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Il Sociale

Cosa è successo nel 2014 nel sociale? Poco se parliamo di politiche, molto a livello di cronaca. Come di consueto a fine anno proponiamo il bilancio dettagliato dei principali eventi, stavolta con 8 articoli tematici che pubblichiamo su Rs, l’agenzia di Redattore sociale (area abbonati). Qui di seguito trovate invece le 14 notizie e vicende che, secondo la redazione, saranno da ricordare per il welfare e il non profit.

1 - Il terremoto di Mafia Capitale. È sicuramente inedito che un’indagine giudiziaria (per giunta la più importante dell’anno insieme a quella su Expo) sia rilevante per il terzo settore. Eppure “Mafia Capitale” – nota anche come “Mondo di mezzo” – rappresenta un vero terremoto. Il coinvolgimento di varie cooperative, i loro intrecci corrotti con la politica e con le dirigenze di enti pubblici, il “business dei disperati” sbandierato da operatori sociali un tempo osannati come Salvatore Buzzi (compreso il famoso sms della vergogna) hanno causato un danno di immagine incalcolabile per tutto il terzo settore, in particolare per la cooperazione sociale, obbligandolo a una discussione al suo interno che non potrà che essere radicale.

2 - Il record degli sbarchi. Se il 2013 ha rappresentato l’annus horribilis dell’immigrazione in Italia, con la terribile strage del 3 ottobre, costatata la vita a 368 persone, il 2014 è stato l’anno del maggior afflusso di sempre di migranti verso le coste italiane. Ne sono arrivati oltre 200 mila, mettendo a dura prova l’Italia sul piano dell'accoglienza e non solo. Nonostante la parziale prevedibilità del fenomeno (dopo il caos della Libia) ci siamo fatti trovare impreparati di fronte a questa ondata ed è emersa l’assenza di una strategia dell'accoglienza, aiutati solo in parte dal fatto che circa la metà dei migranti sbarcati ha usato l’Italia solo come passaggio e ha trovato rapidamente il modo di proseguire verso i paesi del nord Europa (agevolati anche da un un tacito “lassismo” delle autorità nel prendere le impronte con tempestività, almeno fino ad autunno inoltrato).

3 - Tor Sapienza e le altre. Il gran numero di migranti, quasi tutti richiedenti asilo, da accogliere e “trattare” ha inevitabilmente generato tensioni, soprattutto nelle periferie delle grandi città. Le proteste a Tor Sapienza, rimaste in cronaca per settimane, sono state il caso più eclatante, con il loro mix di degrado, di giuste rivendicazioni, di razzismo e di strumentalizzazioni. Ma sono stati anche tantissimi gli esempi di "buona accoglienza", come abbiamo documentato per tutto il 2014.

4 - Il naufragio di Mare nostrum. Sul fronte delle politiche per l’immigrazione, però, l’anno sarà ricordato come quello di Mare nostrum. E della sua soppressione. Attivato dal governo letta subito dopo la strage di Lampedusa, l’operazione di salvataggio in mare svolta dalla Marina militare ha salvato dal naufragio oltre 100 mila migranti, spingendosi a ridosso delle coste del Nordafrica e non aspettando i barconi entro le proprie acque territoriali. Un anno dopo, dall’1 novembre, Mare nostrum è stata chiusa e al suo posto è subentrata Triton, una sorta di Frontex potenziata che, secondo molti, ridurrà di parecchio i salvataggi. In questi giorni di fine anno le due operazioni si stanno dando il cambio è non è ancora possibile verificare questo timore. Sarà comunque la sfida dei prossimi mesi.

