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Il Sociale

Porre fine alle discriminazioni nei confronti dei rom sull’assegnazione delle “case popolari” di Roma e garantire un accesso equo al bando generale del 31 dicembre 2012 per gli abitanti dei “villaggi attrezzati” della capitale. E’ quanto chiedono Amnesty International, l’associazione 21 luglio, European Roma Rights Centre e Open Society Foundations in una lettera inviata al Comune di Roma e intestata al sindaco Gianni Alemanno, al vice sindaco Sveva Belviso e all'assessore alle Politiche del Patrimonio e della Casa, Lucia Funari.
 
Ad oggi, secondo l’associazione 21 luglio, sono circa una cinquantina le domande presentate da nuclei familiari residenti nei campi di Candoni, Salone e Castel Romano, per un totale di circa 250-300 persone, ma nei prossimi giorni si prevede l’invio di domande per altre 180-200 persone. La possibilità di poter partecipare alle graduatorie era arrivata a fine dicembre col bando generale di concorso per l’assegnazione in locazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Un bando che, secondo le associazioni, dà priorità nell’assegnazione degli alloggi che si renderanno disponibili, alle famiglie che si trovino nelle situazioni di maggior vulnerabilità, ovvero di “grave disagio abitativo”, coinvolgendo a pieno titolo le famiglie rom presenti nella capitale. Tuttavia, dopo la diffusione della notizia, il Comune di Roma è corso ai ripari lo scorso 18 gennaio 2013, pubblicando  delle “Precisazioni su requisiti Bando Generale per assegnazione alloggi di E.R.P.”. Nel documento viene precisato che “i campi nomadi non possono essere equiparati alla situazione descritta nella Categoria A1 in quanto da considerarsi strutture permanenti”. Posizione condivisa dall’assessore alle Politiche del Patrimonio e della Casa di Roma Capitale, Lucia Funari, che in una nota stampa aveva affermato che “i campi nomadi non rientrano nella Categoria A1 in quanto, per il beneficio dei 18 punti, i richiedenti devono risultare ospitati in ricoveri temporanei, ossia strutture dedicate all’accoglienza di persone senzatetto, senza casa o senza fissa dimora”.
 
Posizioni che, per le associazioni, “sembrano avere l’intento discriminatorio di precludere alle persone appartenenti alle comunità rom la possibilità di ottenere il riconoscimento del punteggio previsto dalla Categoria A1 e, dunque, di negare loro una speranza concreta di vedersi assegnato un alloggio di edilizia residenziale pubblica”.  A non convincere, inoltre, anche la precisazione secondo cui i campo sono da considerare “strutture permanenti”. Per le associazioni, infatti, la natura provvisoria della sistemazione dei rom nei campi è ben descritta nella Strategia nazionale d’inclusione dei rom, sinti e dei caminanti,  che afferma come “le strutture abitative presenti nei campi non sono in grado di rispondere alle esigenze di famiglie che hanno sempre vissuto in modo stanziale, e divengono facilmente luoghi di degrado, violenza e soprusi”.

 La circolare del 18 gennaio, aggiungono le associazioni, “sta determinando un trattamento discriminatorio nei confronti dei circa 3.600 rom e sinti residenti nei villaggi attrezzati di Roma. Molti di essi infatti, pur essendo in possesso dei requisiti per partecipare al bando e pur trovandosi in situazione di grave disagio abitativo, potrebbero desistere dal presentare la domanda necessaria nella convinzione che non gli verrà attribuito un punteggio sufficiente ad ottenere l’assegnazione di un alloggio”. Per tali ragioni, Amnesty International, l’associazione 21 luglio, European Roma Rights Centre e Open Society Foundations chiedono al Comune di Roma di “adottare misure necessarie a garantire un accesso equo al bando anche attraverso una immediata modifica delle affermazioni contenute nella circolare del 18 gennaio 2013”, di assicurare che le domande presentate da parte di famiglie residenti nei villaggi attrezzati vengano classificate in base alla giusta categoria di appartenenza e che venga data ampia diffusione alle misure adottate per garantire l’accesso all’edilizia residenziale pubblica, anche attraverso comunicazioni specificamente rivolte ai residenti dei villaggi attrezzati.(ga)

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case popolariromgianno alemannoamnesty
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