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Il Sociale

Un Congresso in grande stile ma all'insegna del conflitto d'interessi, quello organizzato con i fondi delle multinazionali del farmaco a Milano dal 6 al 9 giugno, e a rimetterci saranno probabilmente i bambini e gli adolescenti italiani. Questa la denuncia di “Giù le Mani dai Bambini Onlus”, il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) sul 4° Congresso Mondiale dell'ADHD (la “sindrome” dei bambini troppo agitati e distratti), che vede infatti come sponsor principali i due colossi mondiali della produzione di psicofarmaci, l’inglese Shire e l’americana Eli Lilly, alle quali si aggiungono altre case farmaceutiche coinvolte nel sostegno a quello che si preannuncia dal programma essere un evento in grado di spianare la strada all’incremento del consumo di molecole psicoattive sui minori. E se questo non fosse sufficiente a chiarire la situazione, e bene rilevare come l'ADHD World Federation – associazione privata organizzatrice dell'evento - ha tra i suoi massimi dirigenti il Presidente Dott. Rohde, che con varie cariche è stato negli ultimi tre anni a libro paga di - tra le altre - Eli-Lilly, Novartis e Shire, e il Segretario Generale Dott. Johannes Thome, che ha ottenuto sostegni finanziari a vario titolo da moltissime case farmaceutiche tra cui Eli Lilly, Novartis, Pfizer Pharma, Roche e Shire.

"Avevamo lanciato l'allarme pochi mesi fa, documentando come Shire si stesse preparando allo sbarco in Italia e apparisse come la più ‘iperattiva’ tra le aziende farmaceutiche impegnate in attività di pre-marketing sulle nuove molecole psicoattive che vuole commercializzare sui bambini – ha detto Luca Poma Portavoce di “Giù le Mani dai Bambini” - e dopo appena quattro mesi ecco organizzato in Italia un imponente congresso dai contorni assai preoccupanti. In Germania si è assistito a un vero e proprio boom di diagnosi per l’ADHD, con 750.000 bambini agitati o distratti etichettati come malati, ma è l’Italia – che è il 5° mercato farmaceutico al mondo - la nuova frontiera del business sulla pelle dei più piccoli: se osserviamo con attenzione il board di questa Federazione Mondiale dell'ADHD, che è un associazione privata e curiosamente sul suo sito web non pubblica il proprio bilancio, non possiamo che constatare con estrema preoccupazione la predominanza di medici coinvolti finanziariamente a vario titolo con i produttori di psicofarmaci. E’ il classico sistema da sempre utilizzato per affermare il paradigma delle variazioni di temperamento come ‘malattia’, da curare ovviamente con neurofarmaci, - conclude Poma - nella cornice di un business globale da oltre 20 miliardi di dollari all’anno”.

Sul punto è intervenuta anche la Prof. Emilia Costa, medico psichiatra già 1^ Cattedra di Psichiatria dell’Università di Roma “La Sapienza” e primario di Psichiatria al Policlinico Umberto I° di Roma: “Ci tengo ad evidenziare – come conferma la storia personale mia e di molti colleghi – come sia incredibilmente complicato e spesso impossibile ottenere fondi per la ricerca scientifica, a meno di legarsi a doppio filo con alcune potenti case farmaceutiche, in grado - come dimostra il caso della l'ADHD World Federation – di organizzare senza alcuna difficoltà un imponente evento di più giornate in un lussuoso centro congressi con moltissimi relatori – conclude Costa - invitati da chi ha tutto l’interesse ad espandere questo business miliardario a spese dei più piccoli”

Claudio Ajmone, psicoterapeuta, tra i massimi esperti italiani di ADHD, ha dichiarato invece: “I documenti di presentazione della ADHD World Federation parlano dell’iperattività infantile come di ‘una malattia altamente ereditaria della quale soffrirebbe il 5% dei minori nel mondo’, il che equivale a decine di milioni di bambini e adolescenti potenziali destinatari di terapie a base di anfetamine e altre molecole psicoattive: quest’affermazione è insostenibile dal punto di vista scientifico, e asservita ad interessi commerciali di parte. Molti bambini sono agitati o distratti, questo può essere un comportamento che va certamente considerato con la massima attenzione, ma ho seri dubbi che la risposta di noi adulti possa essere la ricetta di uno psicofarmaco come soluzione a tutti i problemi, stante il fatto che questi prodotti non curano nulla e si limitano - a caro prezzo – a sedare i sintomi. Stupisce inoltre come anche medici e istituzioni sanitarie italiane diano credito a eventi come questo in programma a Milano, che altro non sono se non una ‘vetrina’ utile per espandere surrettizziamente – conclude Ajmone – il consumo di psicofarmaci tra minori nel nostro paese”. Il Comitato “Giù le Mani dai Bambini” ha con l’occasione rivolto un nuovo appello al Ministro per la Salute Beatrice Lorenzin affinchè promuova una campagna di sensibilizzazione pubblica sulla necessità di un uso molto prudente di psicofarmaci sui bambini, farmaci indicati come responsabili di possibili effetti collaterali potenzialmente distruttivi: il rapporto ESPAD recentemente pubblicato dal CNR di Pisa conferma infatti che oltre il 15% degli adolescenti italiani ha utilizzato psicofarmaci, e la metà di essi li ha usati senza alcuna prescrizione medica.

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