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Il Sociale
Welfare: nel mondo il 7,8% dei bambini è privato del diritto al sorriso

di Lorenzo Zacchetti

Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la carie dentale è la malattia più diffusa al mondo: il 90% della popolazione ne ha sofferto almeno una volta nell'arco della vita.

"The Lancet", autorevole rivista scientifica inglese, sul numero di ottobre pubblica uno studio dal quale emerge che nel mondo il 7,8% dei bambini non accede alle necessarie cure per la carie dentale (dato riferito al 2015).

Il problema delle malatite orali merita quindi di essere analizzato da un diverso punto di vista, in quanto esse colpiscono principalmente gli individui più emarginati, tra cui indigenti e rifugiati.

L’Osservatorio del Sorriso Invisalign, che analizza i media internazionali per studiare i molteplici problemi legati alla salute orale, evidenzia il problema attraverso l'intervento del Dott. Carmelo Leocata, Odontoiatra presso il Policlinico Vittorio Emanuele di Catania: "I bambini con carie non trattate potrebbero sviluppare anche nel futuro notevoli difficoltà a mangiare, parlare e dormire, provare angoscia e dolore e sorridere meno, il che, a sua volta, influisce sul loro sviluppo, sul benessere e sulla vita familiare e sociale oltre che sull’attenzione e sul rendimento scolastico”.

La prevalenza delle carie non trattate nei denti decidui ha il suo picco nell'età compresa tra uno e quattro anni, mentre per quanto riguarda i denti permanenti tale picco si riscontra tra i 15 e i 19 anni.

In Italia il problema un adolescente su due, mentre tra i bambini più piccoli la percentuale cresce fino al 60%.

L'accesso inadeguato ai servizi pubblici e i costi dei trattamenti nel settore privato fanno sì che molti bambini e adolescenti, in particolare quelli provenienti da ambienti con scarse risorse economiche, dovranno affrontare per tutta la vita gravi conseguenze di carie croniche, come dolore e infezioni incessanti, nonché una ridotta qualità della vita.

Il tema necessariamente interroga la nostra concezione di welfare.

“Ogni anno la nostra unità cura circa 1800 pazienti tra diversamente abili, speciali e fragili – spiega il Dott. Giuseppe Riccardo Spampinato, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Odontoiatria Speciale e Riabilitativa del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania - molti dei quali hanno problemi mentali o fisici che, nella quasi totalità dei casi, sviluppano numerose carie causate principalmente dalla difficoltà a procedere con le normali e quotidiane operazioni di igiene dentale. Grazie al supporto del progetto ARK, Act of Random Kindness, promosso da Invisalign, negli ultimi anni siamo riusciti anche a risolvere, a costo zero per l’amministrazione, problematiche più complesse, come il riallineamento dentale e malocclusioni veramente importanti in diverse decine di pazienti con handicap veri tra cui autismo, sindrome di Down e ritardi mentali di grado medio”.

La riflessione deve basarsi anche sull'esperienza di altri Paesi. In Inghilterra la carie dentale è stata la maggiore causa di ricoveri nel triennio 2015/18, con circa 78.000 casi di bambini tra i 5 e i 9 anni. Il 41% degli Under 18 e il 77% dei bambini tra uno e due anni non si sono sottoposti a visite dentistiche nel 2018, anche se a questa età le cure orali sono gratuite.

Negli USA non tutte le assicurazioni private offrono copertura sulla carie e non tutti i dentisti accettano quella pubblica. Di conseguenza, meno del 60% dei bambini con meno di 5 anni viene curato regolamente.

"The Lancet" propone quindi di estendere la copertura generica alle cure dentali, ma una riforma così radicale del welfare necessariamente richiede la compartecipazione dell'OMS e di tutti i governi e soggetti interessati.

Tra le misure proposte, figura anche l'intensificazione delle attività di prevenzione sulla corretta igiene orale e sulla riduzione del consumo di cibi e bevande zuccherate, specialmente nella prima infanzia.

 

 

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    carie dentale; osservatorio del sorriso invisalign; the lancet
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