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“Con la testa e con il cuore si va ovunque”: Giusy Versace si racconta

Arriva in libreria il primo libro autobiografico di Giusy Versace dal titolo “Con la testa e con il cuore si va ovunque”, edito da Mondadori. Un titolo che, già da solo, tanto racconta della storia di questa giovane donna che, dopo l’incidente che nel 2005, a ventotto anni, amputata di entrambe le gambe, ha saputo ripartire, migliorando costantemente le sue prestazioni sportive fino a partecipare alle Paraolimpiadi di Londra nel 2012. “Sono molto felice di essere riuscita a scrivere questo libro, anche se per me è stata una vera sfida – racconta l’autrice – Non nascondo di aver fatto fatica a far riaffiorare nella memoria fatti ed emozioni che pensavo di aver superato, ma che in realtà ho rivissuto con un po’ di dolore. Raccontarmi non è stato semplice ma alla fine molto terapeutico, e di questo ne sono felice. Nell’autobiografia, così come nella realtà, ho cercato di far emergere le cose belle e positive che ho saputo cogliere nella tragedia, e adesso spero tanto che questo libro arrivi nelle mani di chi ha bisogno di nuovi stimoli per andare avanti e che aiuti la gente ad amare di più la vita”.

Il libro affronta in ventidue capitoli le tappe fondamentali della nuova vita di Giusy con un stile ironico e naturale che rifiuta toni pietosi di autocommiserazione: una donna tenace e caparbia, innamorata della vita e capace di sdrammatizzare ogni situazione, una persona che ha saputo affrontare le difficoltà con forza e che vuole offrire un esempio di ritrovata gioia e di realizzazione personale nonostante la disabilità. “La mia vita è divisa a metà, c’è un prima e un dopo. Il confine è un guardrail che strappa le mie gambette dal ginocchio in giù il 22 agosto del 2005. Avevo ventotto anni, una chioma di capelli corvini, un’abbronzatura da paura, una carriera lanciatissima, una grande famiglia, un manipolo di amici super affezionati e un fidanzato da almeno una decina d’anni. Sapevo chi ero ed ero abituata a contare soprattutto sulle mie forze: questo mi faceva sentire al sicuro, imbattibile. In un secondo è sparito tutto!”.

Da quel momento Giusy Versace, invece di arrendersi alla disperazione, ha iniziato un nuovo percorso di vita che mai avrebbe immaginato. Dopo più di un anno e mezzo di riabilitazione è tornata a camminare e, nonostante la perdita del lavoro che aveva prima, è riuscita a reinserirsi nel settore della moda di cui si era sempre interessata. Al 2010 risale l’incontro folgorante con l’atletica leggera: ha iniziato a correre con delle protesi in carbonio, invogliando la gente che come lei vive delle difficoltà legate alla disabilità a non nascondersi, a non vergognarsi e ad avvicinarsi allo sport. E’ stata la prima atleta donna con amputazione bilaterale alle gambe in gara ad un campionato nazionale di atletica leggera: nel maggio 2012 ha fissato il nuovo record europeo per la corsa sui 100 metri ai Campionati nazionali di Torino, riuscendo cosi a qualificarsi anche per Paraolimpiadi di Londra.
 
Un libro che narra una storia di successo personale e di amore per la vita perché “con la testa e il cuore si va ovunque, bisogna sempre camminare a testa alta; la disabilità va messa in piazza perché diventi normalità: è ormai tempo che la gente si abitui a vederci”.