5 - Il terzo settore si rifà il look. Se il 2014 non ha registrato alcuna riforma strutturale per affrontare grandi problemi sociali (ad esempio la povertà), è stato però l’anno in cui, dopo decenni di attesa, è stato avviato in Parlamento un provvedimento cruciale come la riforma del terzo settore, che ingloba dentro di sé l’associazionismo e il volontariato, l’impresa sociale e il servizio civile. Si tratta essenzialmente di un riordino giuridico e fiscale del settore e non di un’azione diretta sui problemi sociali specifici. Ma è, come si dice, una “infrastrutturazione” sociale che aiuterà ad affrontarli meglio e, si spera, superando alcuni dei problemi emersi con “Mafia Capitale”.

6 - L’anno del bonus. Poche novità sui vari fondi che interessano direttamente il sociale: dopo tanto parlare, tra il fondo per le regioni, quello per la non autosufficienza e la famiglia, siamo poco oltre i due miliardi del 2013. La vera novità che poteva riguardare i più deboli è il bonus Irpef, cavallo di battaglia del governo Renzi: 80 euro al mese per tutti i dipendenti con buste paga sotto i 1.500 euro, esclusi però i troppo poveri e i lavoratori precari. Un esborso da 10 miliardi di euro all’anno che, secondo i numeri dell’Istat e il parere di vari economisti, non fa aumentare sensibilmente i consumi, non beneficia i più poveri. Si potevano usare tutti quei soldi con un’ottica “sociale”. Sì, si poteva, ma non è stato fatto.

7 - Il carcere si svuota, gli Opg no. Nel 2014, in seguito alle leggi svuota carceri dell’anno prima si è verificata una riduzione consistente del numero di detenuti: diecimila in meno al novembre 2014. Dai 64.047 ristretti di fine novembre 2013 si è arrivati infatti a quota 54.195. Il calo ha riguardato perlopiù i detenuti stranieri e i non definitivi ed è riconducibile in larga parte al cambio di rotta imposto dalla sentenza Torreggiani pronunciata l’8 gennaio 2013 dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e all’inversione di tendenza della legislazione italiana. Non è invece avvenuta la prevista chiusura degli Opg. Il primo aprile è infatti scaduto il termine fissato dalla legge: il Governo ha approvato un decreto di proroga per un altro anno e ha stabilito la chiusura entro il 31 marzo 2015, pena il commissariamento delle regioni. Al momento, sono 750 le persone ancora internate.

8 - L’azzardo del non profit… Il terzo settore è stato artefice di varie iniziative positive sul gioco d’azzardo, ma anche contraddittorie. Il 16 ottobre la Campagna "Mettiamoci in gioco" firma un Protocollo di intesa con "Sistema gioco Italia" di Confindustria che rappresenta le aziende del settore. Nel giro di pochi giorni prendono le distanze da questo accordo diverse associazioni, tra cui Libera con don Ciotti (Libera) e l'Azione Cattolica. Polemiche e critiche che hanno indotto don Armando Zappolini, portavoce di Mettiamoci in gioco, a disdire l'accordo.
Nel terzo settore c’è chi invece cerca sponsorizzazioni dalle imprese che gestiscono i giochi. Secondo il bilancio sociale di Lottomatica e Sisal, nel 2013 sono stati destinati 13 milioni di euro a progetti di organizzazioni non profit. E ha fatto discutere anche il sostegno economico di grandi società del gioco a eventi come il meeting di Cl a Rimini.

9 – …e la lotta dei comuni. Nel corso del 2014 molti enti locali hanno cercato di limitare l'apertura di sale gioco o l'installazione di slot machine in bar e locali pubblici. Difficile isolare una notizia, ma la tendenza c’è stata. Ad ogni ordinanza che ha posto paletti agli orari di apertura o al posizionamento delle sale, però, sono fioccati i ricorsi al Tar da parte dei gestori. Solo per il Comune di Milano ci sono stati almeno 5 ricorsi. Alla fine Palazzo Marino è riuscito a spuntarla.

