Pillole d'Europa

di Cinzia Boschiero

I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
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Pillole d'Europa
FUTURO EUROPA, DRONI, VINO, CICLISMO, NORMATIVE E FONDI
dott. Massimo Gaudina, capo Rappresentanza Nord Italia Commissione europea

FUTURO EUROPA,  DRONI, VINO, CICLISMO, NORMATIVE E FONDI  

 

 

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla  e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com

 

Domanda: per l’utilizzo dei droni ci sono regole europee? Valerio Panigada

Risposta: sì. Il nuovo regolamento europeo relativo a quelli che siamo abituati a chiamare droni o più precisamente Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto o SAPR nel linguaggio tecnico dell'ENAC, e Unmanned Aircraft System o UAS secondo la definizione europea fa capo all'EASA (European Union Aviation Safety Agency), armonizza i regolamenti sull'intero territorio dell'Unione Europea,  introduce significativi cambiamenti sui doveri di chi possiede e vuole utilizzare un drone, abolendo la distinzione tra uso ricreativo e professionale, ma anche allargando l'area di operatività negli scenari d'uso a basso rischio.

Domanda: ma è vero che l’Unione europea vuole autorizzare l’acqua nel vino? Roberta Seleno

Risposta: la Commissione europea intende  rendere più consapevole il consumo di prodotti alcolici, con etichette chiare per il consumatore con avvertimenti per la salute. Sono in essere dei negoziati europei nell’ambito della nuova Politica Agricola Comune europea (PAC), le proposte nascono da preoccupazioni su dieta e salute in generale ed è sostenuta anche dai produttori medio-grandi, desiderosi di accedere per esempio agli enormi mercati degli Stati a maggioranza musulmana come Arabia Saudita e Indonesia, in cui il consumo di alcolici è molto ridotto e quindi anche dei vini europei. Inizialmente il Parlamento Europeo aveva proposto di conservare la denominazione di “vino” ai vini dealcolati da tavola, escludendo i vini di eccellenza, ma si tratta ancora di una proposta  e la valutazione legislativa è in essere, pertanto è quanto mai importante avere al Parlamento europeo politici preparati, che siano presenti, leggano bene le proposte, lavorino sui dossier tematici,  si battano per la qualità dei prodotti italiani e non perdano tempo in tv facendo discorsi fuorvianti, privi di fondamento, solo per agitare le masse e strumentalizzare la situazione di crisi  e che non disinformino i cittadini.  L’Unione europea è molto vicina al settore agroalimentare con diversi fondi e ci sono stati di recente due bandi rispettivamente  con un budget di  81 milioni di  euro e di 82 milioni e 400mila euro gestiti dalla Commissione europea – CHAFEA (Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l’agricoltura e l’alimentazione) per progetti per  rafforzare la competitività del settore agricolo dell'Unione e in particolare per migliorare il grado di conoscenza dei meriti dei prodotti agricoli dell'Unione europea e degli elevati standard applicabili ai metodi di produzione nell'Ue; aumentare la competitività e il consumo dei prodotti agricoli e di determinati prodotti alimentari dell'Ue e ottimizzarne l'immagine tanto all'interno quanto all'esterno dell'Unione;. rafforzare la consapevolezza e il riconoscimento dei regimi di qualità dell'Ue; aumentare la quota di mercato dei prodotti agricoli e di determinati prodotti alimentari dell'Ue, prestando particolare attenzione ai mercati di paesi terzi che presentano il maggior potenziale di crescita; ripristinare condizioni normali di mercato in caso di turbative gravi dello stesso, perdita di fiducia dei consumatori o altri problemi specifici.

Domanda: c’è sempre molta confusione sui dati della pandemia a chi possiamo fare riferimento? Marco Taverriti  

Risposta: si può fare riferimento al sito della  Commissione europea (https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/coronavirus-response_it), oltre che al sito della direzione scientifica dell’INMI, l’I
Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani, (https://www.inmi.it/comunicazioni-ufficiali; https://www.inmi.it/bollettino-coronavirus) e  al sito del nostro Ministero della Salute che fa riferimento anche ai dati dell’ European Centre for Disease Prevention and Control (https://data.europa.eu/data/datasets/covid-19-coronavirus-data)

Domanda : si è svolto di recente il Consiglio europeo ma che differenza c’è con il Consiglio dell’Unione europea? Mi pare sia poco chiaro grazie Mara Giovenso

Risposta: in effetti occorre fare chiarezza in quanto il Consiglio d'Europa è la principale organizzazione di difesa dei diritti umani del continente , include 47 Stati membri, tra cui i 27 membri dell'Unione europea (https://www.coe.int/it/web/about-us/who-we-are), mentre il Consiglio europeo e Consiglio dell’Unione europea hanno nomi simili, ma ruoli diversi. Il Consiglio europeo riunisce i capi di stato e di governo dell’Unione europea per decidere le strategie di fondo; il Consiglio dell’Unione europea invece  riunisce i ministri competenti per discutere e votare le proposte legislative della commissione ( https://www.consilium.europa.eu/it/european-council/)

