Pillole d'Europa

di Cinzia Boschiero

I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
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Pillole d'Europa
FONDI PER LO SPORT, DISCRIMINAZIONI IN EU, PREVENZIONE E LAVORO, DIRITTI
dott. Massimo Gaudina, Capo Rappresentanza Nord Italia, Commissione europea

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla  e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com

 

Domanda: ma che poteri ha l’EMA? Vincenzo Strada

Risposta: di recente il Parlamento europeo ha preso posizione per i negoziati con il Consiglio sull'estensione del mandato dell'Agenzia europea per i medicinali per  rafforzarne i poteri nella preparazione alle crisi, nella gestione dei medicinali e dei dispositivi medici. Gli eurodeputati chiedono la creazione di una banca dati digitale europea interoperabile per rilevare, prevedere e prevenire le carenze di medicinali. “La nuova banca dati faciliterebbe,” dice il dott. Michele Poerio, presidente di Federspev,” su base permanente, l'accesso e lo scambio di informazioni tra l'Agenzia e le corrispondenti autorità nazionali. Inoltre l'esperienza nella conduzione delle prove cliniche durante la pandemia ha rivelato molte carenze, quali duplicazioni nelle indagini, la sottorappresentazione di sottogruppi importanti della popolazione rispetto al genere, all'età, all'etnia e alle comorbilità mediche, e una collaborazione carente fra le autorità predisposte che rischia di produrre sprechi nella ricerca”. Per migliorare questi aspetti, i deputati del Parlamento europeo chiedono studi clinici meglio coordinati e progettati e trasparenti e di rendere pubblici i risultati e i dati delle sperimentazioni cliniche. Il testo è stato adottato con 578 voti favorevoli, 28 contrari e 81 astensioni.

Domanda: ci sono fondi europei per lo sport? Mauro Cassini

Risposta: sì. C’è un codice europeo di etica sportiva, approvato dai Ministri europei responsabili per lo Sport, riuniti a Rodi per la loro 7^ conferenza, 13-15 maggio 1992) e c’è un Libro Bianco sullo sport della Commissione europea; ci sono anche diversi fondi europei a favore dello sport proprio alla base della cultura europea (mens sana in corpore sano) che ne valorizza il ruolo anche in termini educativi e sociali e di inclusione. Ci sono già diversi progetti europei che sono stati cofinanziati con fondi dell’Unione europea sia per interventi sulle infrastrutture sportive, ma anche per corsi di formazione. Il CONI  ad esempio è partner del Consorzio guidato da La Tregua Olimpica nel progetto europeo Eyvol, un’iniziativa di cooperazione transnazionale e multisettoriale cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma ErasmusPlus, che coinvolge partner del Movimento Olimpico, delle Nazioni Unite, dell’Accademia e della Società Civica. Tra le attività progettuali realizzate dal Consorzio vi è il primo corso di formazione online per giovani volontari, strutturato in otto diversi moduli di formazione finiti a maggio 2021. “Dal 23 al 30 settembre si svolgerà la settimana europea per lo sport giunta alla sua settima edizione” dice il dott. Massimo Gaudina, Capo Rappresentanza Nord Italia Commissione europea. ErasmusPlus cofinanzia sia progetti di cooperazione, sia partenariati, sia eventi no profit sportivi, progetti di sport per l’inclusione dei rifugiati e delle persone fragili. ErasmusPlus Sport ha un budget di 41 milioni e 663.231 euro sino al 2027.

 

Domanda: ma tutto questo discutere sul gender come è visto in Europa? Lisa Fuschi

Risposta: il divide et impera su temi così delicati è un “gioco” tutto italiano, si strumentalizzano temi così delicati solo per dividere l’elettorato inutilmente ed egoisticamente disinformando i cittadini. Siamo europei e il Parlamento europeo  in data 11 marzo 2021 ha già proclamato l'Unione europea come zona di libertà per le persone LGBTIQ. De lana caprina rixare dunque? No perché troppi sono i casi di violenza e di aggressione contro gli omosessuali e occorre tutelare e rispettare le diversità;  è imperativo per una buona convivenza civile. L’associazione Gionata è ad esempio molto attiva, ha fatto una raccolta firme in Italia, informa in modo chiaro; in Italia stiamo diatribando su diritti  di cui è necessario prendere coscienza e che già, come cittadini europei, sono acclarati. Molti cittadini, credenti LGBT+, loro genitori, operatori pastorali, gruppi e associazioni cristiane, il Consiglio di Presidenza del Coordinamento Teologhe Italiane (CTI)  hanno firmato l’appello della associazione Gionata, in quanto conoscono da vicino la condizione di chi vive in Italia ed è fondamentale  prevenire, contrastare la discriminazione e la violenza causate dalla omotransfobia oltre che dalla misoginia e dall’abilismo (la discriminazione verso i disabili.

