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Pillole d'Europa
NOVITA’ SU OMOLOGAZIONE AUTO E VACCINI, UTILI PROGETTI PER L’INFANZIA E...
presentazione dell’innovativo progetto di ricerca “Diamo voce ai tuoi occhi” della Fondazione Just Italia realizzato dalla Fondazione TOG in collaborazione con la Fondazione Mondino a favore dei bambini con patologie gravi neurologiche

Pillole d'Europa di Cinzia Boschiero

NOVITA’ SU OMOLOGAZIONE AUTO E VACCINI, UTILI PROGETTI PER L’INFANZIA, NUOVE REGOLE PER IL FINANZIAMENTO DEI PARTITI EUROPEI

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com

Domanda: ho un bambino con deficit neurologico grave e sono in lista di attesa per la riabilitazione, possibile che non ci sia una attenzione adeguata a queste necessità di salute? Cosa fa l’Unione europea per le malattie rare? Arabella Nuccio

Risposta: Il progetto EUROPLAN propone una lista di indicatori per monitorare alcune azioni possibili nelle principali aree consigliate per un piano nazionale o strategia comune per le malattie rare. Sono attivi gli European Reference Centres della Commissione europea che coinvolgono centri di ricerca, ospedali, università, vari enti ed associazioni a livello europeo per curare meglio tali patologie ed avviare progetti di ricerca europei di cooperazione in cui sono coinvolte anche le associazioni dei pazienti fin da subito alla stesura dei protocolli. Il gruppo di lavoro della Rare Diseases Task Force europea sulla codifica, classificazione e riservatezza dei dati collabora strettamente con l'OMS sulla classificazione europea ed internazionale delle malattie rare per garantire la trasparenza. In questo gruppo di lavoro ci sono vari partners tra cui Orphanet, UKGTN (UK), NIH, EUROCAT, DIMDI (Germania), CINEAS (NL). Attualmente è aperto un bando della Commissione europea relativo ad uno studio di previsione per l’elaborazione di politiche sulle malattie rare (Rare 2030). Il bando ha un budget di un milione e trecento mila euro e punta a sostenere un progetto pilota nelle malattie rare con metodi inclusivi, un approccio bottom-up per incoraggiare un’ampia partecipazione di pazienti, stakeholder e della società intera. Il progetto deve avere una durata massima di 24 mesi. Nel settore della reumatologia alcune malattie sono ancora sotto diagnosticate e altre rare e ci sono novità sui farmaci se ne è parlato a Milano al convegno regionale della associazione Alomar, (www.alomar.it). “Una persona informata è in grado di far rispettare i propri diritti,” sottolinea Maria Grazia Pisu, Presidente di Alomar,” ecco perché è fondamentale per i pazienti informarsi, fare parte di associazioni che possano aiutarli a fare valere i propri diritti”. Per i bambini con patologie neurologiche, come nel suo caso, vi sono appunto dei progetti dell’ERN di riferimento a livello europeo e per la riabilitazione centri sia privati che pubblici che lavorano in rete per aiutare le famiglie. Tra questi si segnala la Fondazione Together to go senza scopo di lucro che sviluppa progetti di riabilitazione personalizzati per bambini con gravi problemi neurologici e che ha avviato ad esempio il progetto di ricerca medico-scientifico denominato “Diamo voce ai tuoi occhi” sostenuto dalla Fondazione Just Italia (www. fondazionejustitalia.org) e che prevede un percorso di progettazione e realizzazione di un innovativo sistema di eye-tracking costituito da un puntatore oculare sperimentale in via di sviluppo con software nuovi che consente a bambini con paralisi cerebrali infantili, sindromi genetiche, gravi disabilità motorie, cognitive e relazionali di comunicare ed apprendere attraverso gli occhi. Il progetto è triennale ed è sviluppato in collaborazione con il Centro di neuroftalmologia dell’età evolutiva della Fondazione Mondino dell’Istituto Neurologico nazionale di Pavia. La Fondazione Just Italia ha già finanziato in dieci anni di attività diversi progetti di responsabilità sociale per un importo di oltre 3,8 milioni di euro e per questo progetto ha raccolto per il 2018 un importo di 340mila euro.