Domanda: a cosa serve ricordare il 9 maggio ogni anno? Non mi pare ci sentiamo più uniti.  Gabriella Ugolino

Risposta: si ricorda ogni anno il 9 maggio in quanto si ricorda il discorso di  Jean-Baptiste Nicolas Robert Schuman, politico francese uno dei fondatori dell’Unione europea. La festa dell'Europa (9 maggio) celebra la pace e l'unità in Europa. La data è l'anniversario della storica dichiarazione di Schuman in occasione di un discorso a Parigi, nel 1950,  in cui in qualità di ministro degli Esteri francese Robert Schuman aveva esposto la sua idea di una nuova forma di cooperazione politica per l'Europa e una visione di armonia tra i popoli. In verità i dati la contraddicono: è proprio grazie all’Unione europea se siamo riusciti a contrastare la pandemia e sarà grazie sempre all’Unione europea che tutti i 27 Stati che ne fanno parte potranno risollevarsi anche dalla crisi economica correlata alla pandemia. Il pacchetto per la ripresa, Next Generation EU e il  bilancio a lungo termine dell'Unione Europea per il periodo 2021-2027 pari a 1074,3 miliardi di euro sosterranno, tra l'altro, gli investimenti nella transizione digitale e in quella verde e la resilienza. Assieme ai 540 miliardi di euro di fondi già disponibili per le tre reti di sicurezza per i lavoratori, le imprese e gli Stati membri, il pacchetto globale per la ripresa dell'Unione Europea ammonta a 2.364,3 miliardi di euro.  Solo uniti è possibile contrastare sfide così sostanziali sia per eventi di salute  pubblica   PHEIC. Inoltre molto utile è  lo strumento HEPSA – il nome è l’acronimo di «health emergency preparedness self-assessment», ossia autovalutazione della preparazione alle emergenze sanitarie – consiste nell’aiutare gli Stati a migliorare il livello della PHEP, consentendo loro di valutare la propria preparazione in merito alle emergenze di sanità pubblica. L’HEPSA viene utilizzata per valutare i livelli di preparazione, individuare potenziali lacune nonché rilevare le vulnerabilità e i settori di miglioramento, con l’obiettivo di rafforzare le capacità globali di preparazione alle emergenze di sanità pubblica. La Commissione europea ha anche lanciato di recente uno strumento interattivo per monitorare e anticipare i cambiamenti demografici nell'Unione Europea, elaborato dal Centro comune di ricerca della Commissione (JRC).  Inoltre il successo del lancio della Piattaforma legata alla Conferenza sul Futuro dell'Europa  (https://futureu.europa.eu/ ) dimostra che c’è interesse, desiderio di cooperazione e di condivisione, di unità  perché si è visto quanto le divisioni non aiutino soprattutto davanti alle grandi nuove sfide del mercato e dell’ambiente e ci saranno una serie di dibattiti e discussioni avviati su iniziativa dei cittadini che consentiranno a chiunque in Europa di condividere le proprie idee e contribuire a plasmare il nostro futuro.

Domanda: ma cosa c’entra l’Unione europea  con il Giro d’Italia? Gino Tancredi

Risposta: la bicicletta è stata inventata in Europa, le prime gare in bicicletta sono state fatte in Europa, il Giro d’Italia è una manifestazione storica molto rilevante non solo a livello sportivo ma anche  a livello culturale, visto che gira tutta la nostra nazione e ci consente di vedere anche le bellezze dei nostri territori con diverse tappe. E’ quindi l’occasione per mostrare anche nel concreto come sono stati utilizzati i fondi europei per interventi territoriali concreti, per informare su centinaia di progetti sviluppati, tutelati e valorizzati grazie ai finanziamenti dell’Unione europea: dal Museo egizio di Torino, restaurato con fondi comunitari, al supercomputer del CINECA a Bologna, che sta sviluppando nuovi medicinali grazie all’intelligenza artificiale, fino agli edifici ricostruiti dopo il terremoto a L’Aquila e alla realizzazione della banda ultra-larga in Puglia. “In questo momento di ripartenza dall’emergenza pandemica, mentre si preparano gli interventi straordinari del Next Generation EU, le tappe del Giro d’Italia mostreranno l’Europa che c’è già sul nostro territorio: laboratori scientifici, parchi industriali e archeologici, siti culturali e naturali, marchi protetti, reti di imprese, scuole, centri urbani, piste ciclabili e molto altro. Lungo la penisola, l’Unione europea pedala idealmente insieme ai ciclisti per promuovere la ripresa economica, la lotta al cambiamento climatico e un futuro più verde e inclusivo” dichiara Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza Nord Italia  della Commissione europea.

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