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Conigli come cani e gatti. Una petizione per vietarli “a tavola”

Di Maurizio Zanoni

Una petizione per salvaguardare i conigli. Si sta diffondendo in maniera virale l’appello lanciato da Feder F.I.D.A. (Federazione Italiana Diritti Animali) Onlus, in collaborazione con A.A.E. Conigli, che prevede l’inserimento dei piccoli batuffoli di pelo nella classificazione degli animali “d’affezione”, come il cane e il gatto. Con tale modifica, la specie potrebbe pertanto beneficiare di leggi e ordinanze che vieterebbero il suo consumo sulle tavole del Belpaese e la commercializzazione di pelli e pelo.

«Dopo il cane ed il gatto – fanno sapere i promotori dell’iniziativa –  il coniglio è l’animale da compagnia più diffuso nelle case degli Italiani. Si tratta – proseguono – di un fenomeno destinato a crescere in quanto appare come animale affettuoso, intelligente, capace di integrarsi perfettamente in casa o in appartamento e, soprattutto, di formare un forte legame affettivo con le persone che se ne prendono cura».

Così, a partire da giovedì è stata pubblicata una petizione sul web (al sito: http://firmiamo.it/coniglioamicomio) per raccogliere un totale di 10mila firme, allo scopo di far riconoscere il coniglio quale animale domestico. Una volta raggiunto il tetto massimo di adesioni – all’appello mancano poco meno di quattrocento di sottoscrizioni – Feder F.I.D.A. Onlus e A.A.E. Conigli si faranno portatori della volontà popolare, depositando le loro istanze in Parlamento e all’attenzione del Ministro della Salute. «Coloro che hanno avuto un contatto diretto con questi animali – chiosano – ripudiano lo sfruttamento commerciale per l’alimentazione e le pellicce, altrettanto di chi è proprietario di cani e gatti, e riteniamo che anche la sensibilità verso questi animali, segno del cambiamento della società, sia tenuto nella giusta considerazione».