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Il Sociale
Musulmani francesi tra due fuochi. "Dobbiamo rompere col fondamentalismo"

Da una parte la condanna unanime e implacabile, dall’altra una paura crescente delle conseguenze, questo il sentimento di molti musulmani francesi.

Non appena si ha avuto notizia dell’attentato le grandi organizzazioni musulmane tra cui il Consiglio francese di culto musulmano (Cfcm) e l’Unione delle organizzazioni islamiche di Francia (UoiF), vicina ai Fratelli musulmani, hanno manifestato il loro orrore e la loro viva disapprovazione. Ed il Cfmc in particolare, come riporta Libération, ha voluto chiamare i musulmani “alla più grande vigilanza di fronte alle eventuali manipolazioni dei gruppi con visioni estremiste, quali che siano”. Su facebook il teologo Tariq Ramadan dichiara la sua indignazione: “Non è il Profeta ad essere stato vendicato, ma la nostra religione, i nostri valori e i nostri principi islamici ad essere stati traditi e infangati”.

Da ogni parte del Paese sono stati lanciati appelli alla coesione. “I musulmani appartengono alla comunità nazionale. Si tratta di un atto di guerra che richiede l’unità nazionale ed il consolidamento dei legami” ha dichiarato Hanan Ben Rhouma, giornalista per il sito d’informazione musulmano Saphirnews. 

Ciò che si teme è infatti un aumento dell’intolleranza e delle violenze, poiché la situazione attuale vede i musulmani “presi tra due fuochi incrociati che si alimentano a vicenda: all’interno, dobbiamo fare fronte a dei fanatici che violentano il messaggio e l’ideale religioso; all’esterno, degli intellettuali e dei polemisti non smettono di dire che i musulmani sono degli intrusi alieni, qui, in Occidente” dichiara Ghaleb Bencheikh, fisico franco-algerino e presidente della sezione francese della Conferenza mondiale delle religioni per la pace (Cmrp).

L’attentato contro Charlie Hebdo è una tragedia paradossale, secondo molti musulmani francesi. Chi pretendeva di agire a nome dell’islam ha invece dato avvallo alle critiche più virulente contro i musulmani stessi. E ora ci si trova di fronte a facili generalizzazioni: “L’estrema destra ha tutto da guadagnarci – dichiara Hanan Ben Rhouma-. Ho paura delle scorciatoie facili e che quello che è accaduto renda i francesi ancora più permeabili a delle tesi avvelenate”.

Dello stesso avviso è l’islamologo Rachid Benzine: “Questo atto estremo si è prodotto in un clima già molto complicato. Nel dibattito le sfumature non hanno più luogo di esistere. E’ un circolo vizioso. Come farsi ascoltare e restaurare un clima di fiducia?” e come Ghaleb Bencheikh, dichiara: “dobbiamo rompere con un fondamentalismo che ci viene dai Fratelli musulmani e dal wahabismo”.  

Da Redattore Sociale

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