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Il Sociale

Crescono i lavoratori stranieri in Italia: sono circa 2 milioni e 334 mila nel 2012. Rispetto all'anno precedente, si e' registrata un aumento dell'occupazione straniera di circa 82 mila persone, accompagnata da una diminuzione di 151 mila occupati italiani, con un saldo negativo di 69 mila unita'. I disoccupati stranieri sono quasi 385 mila, per la precisione 382 mila di cui 193 mila donne e 190 mila uomini (nel 2008 erano 162 mila di cui 94 mila donne e 67 mila uomini).

E' quanto emerge dal terzo rapporto annuale 'Gli immigrati nel mercato del lavoro in Italia' a cura della Direzione Generale dell'Immigrazione e delle Politiche di Integrazione. In Italia il tasso di disoccupazione della popolazione straniera e' pari al 14,1%, un valore inferiore alla media europea ma in forte crescita dall'inizio della crisi nel 2008 (+5,6%) e con un incremento di quasi 2 punti percentuali rispetto al 2011. Rispetto al 2011 gli stranieri in cerca di lavoro crescono del 19,2% per quanto riguarda la componente Ue e del 25,4% per quella extra Ue.

Considerando, l'ultimo triennio dal 2010 al 2012, le persone in cerca di lavoro di cittadinanza Ue sono cresciute di oltre 35 mila unita', mentre tra le forze di lavoro di cittadinanza extra Ue, l'aumento e' superiore alle 72 mila persone. E si registra, tra il 2011 e il 2012, un aumento rilevante della popolazione inattiva, che per la componente Ue cresce di 15 mila unita' e per quella extra Ue di circa 71 mila, avvicinando ulteriormente i tassi di attivita' della popolazione italiana (62,9%) a quelli della componente straniera delle forze di lavoro (75,4% Ue e 68,4% extra Ue). La crescita dell'occupazione straniera, spiega il rapporto, ha interessato la componente Ue (+3,9%) e quella extracomunitaria (+3,6%) e, relativamente alle dinamiche settoriali, tra il 2011 e il 2012 si registra una netta diminuzione degli occupati stranieri nell'industria in senso stretto (-2,8% per la componente Ue e -2,6% per quella extra Ue) e nelle costruzioni (-3,1% Ue e -0,4% extra Ue), mentre cresce l'occupazione straniera nei servizi (+ 6,4%).

FANNO LAVORI POVERI, PAGATI 336 EURO MENO DI ITALIANI  - Sono sempre di piu' gli immigrati in cerca di lavoro e quelli che lavorano sono costretti a mansioni meno qualificate e guadagnano meno degli italiani: nel 2012 la retribuzione netta mensile per gli stranieri e', in media, piu' bassa e si attesta a 968 euro contro i 1.304 euro dei lavoratori italiani (-336 euro). Nel 2008 la retribuzione netta dei lavoratori stranieri era lievemente maggiore (973 euro al mese) ma il divario con gli italiani era molto minore, pari a 266 euro per mese. E anche se, spiega il rapporto, "non e' possibile stabilire se le trasformazioni descritte abbiano una natura congiunturale o se i fenomeni siano piu' di natura strutturale" certo e' che "se si considera, oltre al ridimensionamento del fabbisogno di manodopera, l'aumento esponenziale della disoccupazione (soprattutto per la componente Ue), la crescita della componente inattiva (soprattutto per la componente extra Ue) e il progressivo impoverimento qualitativo della domanda, e' difficile immaginare che i fenomeni descritti abbiano una natura transitoria". Nel 2008 il 29% dei lavoratori stranieri era impegnato in mansioni "non qualificate", percentuale che nel 2012 raggiunge il 34%, mentre si riducono nettamente le posizioni "qualificate" che passano dall'8,2% del 2008 al 5,9% del 2012. La crescita della domanda, quindi, sembra condizionata e circoscritta a mansioni sempre piu' "povere" e comunque concentrata su poche professioni (nel 2012 le assistenti domiciliari e le collaboratrici domestiche rappresentano piu' della meta' delle occupate straniere). Nel 2012 risultavano sovra istruiti il 41% dei lavoratori stranieri (nel 2008 erano il 39%) e la quota di sottocupati sale al 10,7%, 6 punti percentuali in piu' rispetto a quella degli occupati italiani (nel 2008 risultavano sottoccupati il 7% dei lavoratori stranieri).

