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Il Sociale
Aggressioni in corsia alle infermiere, oltre 850 casi in un anno

“Prendersi cura di chi ci cura”: è questo il titolo del nuovo studio dell’Anmil (associazione nazionale Mutilati e invalidi del lavoro), dedicato al tema della “sicurezza e la tutela sul lavoro delle donne che operano nel campo dell’assistenza sanitaria”. Accanto a questa ricerca, viene oggi presentato in Senato il disegno di legge n. 1769 della senatrice Silvana Amati, a tutela delle vittime del lavoro e dei superstiti dei caduti sul lavoro. L’evento di presentazione delle due iniziative si è svolto questa mattina, alla presenza del presidente nazionale Anmil Franco Bettoni e di altri rappresentati dell’associazione, oltre al senatore Maurizio Sacconi (presidente commissione Lavoro), la senatrice Camilla Fabbri (presidente commissione parlamentare d’ inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali del Senato), il presidente della commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano, il presidente del Civ Inail Francesco Rampi e il direttore generale della stessa Inail, Giuseppe Lucibello.

Il 70% del personale sanitario è donna. Per quanto riguarda le ragioni dell’oggetto dell’indagine, dai dati Inail “emerge che nel settore sanitario la presenza femminile raggiunge circa il 70% del personale – ha spiegato il presidente Franco Bettoni -, una preponderanza non più circoscritta a categorie storicamente femminili e di supporto, come la professione infermieristica, ma che oggi incide anche sui ruoli apicali del mondo medico-scientifico una volta solo appannaggio dell’universo maschile”. Nell’arco di una quindicina di anni, infatti, sono quasi raddoppiati i direttori generali donna, mentre i “medici in camice rosa” hanno nettamente sorpassato gli uomini. E la sanità è anche uno dei settori in cui l’incidenza degli infortuni femminili è superiore a quella maschile: oltre il 15% di tutte le donne infortunate opera infatti in quest’ambito.

Il rischio di “aggressione e violenza”. Diffuso è, in questo settore, accanto al rischio infortunio, anche il pericolo di “aggressione o violenza da parte di estranei” (pazienti psicolabili, parenti etc). “Dei circa 4 mila infortuni indennizzati complessivamente dall’Inail nel 2013 per questa particolarissima tipologia di eventi – riferisce Anmil - circa 1.200 (quasi un terzo del totale) sono avvenuti nella sanità e di questi ben il 71% (851 casi) ha interessato la componente femminile. Si tratta in genere di aggressioni da parte di pazienti, di parenti o di altri utenti per motivi vari o di casi similari”.

Coniugi e figli superstiti, un disegno di legge. L’iniziativa legislativa presentata oggi nella stessa sede (disegno di legge n. 1769) riguarda invece la tutela di vedove e orfani di caduti sul lavoro, “oggi assolutamente inadeguata e fonte di iniquità”, spiega Anmil. Il disegno di legge prevede infatti “modifiche al decreto del presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, in tema di trattamenti spettanti al coniuge superstite e ai figli dei caduti sul lavoro”, oltre che “integrazioni alla legge 11 marzo 2011, n. 25, in materia di quote obbligatorie e di riserva per l’assunzione di lavoratori”. Le modifiche riguardano, in particolare, l’estensione delle rendite Inail riservate ai figlio fino al 26° o il 30° anno di età ( da redattoresociale.it).

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