A- A+
Il Sociale


Nonostante la crisi (o forse grazie alla crisi) l’usato non si ferma. Il mercato continua a crescere, come dimostrano le aperture di negozi in franchising: 15 ogni anno per il colosso Mercatopoli, che conta circa cento punti vendita sul territorio nazionale. Dall’inizio del 2013 ha registrato poco meno di 800 mila clienti e prospetta di aprire una decina di negozi nei prossimi mesi. La crescita si vede anche nel bilancio: il fatturato cresce dell'11,5 per cento rispetto all'anno scorso.

E Mercatopoli non è sola a veleggiare nonostante la crisi. La Mercatino srl, seconda catena di franchising dell'usato, tra il 2011 e il 2013 ha aperto 15 nuovi punti vendita e aumentato gli ingressi del 9,2 per cento. La situazione in Italia. In Italia sono 3.283 gli esercizi commerciali che vendono pezzi di seconda mano. Al primo posto tra le regioni italiane c’è la Lombardia (15,7 per cento del mercato nazionale), seguita da Lazio (13,1 per cento) e Toscana (11,5 per cento). Questi i dati che emergono da una ricerca di agosto 2013 della Camera del commercio di Milano. Tra le categorie di prodotti più venduti c'è l’abbigliamento (in saldo positivo rispetto all'anno scorso del 14,2 per cento), soprattutto quello invernale. Ma tengono anche arredamento per la casa, mobili e passeggini per bambini. Infatti, neanche per le neomamme comprare usato rappresenta più un tabù: soprattutto al nord cresce la vendita di lettini, scaldabiberon e tutine di seconda mano, che, avendo un ciclo di utilizzo breve, sono venduti in ottimo stato.

“Nel 2013 abbiamo avuto una crescita del 30 per cento dei 'baby bazar', punti vendita interamente dedicati all’usato per bambini – spiega Alessandro Giuliani, direttore di Mercatopoli -, abbiamo creato delle location più confortevoli per le mamme: l’interno sembra quello di un negozio vero e proprio con anche il riscaldamento”. Ultimamente poi, si trovano anche cucine usate in buone condizioni: tante le coppie che si separano presto e, non sapendo cosa farsene dei mobili appena acquistati, ricorrono a negozi dell’usato per rivenderli. I clienti? Non esiste uno studio statistico a riguardo, ma secondo chi opera nel settore dal 2002 si nota che gli acquirenti sono sempre più giovani e soprattutto italiani: “Molto fa il titolare del punto vendita – racconta Alessandro Giuliani -: in generale venditori giovani attirano clienti giovani e gestori più anziani muovono un giro di clienti over 40. Chi compra da noi sono sia stranieri che italiani, ma questi ultimi in misura maggiore soprattutto nell’usato per l’infanzia. Inoltre, se da una parte gli anziani ci portano molti mobili di cui vogliono disfarsi, dall’altra vengono sempre di più giovani e famiglie alla ricerca di oggetti per arredare la casa e vestiti”.

Tags:
mercatousatonegoziclienti
in evidenza
Simest, la qualità a supporto della competitività delle pmi italiane

Esportazioni

Simest, la qualità a supporto della competitività delle pmi italiane

i più visti
in vetrina
Scatti d'Affari Intesa Sanpaolo, apre il nuovo Museo delle Gallerie d’Italia a Napoli

Scatti d'Affari
Intesa Sanpaolo, apre il nuovo Museo delle Gallerie d’Italia a Napoli


casa, immobiliare
motori
Citroën Ami 100% ëlectric: la rivoluzione della mobilità urbana è in vetrina

Citroën Ami 100% ëlectric: la rivoluzione della mobilità urbana è in vetrina


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.