ricovero e settimane di apprensione, le condizioni dell’ex sottosegretario alla Cultura mostrano un’evoluzione incoraggiante.
Il respiro megliora: trasferito in sub-intensiva
Secondo quanto riferito da Adnkronos Salute, lunedì 26 ottobre Sgarbi è stato trasferito nel reparto di terapia sub-intensiva del Gemelli. I medici registrano un miglioramento della funzionalità respiratoria, sebbene rimanga la tracheostomia praticata durante il ricovero. Il prossimo passaggio sarà l’avvio della riabilitazione respiratoria, necessaria per accompagnare il recupero dopo la lunga permanenza in rianimazione.
Il trasferimento rappresenta un progresso significativo, ma non equivale a dimissioni imminenti. La sub-intensiva garantisce infatti assistenza specialistica e monitoraggio a pazienti che necessitano ancora di cure e controlli ravvicinati.
Un mese difficile al Policlinico
Il calvario sanitario era cominciato il 30 settembre, quando Sgarbi era stato trasportato d’urgenza nell’ospedale romano per una grave insufficienza respiratoria. Il primo bollettino parlava di condizioni critiche, seppure stabili. Successivamente i medici avevano rilevato un miglioramento del quadro polmonare e di una microembolia, senza però riuscire a interrompere il supporto ventilatorio. Da qui la decisione di procedere con una tracheostomia percutanea. Il 21 ottobre erano arrivati ulteriori segnali positivi, mentre la prognosi rimaneva riservata.
Il critico più irrequieto d’Italia affronta la sua sfida
Abituato a occupare la scena con una dialettica esplosiva, Sgarbi attraversa una fase nella quale alle parole si sostituiscono le cure, alla frenesia pubblica i tempi della medicina. Già nel 2025 aveva affrontato un periodo particolarmente difficile, segnato da problemi di salute e da un precedente ricovero al Gemelli.
Ora l’attenzione si concentra sulla ripresa della capacità respiratoria e sul percorso riabilitativo, senza anticipare tempi o risultati. La notizia è che Sgarbi sta meglio ed è uscito dalla rianimazione. Per chi ha fatto della parola la propria arma più riconoscibile, l’augurio è che possa tornare presto a usarla. Anche per litigare, naturalmente.
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