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Bonus bebè, via alle domande

Al via il clik day per il bonus bebè. Dal primo al 10 luglio è possibile richiedere ’agevolazione economica concessa alla lavoratrici madri in qualità di soluzione alternativa al congedo parentale.

Per inviare l’istanza, la lavoratrice deve accedere al sito dell’Inps (www.inps.it) ed eseguire il login con il proprio codice Pin. Attenzione: per poter procedere con l’invio dell’istanza è richiesto perentoriamente il possesso del codice pin dispositivo, se non l’avete ancora fatto si consiglia di richiedere la trasformazione del vostro vecchio codice presso la sede Inps di competenza. Inoltre, prima di procedere all’invio dell’istanza si dovrà far pervenire all’Inps una situazione reddituale ISEE aggiornata (se non è già inserita nella banca dati).

Una volta eseguito l’accesso, si deve prestare particolare attenzione nell’eseguire la scelta fra le due tipologia di bonus per cui s’intende inviare la richiesta. La scelta, unica e non modificabile, è tra:
• ricevere un contributo economico da utilizzare per pagare la retta per l’asilo nido;
• ottenere il riconoscimento dei voucher per remunerare i servizi di baby sitting.

L’agevolazione alternativa – riconosciuta alla madre lavoratrice che, al termine dell’astensione obbligatoria per maternità, ne fa specifica richiesta per effetto della famosa Legge Fornero – sarà usufruibile in via sperimentale nel biennio 2013-2015.Il bonus può essere utilizzato nell’arco degli 11 mesi successivi al periodo di congedo obbligatorio e non può avere una durata superiore a un semestre per le lavoratrici madri dipendenti (ridotto a tre mesi per le lavoratrici madri iscritte alla gestione separata). L’ausilio si quantifica in un importo totale mensile pari a 300 euro. Naturalmente, il riconoscimento del bonus sarà subordinato alla dimostrazione da parte del genitore dell’effettiva iscrizione del bambino a un asilo nido comunale o privato o, in alternativa, del reale affido temporaneo del piccolo a una baby sitter mentre i genitori sono al lavoro. Siamo di fronte alla realizzazione di un ausilio concreto a uno dei soggetti sociali messo più in sofferenza dalla crisi. La famiglia italiana, in particolare le figure femminili del nucleo familiare, colonne portanti del Welfare informale del nostro Bel Paese.