 

Domanda:  ci sono progetti europei  per le scuole sui diritti che aiutino noi docenti a rapportarci con le piattaforme on line ed essere al fianco dei giovani   ? Ludovico De Matteo

Risposta: sì, c’è l’associazione Medmediaeducation che fa da anni progetti europei e adesso è attiva ad esempio con una summer school da luglio 2021  con diverse sessioni tematiche. La partecipazione è gratuita, (https://www.medmediaeducation.it/elearning/). Sono previsti anche dal 1 al 30 settembre 2021 dei laboratori on line. Il corso è accreditato presso il Ministero dell’Istruzione per la formazione del personale docente ai sensi della DM 170/2016. La Summer School è presente tra i corsi della piattaforma SOFIA del Ministero  e si intitola “Educare nell’era delle piattaforme. Divari, diritti, opportunità”.

 

Domanda: ci sono progetti europei sui disturbi muscolo-scheletrici legati al lavoro? Ernesto Busca

Risposta: sì, ad esempio Le segnalo il progetto Prevent For Work, cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma ErasmusPlus;  è un’iniziativa volta ad aumentare la consapevolezza sui disturbi muscolo-scheletrici legati al lavoro, raccogliere e rendere disponibili evidenze di alta qualità, sviluppare e diffondere contenuti educativi e corsi per i professionisti sanitari e lavoratori al fine di prevenire il verificarsi di tali disturbi. Per avere ulteriori informazioni sul Progetto, con video, corsi e testi, basati su evidenze scientifiche, volti a fornire informazioni utili a eliminare o ridurre l’impatto di questa problematica sui lavoratori, si può accedere al sito: https://p4work.com, dove si può trovare anche una piattaforma educativa che permette per tutto l’anno di accedere a corsi di formazione per sanitari e per chi si occupa di prevenzione a livello lavorativo. Disponibile è inoltre l’App Prevent 4work che permette di accedere alla formazione ed un canale Youtube (Prevent 4Work) con video formativi ed educativi in inglese e spagnolo.

 

Domanda: ma quali sono i dati sulla violenza contro le donne in Europa? Marisa Durante

Risposta: purtroppo sono in aumento in Europa. Nella sola città di Milano nel 2020 ben 2089 donne sono state supportate in un percorso di fuoriuscita dalla violenza dai nove Centri Antiviolenza e dallo sportello antiviolenza convenzionati con il Comune di Milano; 4456 donne hanno usufruito di servizi tra cui ascolto telefonico, colloqui vis a vis, percorsi psicologici, assistenza legale, orientamento di cui il 63 per cento italiane e solo il 37 per cento donne straniere.  In tutta Europa una riduzione dei numeri di accesso durante il lockdown non ha corrisposto ad una riduzione di attività: le situazioni da gestire sono risultate spesso più complesse. Solo in Regione Lombardia sono censite 27 reti territoriali all’interno delle quali operano 50 centri antiviolenza e 119 tra Case rifugio e case di accoglienza convenzionati con gli Enti locali capifila delle reti e che allo stato attuale beneficiano dei programmi di finanziamento regionali ed europei. Nel corso del 2020 complessivamente le donne prese in carico sono state 6527 di cui 1913 hanno avviato il percorso nel 2020. C’è quindi ancora molto da fare in tutta Europa anche nelle regioni che si ipotizza infatti possano essere più “avanzate” invece ci sono ancora diversi problemi aperti, è emerso anche da un dossier di Meritocrazia Italia e servono progetti territoriali concreti come Villa Gaia gestita dal team di Isa Maggi. Stando ai dati europei, durante il lockdown dovuta alla pandemia, la situazione è precipitata con un aumento anche dei femminicidi e  inoltre l’utilizzo massivo dei social, senza una adeguata alfabetizzazione digitale dei cittadini, ha anche incrementato la violenza verbale e l’utilizzo di immagini svilenti contro le donne. I dati sulla violenza mostrano che l’Unione europea non offre maggiore sicurezza rispetto al resto del mondo, con un terzo della popolazione femminile vittima di abusi fisici e sessuali.

 

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