di Alberto Berlini
Avevano annunciato la guerra, e così la battaglia è cominciata. Le armi: apriscatole e carte bollate. I rulli di tamburo scuotono il Consiglio Regionale alla Pisana. I Cinque Stelle hanno lanciato il primo assalto contro la Giunta Zingaretti, la cui replica arriva a stretto giro per vie legali.
Dopo le prime settimane di schermaglie con i pentastellati messi “al bando” da tutti i posti che contano, il movimento ha annunciato l’inizio della guerra, quella vera, fatta di esposti e dichiarazioni al fulmicotone. La prima settimana di luglio si apre infatti con i 5 Stelle che presentano alla Corte dei Conti un esposto contro alcune delibere approvate dalla nuova Giunta Regionale.

L’esposto è dettagliatissimo, e lo si può leggere allegato a questo articolo. Facendone una rapida sintesi il capogruppo Davide Barillari e i consiglieri regionali imputano al Governatore di aver violato la procedura di selezione del personale assunto in Regione ricorrendo alla duplicazione, quando non alla quintuplicazione, degli incarichi in barba alla spendig review.
“Una serie di sprechi – commenta Davide Barillari sentito da Affaritaliani.it – che messi tutti insieme fanno una somma pari ad oltre un milione di euro, soldi pubblici buttati per incarichi al solito giro di amici. Dalla Giunta Polverini alla Giunta Zingaretti non è cambiato nulla”. A titolo di esempio i 5 Stelle portano il caso del “Responsabile del cerimoniale”, assunto da Renata Polverini e su cui pende anche la relazione negativa degli ispettori del ministero dell’economia che avevano rilevato come fosse sprovvisto della laurea necessaria per la carica ottenuta. “Zingaretti, nonostante questo pronunciamento – continua Barillari – ha deciso di rinnovare il contratto”.
Un’altra delibera contestata dai 5 Stelle è la numero 120 del 2013 che attribuisce al Segretario Generale il potere di “istituire aree e posizioni dirigenziali individuali”. In tal modo ad Andrea Tardiola è conferito una sorta di carta bianca nel nominare “incarichi fiduciari” al di fuori da ogni procedure di selezioni in violazione delle norme di legge. “Una norma che ha consentito la nomina di 14 incarichi a livello dirigenziale – ricorda ancora Barillari – tra cui Gianluca Giansante, che aveva proprio curato la campagna elettorale di Zingaretti e che ora è a capo di due strutture create ad hoc, una denominata ‘Comunicazione e relazione digitale con i cittadini’ e la seconda ‘Social media manager,web content manager, coordinamento contenuti newsletter istituzionali’ i cui compiti appaiono esattamente identici, salvo la diversa lingua con cui vengono nominati”.
Ma non è il solo caso di duplicazione: nell’esposto il Movimento elenca anche la struttura “Rapporti con gli enti locali” assimilabile a quella che si occupa del “Coordinamento delle politiche territoriali”. Non si sentiva neppure la mancanza di una così ferrea distinzione in ambito comunicazione dove il “Portavoce del presidente” si occupa dei rapporti con gli organi di informazione, mentre la struttura “Comunicazione, relazioni esterne e istituzionali” si vede assegnare il compito di interloquire con i mass media.
A tutta risposta dall’annuncio dei 5 Stelle dal Governatore arriva un comunicato che sancisce una vera e propria dichiarazione di guerra, accusando il Movimento di accuse infondate e diffamatorie, annunciando anche la volontà di presentare una querela. Il nuovo assetto per Zingaretti rappresenta “una semplificazione e un taglio degli incarichi all’interno della Giunta. Una riforma che ha determinato la cancellazione di 2 dipartimenti e il taglio delle direzioni da 20 a 12 ed una diminuzione di circa 350 aree decisionali producendo per le casse regionali un risparmio di circa 1 milione di euro l’anno”.
La guerra di cifre, annunci e carte bollate è appena iniziata. E se l’estate è ormai alle porte, alla Pisana l’autunno si preannuncia davvero infuocato.
