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Il Sociale

L’Italia è maglia nera per quanto riguarda il rispetto degli impegni verso i Paesi in via di sviluppo e in particolare verso l’Africa subsahariana. Come già abbiamo scritto in precedenti articoli, il nostro governo ha destinato – nel 2011 – appena lo 0,17 per cento del reddito nazionale lordo a tali aiuti, rimanendo ben lontano dall’obiettivo dello 0,70 per cento che i potenti della Terra si erano autoimposti di raggiungere entro il 2015.

 Ora però, un nuovo report pubblicato da One, l’organizzazione fondata fra gli altri dal cantante degli U2 Bono Vox e da Bob Geldof, dimostra come l’Italia sia l’unico paese del G8 ad aver diminuito gli aiuti fra il 2005 e il 2011, nonostante il governo Berlusconi in carica avesse preso, insieme agli altri sette grandi riuniti nel 2005 a Gleneagles (Scozia), l’impegno di raddoppiarli.
 Il rapporto afferma che il G8 (non considerando la Russia, per cui non ci sono informazioni disponibili) ha aumentato gli aiuti all’Africa complessivamente per 9,5 miliardi di Euro l’anno, rispettando il 60 per cento degli impegni presi, ma che il nostro paese – invece di accrescere le risorse devolute agli aiuti – le ha addirittura diminuite del 2 per cento.  Tutti gli altri Paesi al contrario, chi più chi meno, si sono avvicinati o hanno addirittura superato l’obbiettivo del +100 per cento. A guidare la classifica della generosità è il Canada, che li ha aumentati del 196 per cento (anche se va detto che un aumento così significativo è anche dovuto al fatto che il Canada destinava, e destina tuttora, relativamente poche risorse a tali aiuti), il Giappone del 126 per cento e gli Stati Uniti del 121 per cento. Quasi raggiunto l’obiettivo da parte del Regno Unito, con un +86 per cento. Meno bene la Francia, con un aumento del 45 per cento e la Germania con un +23 per cento.
 E se guardiamo la classifica in valore assoluto, cioè in Euro spesi ogni anno, l’Italia è ultima con due miliardi di euro in aiuti, di cui circa 800 milioni all-Africa sub sahariana. Siamo preceduti dal Canada con 2,8 miliardi e dal Giappone con 6 miliardi. Primi in classifica gli Usa, con 16,7 miliardi.
 
 E le cose non cambiano se si considera la percentuale del reddito interno lordo destinato agli aiuti: l’Italia, come detto, è ultima con uno 0,17 per cento, stavolta in compagnia col Giappone. Gli Stati Uniti si attestano allo 0,20 per cento e il Canada allo 0,31 per cento. Chi spende di più, in proporzione, è il Regno Unito, con uno 0,55 per cento. 
Eloise Todd, direttrice della One Campaign a Bruxelles ha commentato: “L’Italia si è dimostrata una grande delusione. Berlusconi, insieme agli altri leader del G8, aveva promesso nel 2005 di raddoppiare gli aiuti all’Africa e di destinare metà di questa crescita negli aiuti ai più poveri nel mondo, le popolazioni dell’Africa sub sahariana. Da allora, l’Italia è stata l’unico paese del G8 ad aver ridotto gli aiuti nella regione. Speriamo di tutto cuore che il nuovo governo inverta la rotta e faccia in modo che l’Italia rispetti gli impegni presi”.
In un contesto in cui le condizioni delle popolazioni dell’Africa sub sahariana migliorano proprio grazie agli aiuti provenienti dai paesi del G8, con milioni di vite salvate grazie ai farmaci antiretrovirali, ai vaccini per poliomelite, tubercolosi e morbillo, alla la lotta alla malaria e all’Aids, l’Italia gioca il poco invidiabile ruolo di fanalino di coda.

Maurizio Molinari

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