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Zanzara tigre, allarme invasione. Scienziati in campo: è guerra

All’Università “La Sapienza” è scattato il nuovo piano per combattere questo temutissimo ospite estivo e limitare il suo fastidio. Una squadra di entomologi proverà ad utilizzare nuovi trattamenti per sterminare sia le larve sia gli insetti adulti. Nessun rischio per i cittadini, gli esperimenti avverranno in aree delimitate all’interno della Città Universitaria.

In ritardo, ma comunque in arrivo. Con il rischio di un’invasione ‘senza troppi ostacoli’ grazie alla crisi. La zanzara tigre comincia a comparire solo ora, qualche settimana più tardi rispetto agli anni precedenti per merito di un clima che ne ha rallentato la diffusione. Ma ora con il caldo il ciclo riproduttivo è ricominciato mentre le disinfestazioni sono ancora latitanti.

Zanzara Tigre

Per i cittadini, una salvezza può venire dal fai-da-te. Ciascun condominio può fare disinfestare da specialisti le aree dell’edificio a rischio”. Meno utili le procedure ‘casalinghe’ come l’uso della candeggina che rischia solo di inquinare le acque e mettere il sottovaso di rame è solo un palliativo. Ottimi larvicidi naturali i pesci rossi da usare nella fontane e parchi ma per gli esperti il vero problema sono i tombini, che  rappresentano una “casa” ideale per le zanzare.
A “La Sapienza” nel frattempo è scattato il nuovo piano per combattere questo temutissimo ospite estivo e limitare il suo fastidio. Il gruppo di ricerca in Entomologia medica del Dipartimento di sanità pubblica e malattie infettive dell’università sta infatti conducendo delle ricerche sulla Aedes albopictus, ovvero il nome scientifico della ‘zanzara tigre’, nell’area della città universitaria della Sapienza, tra Villa Mirafiori e il Policlinico Umberto I. Le ricerche sono finalizzate allo studio della biologia di quelle che sono a tutti gli effetti potenziali vettori di malattie. Inoltre gli studiosi stanno mettendo a punto nuovi approcci per contrastarne l’invasione.
“Da giugno a ottobre, la squadra di entomologi coordinati da Alessandra della Torre, – spiegano all’Università – nell’ambito del progetto Edenext finanziato dalla Comunità europea, verificherà sul campo l’efficacia dei diversi trattamenti anti-larvali ed adulticidi condotti attraverso approcci innovativi e tradizionali”. Gli esperimenti, assicurano gli scienziati, non presentano nessun rischio per i visitatori delle aree di studio, ma verranno effettuati utilizzando vasi e gabbie contenenti sia larve che adulti di Aedes albopictus che verranno monitorati in rapporto agli interventi, anche attraverso il monitoraggio delle densità delle zanzare adulte tramite una trappola a colla brevettata dal gruppo di ricerca”.