10 - Il premier e i disabili. Quasi assente dalle politiche eppure esibita nei palinsesti televisivi (ma in seconda serata), la disabilità ha avuto l’onore per la prima volta da 15 anni di essere celebrata dal premier e dal governo. È forse l’unica notizia dell’anno per il settore. Il 3 dicembre, giornata internazionale della disabilità, nella Sala Verde di Palazzo Chigi si è svolta però solo una celebrazione simbolica e poco altro. Clima ingessato e grigio, pochi intimi invitati, davvero poco per un mondo alle prese con non poche difficoltà: sempre nel 2014 è cresciuta la povertà delle famiglie con disabili (secondo una stima della Fish, almeno il 50% delle famiglie con disabilità è a rischio povertà) e sono cresciute per colpa della crisi anche le difficoltà per l'inserimento lavorativo dei disabili.

11 - L’addio a Franco Bomprezzi. Il 18 dicembre se ne andato a 62 anni Franco Bomprezzi, giornalista e scrittore tra i massimi esperti in Italia nel campo della disabilità, universalmente amato e apprezzato per la sua onestà intellettuale, come anche per la leggerezza e al tempo stesso la profondità con cui negli anni ha saputo raccontare la quotidianità, i problemi, le speranze di tante persone disabili. Già direttore di “Superando”, Bomprezzi è stato animatore del blog “InVisibili” sul Corriere della Sera e primo direttore editoriale di Superabile. Con la sua scomparsa si è aperto un grande vuoto nel mondo della comunicazione della disabilità.

12 - Down in tv. Una piccola rivoluzione televisiva per il mondo della disabilità in tv: nel 2014 è andato in onda “Hotel 6 stelle”, docu-fiction che ha raccontato al grande pubblico un’esperienza di inserimento lavorativo di persone con sindrome di Down. Una produzione delicata e profonda su un tema che solo pochi anni fa sarebbe stato impensabile portare in televisione.

13 - La beffa della sposa. È stato anche l'anno del documentario Io sto con la sposa, realizzato grazie al più grande crowdfunding nella storia del cinema. Il viaggio di cinque palestinesi siriani sbarcati a Lampedusa e diretti in Svezia, accompagnati da un finto corteo nuziale che ha beffato le frontiere di mezza Europa ha stregato Venezia e continua a circolare nella sale cinematografiche “vere”, facendo uscire una produzione nata dal basso e dall’impegno sociale dal solito circuito autoreferenziale.

14 - Due libri che fanno discutere. Le notizie culturali sono state arricchite da due libri importanti. Il primo è "I buoni" di Luca Rastello (Chiarelettere), viaggio senza speranza dentro un’esperienza di volontariato “professionale”, dove operano quasi solo illusi o peccatori. Il libro ha generato una vivace discussione soprattutto per il soggetto scelto dall’autore e per l’obiettivo che il libro esplicitamente persegue: la denuncia dei difetti del volontariato “professionale”, la critica di ciò che non funziona nelle attività non profit e in generale nel mondo di coloro che vengono chiamati “i buoni”. Il secondo è "Contro il non profit" di Giovanni Moro (Laterza), dove l'autore nega il concetto stesso del non profit e del terzo settore in quanto fenomeno omogeneo, ne contesta sia “l’eccezionalismo” italiano che i dati “ufficiali”, parla dei numerosi approfittatori, demolito il sistema di leggi confuse e oppressive che lo caratterizzano.

Su Rs, l'Agenzia di Redattore sociale leggi gli otto articoli tematici sul sociale nel 2014:
- Per i deboli la coperta è sempre "troppo corta". Ancora un anno senza riforme
- La disabilità è ancora un "peso": il 2014 anno delle occasioni mancate
- Azzardo, un anno di molte speranze e pochi risultati. Si "scommette" sul 2015
- Servizio civile, segni di ripresa. Poche le risorse per una visione "universale"
- Immigrati: da Mare nostrum a Tor Sapienza passando per il Mondo di mezzo
- Povertà, un 2014 di promesse. La social card non raggiunge neanche 1 famiglia povera su 4
- Carcere, nel 2014 una (lenta) inversione di rotta

(da Redattore sociale)

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