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Il Sociale

Vivere uno accanto all'altro, sempre in piedi, proprio come due "misirizzi", i giocattoli di forma ovoidale che se sbilanciati tendono a ritornare in posizione eretta. Una storia d'amore quella di Pietro e Florence, raccontata da “Il colibrì”, magazine d'informazione sul mondo del sociale in Molise. Lui molisano, affetto dalla nascita da una disabilità motoria (ha una malformazione ai piedi e cammina con difficoltà), ha da poco pubblicato il suo ultimo libro on line dedicato al padre, che ha rinunciato alla carriera da calciatore per rimanere vicino alla famiglia. Lei una "graziosa donna dall'accento francese", non vedente, è centralinista all'Inps ed ha perseguito con caparbietà la decisione di affrancarsi dalla famiglia e di diventare autonoma a tutti gli effetti. Si sono incontrati durante uno stage di teatro, organizzato dall'associazione di volontariato fondata da Pietro nella sua città natale, Casacalenda, e chiamata appunto I Misirizzi.

“Avevo organizzato uno stage di teatro aperto anche ai non vedenti - racconta Pietro - Il palco è passione, è via per valorizzare tutti i nostri sensi e spesso fa sbocciare le personalità più timide. Lei partecipò, ci conoscemmo e in un mese la nostra vita si rivoluzionò completamente”. Un incontro che ha colmato la vita di entrambi ed ha rappresentato il motore per dare il via ad un progetto speciale. Flo e Pietro hanno, infatti, creato in Molise il cinema al buio con pellicole già descritte provenienti da una cooperativa del Nord Italia. E poi proseguono col teatro al buio, con le cene al buio, dove i commensali vedenti restano bendati per un po’ ed esercitano gli altri quattro sensi. Pietro ogni mercoledì sera conduce una trasmissione su Radio Orizzonte Molise e cura le iniziative dell’Ansi. Lei, oltre al lavoro insegna il braille nell’Angolo di Flo della libreria Giunti, dove insieme guidano i bambini all’ascolto con un laboratorio di lettura ogni venerdì pomeriggio.

“Da quando ci siamo conosciuti la strada l’abbiamo percorsa in due: siamo andati a vivere insieme, poi ci siamo sposati. - prosegue Pietro - Lei è diventata autonoma, insieme realizziamo attività culturali e di sensibilizzazione. E io sono diventato gli occhi di mia moglie: le racconto i film, le descrivo quello che ci circonda. Anche se non sempre è possibile. Al cinema, per esempio, anche se scegliamo sempre posti decentrati, se capita qualcuno vicino a me e mi sente bisbigliare all’orecchio mi zittisce. Come spiegare ogni volta?”. Due splendidi esempi di come la disabilità può diventare molla per fare, per dare e per non arrendersi mai trovando sempre la forza di rimettersi in piedi, proprio come fanno i misirizzi. “Il nome dell’associazione rappresenta la mia filosofia. – spiega soddisfatto Pietro – Superare e rimanere forti, sempre. Io cammino, con difficoltà, ma cammino. Un messaggio che ho sempre voluto trasmettere ai più giovani con i quali ho realizzato tante iniziative”.

Oggi entrambi vivono a Campobasso. Ad attenderli progetti e sfide presenti e future, tutte da affrontare con la caparbietà e la forza di volontà che li contraddistinguono. La prossima riguarda Florence, da poco entrata in un percorso medico sperimentale per la cura della sua patologia. Fra qualche tempo potrebbe provare un intervento volto a restituirle almeno qualche filo di luce. “Non sarà cosa semplice - racconta Flo - anche perché i costi saranno stratosferici e noi non abbiamo grandi possibilità. Ma non mi spaventa… Come un misirizzi troverò il modo di rimanere in piedi e camminare verso la mèta” (da redattoresociale.it)

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