La transizione ecologica alla romana si scontra con la dura realtà dei numeri e si trasforma nell’ennesimo terreno di scontro politico incandescente. Al centro della bufera finisce la contestata tassa d’ingresso nella Ztl per i veicoli elettrici, introdotta dalla giunta guidata dal sindaco Roberto Gualtieri.
I dati appena diffusi fotografano un vero e proprio flop: a fronte di un parco circolante di circa 75mila auto elettriche registrate all’anagrafe della Capitale, i permessi acquistati sono stati appena 2.154. Una forbice clamorosa che ha immediatamente riacceso la miccia delle opposizioni, pronte a dare battaglia in Assemblea Capitolina contro un provvedimento considerato inutile, ideologico e fortemente penalizzante.
Forza Italia all’attacco: “Gualtieri penalizza chi ha scelto il green”
A guidare la carica contro il Campidoglio è Forza Italia, che legge i dati come la certificazione del fallimento della linea della maggioranza di centrosinistra. Durissimo l’affondo di Rachele Mussolini (nella foto), capogruppo azzurra in Aula Giulio Cesare, che ricorda come la sinistra abbia già blindato il provvedimento bocciando una mozione del centrodestra che chiedeva di azzerare il balzello: “Siamo di fronte a un paradosso totale e a un ingiustificato aggravio economico per i cittadini. Chi ha investito cifre importanti per acquistare un mezzo a zero emissioni, fidandosi delle promesse sulla mobilità sostenibile, oggi si ritrova beffato e costretto a pagare un dazio per entrare in centro. C’è una totale incoerenza tra le campagne di sensibilizzazione ambientale e la realtà della politica fiscale di questa amministrazione”.

Negozi del Centro Storico in ginocchio: l’allarme dei commercianti
Ma la polemica non è solo ideologica: sul tavolo ci sono i destini economici del cuore di Roma. Il ticket d’ingresso rischia di dare il colpo di grazia a un tessuto commerciale – in particolare i comparti della moda, dell’abbigliamento e del commercio di vicinato – che sta faticosamente cercando di consolidare la ripresa dopo anni di crisi profonda.
L’equazione politica è semplice: penalizzare l’accesso delle auto elettriche significa deviare i flussi di clienti, residenti e professionisti verso altre zone della città o grandi centri commerciali dell’hinterland sprovvisti di balzelli. Una mazzata per le storiche vie dello shopping romano che chiedono da tempo incentivi all’attrattività e non nuovi ostacoli alla mobilità.
Verso lo scontro d’autunno: l’opposizione chiede il ritiro
Il caso Ztl promette di infiammare l’aula anche nelle prossime settimane. Per il centrodestra, i 2.154 ticket venduti sono la prova provata che la misura non ha incontrato il favore degli automobilisti e non ha raggiunto alcuno degli obiettivi prefissati.
La richiesta che sale dalle minoranze è univoca: ritirare immediatamente il provvedimento. La sfida per il futuro della mobilità romana resta aperta: se da un lato c’è l’esigenza di decongestionare il centro storico, dall’altro emerge il vicolo cieco di una politica tariffaria che rischia di desertificare il commercio della Capitale in nome di un ambientalismo di facciata.

