Ennio, Lina e Sara DorisUn’economia e una finanza a sostegno della famiglia. È il tema proposto dal Secondo Quaresimale per l’Economia e la Finanza, intitolato “La famiglia e la crisi attuale”, che si è tenuto all’Auditorium F.lli Olivieri di Novara (presso il Conservatorio G. Cantelli) per presentare pubblicamente la neonata Fondazione San Gaudenzio onlus, promotrice di nuova iniziativa di microcredito, fortemente voluta dal vescovo mons. Franco Giulio Brambilla, per sostenere economicamente donne e giovani portatori di buone idee di lavoro o servizio sociale.
Il convegno, promosso dal Comitato per Passio in collaborazione con i Frati Minori del Piemonte, si inserisce nel solco del Primo Quaresimale per l’Economia e la Finanza, realizzato nella Quaresima del 2012, come un proseguimento e un primo tangibile esito della riflessione, allora avviata, intorno alle provocazioni che il cristianesimo pone all’economia di mercato.
Protagonisti dell’incontro – coordinato da Stefano Ferrari, vice presidente vicario del Comitato per Passio – sono stati l’economista Angelo Caloia (Università Cattolica) e mons. Brambilla, che hanno tracciato il quadro della crisi attuale con l’impatto che essa ha sulle famiglie. Sono intervenuti quindi Giovanni Pirovano (ABI), don Dino Campiotti (Caritas diocesana di Novara), Luciano Gualzetti (Caritas Ambrosiana), Sara Doris (Fondazione Mediolanum onlus) e Angelo Miglietta (Università IULM) a illustrare le finalità della Fondazione San Gaudenzio, le modalità dell’iniziativa di microcredito che è chiamata a gestire e la sua collocazione nell’ambito delle attività della Caritas diocesana e di analoghe iniziative attuate in diocesi di Milano e a livello nazionale.
Giovanni Pirovano ha analizzato il percorso dell’accordo ABI-CEI e come sia nato il “Prestito della Speranza”. “Dall’accordo quadro ABI-CEI – sostiene Pirovano – è nato nel 2010 il “Prestito della Speranza” per la realizzazione di un programma nazionale di microcredito. Il microcredito si sta diffondendo in tutto il mondo come strumento di inclusione nel mercato finanziario di soggetti definiti “non bancabili”, prevalentemente persone fisiche, prive di risorse proprie e con difficoltà di accesso alle forme tradizionali di prestito. I finanziamenti erogati delle banche sono assistiti dalla garanzia rilasciata dal Fondo di 30 milioni di euro messo a disposizione dalla CEI. Si tratta di un’attività a cui le banche guardano con interesse soprattutto nell’attuale situazione di crisi economica che stiamo attraversando, in quanto consente di rivolgersi a una specifica fascia di clientela che non sempre trova un adeguato accesso alle forme tradizionali di credito, evitando così che si rivolgano al circuito del credito illegale. Da una recente indagine ABI risulta che circa il 70% delle banche ha delle specifiche strutture dedicate all’operatività del microcredito e della microfinanza. Tale attività rappresenta ancora solo l’1% dei ricavi e c’è evidentemente spazio per un’ulteriore crescita”.
Sara Doris, Presidente di Fondazione Mediolanum Onlus, partendo dal perché Banca Mediolanum ha deciso di sostenere il microcredito sociale attraverso la convenzione con la Fondazione San Bernardino Onlus, si è soffermata sulla figura della donna come modello di riferimento per l’intera famiglia e di quanto sia importante valorizzarne il ruolo. “Fondazione Mediolanum Onlus – dichiara Sara Doris – ha dettato le linee di indirizzo per la convenzione tra Banca Mediolanum e la Fondazione San Bernardino Onlus, rappresentativa di 10 Diocesi lombarde. La convenzione è nata nell’aprile del 2009 per dare sostegno a famiglie che versano in situazioni di disagio sociale e che nel corso degli anni hanno accumulato debiti. Sono soggetti definiti “non bancabili”, ossia privi di risorse proprie per poter sanare le situazioni di debito che si sono venute a creare per molteplici motivi. Io stessa sono andata a conoscere alcune di queste famiglie, e la cosa che mi ha colpita è che non si tratta di casi di povertà estrema, ma situazioni che potrebbero accadere al tuo vicino di casa: diventare morosi col condominio perché non si hanno i soldi per pagare le spese condominiali e vedere la casa finire all’asta per un debito contratto di poche migliaia di euro o non avere i soldi per saldare il debito contratto per spese sanitarie improvvise. In prevalenza si tratta di situazioni che coinvolgono le donne, vero perno della famiglia: figlie, mogli, madri e amministratrici delle sostanze famigliari. Non è un caso se, dal 2009 ad oggi su 46 microcrediti sociali che abbiamo erogato, per un totale di 436.300 euro, 40 sono andati a donne”.