Domanda: quali sono i dati europei sui vaccini? Costano in modo diverso negli Stati dell’Unione europea? Sara Grilandi

Risposta: La vaccinazione previene, secondo le stime, 2,5 milioni di morti l'anno in tutto il mondo e riduce i costi dei trattamenti specifici per le malattie, compresi i trattamenti antimicrobici. Nel periodo tra il 2008 e il 2015 in Europa si sono registrati 215.000 casi di malattie a prevenzione vaccinale, esclusa l'influenza. Il morbillo è una malattia grave e dall'inizio del 2016 sono stati segnalati 57 decessi nell'UE. Secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC), la maggior parte dei casi sono stati segnalati dalla Romania (5.224), dall'Italia (4.978), dalla Grecia (1.398) e dalla Germania (906), tra il 1 ° febbraio 2017 e il 31 gennaio 2018, pari al 35%, 34%, 9% e 6%, rispettivamente, di tutti i casi segnalati dai Paesi UE/SEE. Dal 1° gennaio 2018 sono stati segnalati sette decessi in 4 Paesi: Romania (3), Italia (2), Grecia (1) e Francia (1). Il Parlamento europeo di recente ha chiesto alla Commissione europea di agevolare un programma di vaccinazione più armonizzato e meglio allineato in tutta l'UE. Il documento degli eurodeputati chiede una maggiore trasparenza nella produzione e nella valutazione dei vaccini e dei loro coadiuvanti e il finanziamento di programmi di ricerca indipendenti sui loro eventuali effetti collaterali, per ristabilire la fiducia nei confronti delle vaccinazioni. Chiedono anche un appalto congiunto di vaccini in quanto gli eurodeputati sottolineano come sia ingiustificabile che il costo di una confezione completa di vaccini per un solo bambino sia aumentato di 68 volte tra il 2001 e il 2014. I deputati sostengono, quindi, l’accordo esistente che consente di acquisire congiuntamente i vaccini, mettendo in comune il potere d'acquisto degli Stati membri.

 

Domanda: per l’omologazione delle auto e le emissioni quali sono le decisioni europee? Marino Lombroso

Risposta: è stato approvata di recente al Parlamento europeo una vigilanza europea più rigorosa sull’omologazione delle auto e un nuovo regolamento per migliorare i controlli. Ogni Stato dell'UE dovrà effettuare un numero minimo di controlli sulle autovetture ogni anno, ossia almeno uno ogni 40mila nuovi veicoli immatricolati in uno Stato membro e almeno il 20% dei test dovranno riguardare le emissioni Per i Paesi con un basso numero di immatricolazioni, dovranno essere effettuati un minimo di cinque controlli l’anno in totale.  

La Commissione europea potrà inoltre effettuare controlli e ispezioni sui veicoli per verificarne la conformità e potrà infliggere sanzioni amministrative fino a 30mila euro per ogni veicolo non conforme. I proprietari di automobili saranno rimborsati qualora dovessero essere obbligati a effettuare riparazioni sui propri veicoli, in caso di non rispetto delle norme, a meno che il costruttore non ne decida il ritiro. Le officine indipendenti avranno accesso alle informazioni relative ai veicoli per poter competere con i concessionari e contribuire alla riduzione dei prezzi. Le nuove regole saranno applicabili dal 1 settembre 2020. L'omologazione è il processo con cui le autorità nazionali certificano che un modello di veicolo soddisfa tutti i requisiti comunitari in materia di sicurezza, ambiente e produzione prima di poter essere immesso sul mercato. Per risultare “omologato”, un tipo di veicolo deve essere testato su diversi requisiti di sicurezza (su luci, freni, stabilità e prestazioni in caso di incidente), ambientali (ad esempio sulle emissioni) o su parti specifiche (sedili e finiture interne).

