Residenti in allarme dopo la comparsa di persone in stato di torpore profondo. I cittadini collegano il fenomeno al fentanyl e puntano il dito contro l’edificio occupato: «Qui arrivano acquirenti da tutta Roma».
A Tor Sapienza c’è chi li chiama ormai gli “zombi”. Corpi piegati, persone immobili per lunghi minuti, sguardi assenti. Scene che, secondo alcuni residenti, sarebbero tornate a comparire nel quartiere proprio nelle settimane successive al furto di fentanyl avvenuto all’ospedale Israelitico. Un collegamento che, al momento, resta una convinzione degli abitanti e non un dato accertato dagli investigatori.
Via Tallone, il palazzo che fa paura
Nel mirino c’è soprattutto lo stabile occupato di via Cesare Tallone, descritto dai cittadini come una sorta di supermercato dello spaccio. Gianluca Garofalo, tassista e tra i fondatori del gruppo “Tor Sapienza sicura”, racconta di un edificio organizzato per livelli: ai piani superiori chi gestirebbe il traffico, più in basso vedette e pusher, mentre al piano terra si concentrerebbero consumatori e situazioni di degrado.
I residenti sostengono che gli acquirenti arrivino da diversi quartieri di Roma. Alcuni riders, raccontano, farebbero tappa a piazza De Cupis prima di proseguire verso il Quarticciolo. Testimonianze che restituiscono l’immagine di un territorio percepito come fuori controllo.
Le ronde dei residenti
Da circa un mese più di cento cittadini hanno organizzato passeggiate serali per riprendersi strade e piazze. Le chat servono anche ad accompagnare donne e anziani verso autobus e stazione. I racconti parlano di furti, scippi, aggressioni e vandalismi. C’è chi non esce più da solo e chi tiene in tasca lo spray al peperoncino.
Le richieste sono precise: sgombero e demolizione di via Tallone, maggiore presenza delle forze dell’ordine e riqualificazione della stazione. Sul caso sono intervenuti esponenti del Municipio e dell’opposizione capitolina.


