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Il Sociale

 

Cairoli

In occasione dell’Assemblea Nazionale ANCI, Lottomatica ha presentato la terza edizione della Campagna informativa “18+” realizzata in collaborazione con il Moige (Movimento Italiano Genitori) e la Fit (Federazione Italiana Tabaccai) per illustrare gli interventi realizzati negli anni attraverso il Programma di Gioco Responsabile, incentrati sulla prevenzione del gioco minorile, del gioco problematico e per la tutela dei giocatori contro i rischi connessi ad un approccio scorretto al gioco. Affaritaliani.it ha chiesto a Fabio Cairoli, Direttore Generale di Lottomatica, come si concretizza  questa attività di prevenzione.

Quale è limpegno di Lottomatica sul Gioco Responsabile
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Lottomatica da tempo ha concretizzato il proprio impegno sul tema del gioco responsabile in un programma finalizzato a promuovere un contesto di gioco legale e sicuro, basato su tre principi fondamentali: prevenzione, dialogo e cooperazione. Questi principi permettono di presidiare tutto il processo di gestione del gioco con la corretta consapevolezza e attenzione ai suoi impatti sociali. Gli obiettivi del programma sono la prevenzione del gioco minorile, la prevenzione del gioco problematico e il supporto ai giocatori patologici e ai loro familiari. Per queste iniziative investiamo  circa 2 milioni di euro l’anno che, sommati agli interventi a supporto della collettività (in campo culturale, sportivo e sociale) impegnano circa il 5% degli utili della Società".

Cosa si intende per gioco problematico?
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Per giocatore problematico si intende una persona che ha un approccio al gioco eccessivo e oltre i limiti dell'intrattenimento, pur non presentando i sintomi della patologia.
Lottomatica dal 2008 ha avviato una collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma per il monitoraggio del fenomeno del gioco problematico in Italia. Gli esperti ci dicono che queste ricerche, pur effettuate con protocolli scientifici internazionali, possono stimare solamente l’incidenza del gioco problematico, che è ben diverso da quello patologico. Quest’ultimo, infatti, attiene ad una dipendenza che può essere riconosciuta solo da uno specialista. Ad oggi dati ufficiali sul gioco patologico non esistono, mentre per quanto riguarda il gioco problematico, diverse rilevazioni effettuate negli ultimi anni con i protocolli su indicati, stimano l’incidenza di una problematicità legata al gioco dall’1 all’1,3% della popolazione.

Lottomatica opera a livello internazionale. Come è la situazione negli altri paesi dove operate,  come Grecia e Stati Uniti da un punto di vista della ludopatia?
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Le stime sulla prevalenza del gioco problematico in altri paesi, mostrano un dato sostanzialmente in linea con il nostro che oscilla dallo 0,7% al 2,2% della popolazione".

Cosa fate per il contrasto al gioco minorile e per il supporto ai giocatori problematici?
"L’attività di prevenzione del gioco minorile si è declinata in una campagna stampa di sensibilizzazione e in una campagna informativa di approfondimento nei Centri Commerciali di tutta Italia. Le iniziative in questo campo sono definite con il Moige e, sul piano della rete di vendita, coinvolgono anche la Federazione Italiana Tabaccai (Fit) dal momento che l’obiettivo è che tutti gli attori facciano la loro parte e identifichino le azioni più efficaci per impedire l’accesso al gioco ai minori. Da questa collaborazione, nata nel 2009, si è sviluppato un piano di interventi che si arricchisce di anno in anno. Un esempio concreto è il lancio della terza edizione della Campagna “18+” con il Moige e la Fit, per proseguire il percorso avviato tre anni fa e che punta e sensibilizzare i gestori e i rivenditori sul tema del divieto di gioco ai minori. La Campagna “18+” si presenta come un vero e proprio tour, dal nord al sud Italia, all’interno dei centri commerciali di 20 città. Sul tema del gioco problematico, offriamo insieme a Sisal un sevizio di helpline, realizzato con il supporto di esperti e psicologi di Federserd, per offrire supporto e informazioni ai giocatori problematici e a i loro famigliari ed eventualmente indirizzarli a strutture specializzate".

A chi vi critica, cosa rispondete?
"Abbiamo alle spalle una storia che dimostra, attraverso azioni concrete, che ci siamo sempre occupati e preoccupati di questi temi ancor prima che il dibattito si accendesse, anche grazie alla nostra esperienza internazionale.
Come concessionari, d’altronde, pensiamo che il settore del gioco rappresenti un asset strategico dello Stato da salvaguardare e proteggere. Fermo restando che tutto è perfettibile, riteniamo indispensabile, in particolar modo sul modo di affrontare gli impatti sociali del gioco, un confronto costruttivo che non mini quanto di buono ha fatto fino ad oggi il gioco legale e autorizzato dallo Stato, in termini di tutela dei giocatori, trasparenza e introiti erariali.

Per finire, passando a aspetti più strettamente di business, ci sono nuovi progetti di acquisizione internazionali e piani di espansione all'estero?
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Noi monitoriamo sempre eventuali nuove opportunità che dovessero presentarsi sul mercato, in particolare in Europa, Stati Uniti e in Estremo Oriente. Attualmente, però, la nostra strategia ha altre priorità, e punta soprattutto a una crescita per linee interne".

 

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