Sabato 29 novembre si terrà in tutta Italia la diciottesima edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare. Più di 135.000 volontari saranno impegnati in oltre 11mila supermercati per invitare a donare gli alimenti che poi verranno distribuiti ai più bisognosi. Un progetto che è cresciuto molto in questi anni e che sta cercando di aiutare sempre più persone. Ma in che modo concreto? Affaritaliani.it lo ha chiesto ad Andrea Giussani, presidente della Fondazione Banco Alimentare
Come nasce l’idea del banco alimentare?
La prima “Food Bank” nasce alla fine degli anni ’60 a Phoenix, in Arizona con il nome di St. Mary’s Food Bank grazie all’idea di John Van Hengel, che si ispirò ad una madre che, non potendosi permettere di andare a far la spesa tutti i giorni, andava a raccogliere da ristoranti e negozi le eccedenze del giorno. In Italia il Banco Alimentare arriva nel 1989, grazie all’incontro tra il Cavalier Danilo Fossati, fondatore della Star, e Monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione. Sull’esempio del Banco Alimentare di Barcellona, ne prendono spunto e promuovono insieme questa nuova opera di carità. Un incontro quindi tra spirito imprenditoriale e metodo educativo ma soprattutto un incontro tra due passioni umane.
Che cosa è cambiato in questi anni?
In questi anni è cresciuto il bisogno degli italiani: le richieste di aiuto continuano ad aumentare, basti pensare che negli ultimi 7 anni la povertà alimentare in Italia è triplicata. Allo stesso tempo è anche aumentata e migliorata la nostra esperienza professionale e la capacità di risposta ai bisogni degli indigenti, grazie anche a una maggiore collaborazione di aziende alimentari, industria, GDO, sempre più sensibili al tema dello spreco.
A chi è destinato il cibo che raccogliete?
Il cibo è destinato a 8898 strutture caritative, con noi convenzionate e dislocate su tutto il territorio nazionale, le quali si occupano di assistenza e di aiuto ai poveri, agli emarginati e, in generale, a tutte le persone in stato di bisogno. I volumi di alimenti destinati alle Opere permettono loro di liberare risorse verso migliori servizi alle persone povere.
Siete cresciuti molto dalla vostra partenza, progetti per il futuro?
Si, stiamo lavorando per incrementare la quantità di cibo che recuperiamo. Infatti in Italia ci sono 6 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari di cui solo una minima parte, 500 tonnellate, viene recuperata il resto è spreco. Il nostro obiettivo è quello di recuperare una sempre maggiore quantità di alimenti per combattere la povertà.
Un messaggio che volete lanciare?
Sabato 29 novembre sarà la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, invitiamo tutti ad andare a fare la spesa per chi ne ha più bisogno, è un gesto semplice e concreto, che ha la capacità di gratificare non solo chi riceve ma anche chi dona. Un piccolo gesto individuale che permette un grande risultato collettivo.
Andrea Bufo