E' EXTRACOMUNITARIA QUASI META' DI BADANTI E COLF  - Nel 2012 quasi meta' dei lavoratori domestici e' extracomunitaria: 467.565 su un totale di 982.975 (47,6%), in lieve calo rispetto al 2010 (56,4%) e al 2011 (53,3%). In testa gli ucraini, seguiti da filippini e moldavi. A livello territoriale i lavoratori domestici extracomunitari sono maggiormente concentrati nel Nord-Ovest (36,1%) e al Centro (26,6%); nel Nord-Est troviamo il 21,7% degli extracomunitari, mentre al Sud e nelle Isole rispettivamente l'11,3% e il 4,3%. Per quanto riguarda la cittadinanza, oltre il 60% dei lavoratori domestici sono provenienti da cinque paesi: l'Ucraina (22,9%), le Filippine (14,9%), la Moldavia (11,4%), il Peru' (7,4%) e lo Sri Lanka (5,8%). I lavoratori dipendenti stagionali extracomunitari, nel 2012, sono 16.722 pari al 10,3% dei complessivi 161.848 stagionali; tale incidenza e' massima per i maschi del Nord-Ovest (17,3%). La regione che occupa il maggior numero di lavoratori stagionali e' il Trentino Alto Adige, sia per i lavoratori stagionali nel complesso (20,6% nel 2012), sia con riferimento ai soli extracomunitari (23,8% nel 2012). Anche in Emilia Romagna si concentra una buona parte di lavoratori stagionali extracomunitari (16,7% maschi, 26,9% femmine). Nella distribuzione per eta', la classe a cui appartiene il maggior numero di lavoratori stagionali e' quella tra i 30 e i 39 anni: nel complesso il peso di questa classe e' il 23,7% mentre tra i lavoratori extracomunitari arriva al 32,3%. La maggior parte proviene dall'Albania (19,8%; con il 15,5% per i maschi e il 24% per le femmine), dal Marocco (10,6%; con 12,5% per i maschi e 8,6% per le femmine), dall'Ucraina (8,6%; con 3,2% maschi e 14% femmine) e dalla Moldavia (7,3%; con 3,8% maschi e 10,9% femmine), situazione non dissimile da quella degli anni precedenti.Nel 2012 in Italia sono registrati 1.011.078 operai agricoli dipendenti, di cui 135.632 extracomunitari, pari al 13,4% del totale. Nel Nord-Est si concentra il 27,6% dei lavoratori extracomunitari (contro il 20,0% del complesso dei lavoratori agricoli dipendenti), nel Centro il 21,3% (a fronte dell'11,9% del complesso), nel Sud il 22,2% (a fronte del 42,4% del complesso), nel Nord-Ovest il 19,3% (contro il 9, % del complesso) e nelle isole il 9,7% (contro il 16,8% del complesso). In generale il numero di lavoratori con cittadinanza extracomunitaria e' pari a 1.169.296 a fronte di un totale di 14.785.670 di lavoratori: in termini percentuali gli extracomunitari rappresentano il 7,9% del totale dei dipendenti (9,4% per i maschi; 5,9% per le femmine). Questa percentuale rimane stabile rispetto al 2011, mentre risulta in lieve crescita rispetto al 2010 (7,3%); nel triennio il numero di extracomunitari e' aumentato del 7,8%, mentre il totale dei lavoratori dipendenti da aziende si e' ridotto dell'1%. Tra i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, gli extracomunitari sono 882.944 nel 2012, pari al 7,5% dei complessivi 11.720.735, percentuale leggermente superiore a quella osservata nel 2010 (6,9%) e nel 2011 (7,4%). Tra i lavoratori dipendenti a tempo determinato, l'incidenza dei quasi 269.630 extracomunitari sui circa 3 milioni complessivi supera il 9%, dato in aumento rispetto al 2010 (8,8%) e in leggera flessione rispetto al 2011 (9,5%). A livello regionale l'incidenza di extracomunitari sul totale dei lavoratori a tempo determinato risulta maggiore in Lombardia (14,8%), Emilia Romagna (14,5%) e Veneto (12,9%).

CALANO INFORTUNI LAVORATORI STRANIERI IN 2012(-68.000) - Calano gli infortuni ai danni dei lavoratori stranieri nel 2012. Al 28 febbraio 2013, risultano pervenute all'Inail 656 mila denunce d'infortuni avvenuti nel corso del 2012 per le tre gestioni principali (agricoltura, industria e servizi, dipendenti conto stato) ma il dato definito e' destinato a crescere leggermente per effetto dei tempi tecnici di protocollazione/archiviazione e dovrebbe attestarsi intorno alle 657 mila denunce, con un calo atteso di circa il 9% rispetto alle oltre 725 mila del 2011 (circa 68 mila infortuni in meno). Nel 2012 gli infortuni ai danni dei lavoratori stranieri hanno rappresentato il 15,9% degli infortuni in complesso (656.076) e il 15,2% degli infortuni mortali (830). Dei 104.465 casi relativi ai lavoratori stranieri, il 73,6% ha interessato i nativi dei Paesi extra Ue e il rimanente 26,4% quelli dei Paesi Ue, mentre per i casi mortali il 40,5% e' stato registrato per i lavoratori dei Paesi Ue e il 59,5% per quelli extra-Ue. Sono sempre di piu' gli imprenditori stranieri in Italia. Nel 2012 le imprese individuali registrate risultano 3.335.135 di cui 302.217 con titolati extra Ue. Gli imprenditori stranieri si concentrano nelle attivita' commerciali (il 43,7% del totale delle imprese) e nel settore edile (il 24,7%), mentre il restante 30% delle imprese individuali si distribuisce nelle attivita' manifatturiere (il 9,1%), nelle attivita' dei servizi di alloggio e di ristorazione (il 4,9%) e nel settore noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (il 4,6%). Lo rileva il terzo rapporto annuale 'Gli immigrati nel mercato del lavoro in Italia' a cura della Direzione Generale dell'Immigrazione e delle Politiche di Integrazione. Il peso che hanno le imprese individuali con titolari extracomunitari sul totale delle imprese individuali e' pari al 9,1%, mentre una quota maggiore del 10% si registra per i settori noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese, edile, commerciale, manifatturiero e servizi di informazione e comunicazione. La minore partecipazione degli extracomunitari nell'imprenditoria individuale italiana si registra per i settori agricoltura, silvicoltura pesca ed estrazione di minerali da cave e miniere. Dall'analisi della variazione tendenziale, si riscontra per il biennio 2011-2012 un aumento del 6,8% delle imprese commerciali (con un saldo positivo di circa 8 mila unita') e del 20% per le attivita' di noleggio e servizi alle imprese (+2330). Le uniche variazioni negative si registrano soltanto in due settori, quello del trasporto e magazzinaggio e quello di servizi di informazione e comunicazione che, comunque, pesano relativamente poco sull'insieme delle imprese individuali gestite da extracomunitari.

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