Domanda: cosa fa l’Unione europea per l’economia circolare? Marta Penceni

Risposta: il Parlamento europeo ha di recente evidenziato obiettivi importanti da ottenere ovvero la quota di rifiuti urbani da riciclare passerà dall’attuale 44% al 55% nel 2025, fino al 65% nel 2035; entro il 2035 non più del 10% dei rifiuti potrà essere smaltito nelle discariche (Italia è al 28% per il 2016); la raccolta differenziata ci sarà anche per i rifiuti tessili o pericolosi. La proposta di legge presentata di recente al Parlamento europeo limita inoltre la quota di rifiuti urbani da smaltire in discarica a un massimo del 10% entro il 2035. Nel 2014, Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Olanda e Svezia non hanno inviato praticamente alcun rifiuto in discarica, mentre Cipro, Croazia, Grecia, Lettonia e Malta hanno interrato più di tre quarti dei loro rifiuti urbani. L’Italia nel 2016 ha smaltito in discarica 26,9 milioni di tonnellate di rifiuti, circa 123 chili pro capite che corrispondono al 27,64% della quota di rifiuti prodotti. I prodotti tessili e i rifiuti pericolosi provenienti dai nuclei domestici dovranno essere raccolti separatamente entro il 2025, così come i rifiuti biodegradabili che potranno essere riciclati anche direttamente nelle case attraverso il compostaggio. In linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, gli Stati membri dell’Unione europea dovrebbero ridurre gli sprechi alimentari del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030. Al fine di prevenire lo spreco di alimenti, i Paesi UE dovrebbero incentivare la raccolta dei prodotti invenduti e la loro ridistribuzione in condizioni di sicurezza. Per i deputati si deve puntare anche sul miglioramento della consapevolezza dei consumatori circa il significato dei termini “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”, come evidenzia la documentazione diffusa dal Servizio Stampa del Parlamento europeo. Si segnala il Festival Internazionale ed europeo dei depuratori che si terrà a Milano dal 5 al 7 maggio presso i depuratori di Nosedo e di San Rocco , manifestazione aperta al pubblico con seminari, laboratori, convegni e la DepurArtLab Gallery a cui aderiscono artisti di oltre 20 Stati che verte sul tema dell’economia circolare e del valore dell’acqua e della depurazione (www.artedamangiare.it) evento organizzato ogni anno dalla associazione Artedamangiare e che quest’anno rientra tra le manifestazioni della Commissione europea a favore della Green Week e che si svolge in collaborazione con il Parlamento europeo- Ufficio di Milano.

Domanda: è vero che ci sarà una riforma del finanziamento ai partiti politici europei? Lucia Guanni

Risposta: sì, è stata decisa una riforma della normativa relativa ai partiti politici europei ed alle loro fondazioni politiche europee. I cambiamenti introdotti miglioreranno la trasparenza, la legittimità democratica, e gli utilizzi impropri dei fondi pubblici potranno essere contrastati meglio e i fondi recuperati. Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker aveva sottolineato :"La nostra Unione europea deve fare un balzo democratico in avanti. Troppo spesso le elezioni europee non sono state altro che la somma di campagne elettorali nazionali. La democrazia europea merita di più. Dobbiamo dare ai partiti europei i mezzi per organizzarsi meglio". Si tratta di un'importante riforma. L’attuale metodo di distribuzione dei finanziamenti dell'UE tra i partiti politici europei non ha finora rispecchiato adeguatamente i risultati delle elezioni europee. Le modifiche adottate oggi consolideranno il nesso tra numero di voti e finanziamenti, portando dall'attuale 85 % al 90 % la percentuale del finanziamento complessivo assegnato sulla base dei risultati delle elezioni. Nell'attuale sistema, il 15% dei finanziamenti veniva diviso fra tutti i partiti, indipendentemente dal numero di elettori che questi rappresentavano. Le modifiche creeranno anche una situazione di maggiore trasparenza per i cittadini europei per quanto riguarda i legami fra i partiti europei e i partiti nazionali.

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