Un altro appuntamento interessante per chi partecipa a Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale: l’8 ottobre alle 18 nell’Aula Magna dell’Università Bocconi (via Roentgen 1) sarà possibile ascoltare Thomas Piketty, autore de Il capitale nel XXI secolo, il bestseller mondiale che esce ora in edizione italiana per Bompiani. Una straordinaria occasione per approfondire un tema strategico: l’evoluzione del rapporto fra capitale e lavoro e della distribuzione del reddito e della ricchezza fra persone. Una riflessione che ha scatenato interesse in tutto il mondo: Piketty è stato definito dall’Economist come il Karl Marx del XXI secolo. Sulla scorta di serie storiche lunghissime, Piketty documenta la sua tesi: fin quando il rendimento del capitale sarà più alto della crescita dell’economia, le disuguaglianze sono destinate ad aumentare e la ricchezza a concentrarsi fra l’1% più ricco della popolazione.
L’evento – introdotto e moderato da Tito Boeri, Prorettore per la ricerca della Bocconi – è organizzato da Università Bocconi, Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Rodolfo Debenedetti, Bompiani. Per partecipare è necessaria l’iscrizione: info.unibocconi.it/eventi/index.php?key=ilcapitalenelxxisec.
Il programma culturale dei due giorni de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale prevede 70 eventi.
• CSR e PA: governance ed efficienza economica (7 ottobre) approfondirà come due aspetti fondamentali, trasparenza e legalità, costituiscano nel sistema pubblico il presupposto per uno sviluppo equilibrato di innovazione sociale, integrandosi con il processo di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio di Regioni, enti locali e loro organismi. L’accessibilità totale alle informazioni e ai documenti sia all’interno della PA sia all’esterno, nei confronti dei cittadini e dei fruitori finali dell’azione amministrativa è il punto di partenza per l’esercizio di un’attività non solo di controllo, ma anche e soprattutto di indirizzo verso il raggiungimento di risultati che non possono essere improntati a logiche di mera efficienza. Il recupero di economicità non deve essere fine a se stesso, ma funzionale alla realizzazione All’incontro parteciperà anche Unioncamere.
• CRS e comunicazione: bastano i numeri? (7 ottobre) cerca di rispondere alla domanda: come comunicare in modo efficace il proprio impegno sociale e ambientale? Per molte imprese che investono seriamente in programmi di CSR la comunicazione efficace è ancora un obiettivo difficile da raggiungere. Non bastano infatti bilanci sociali impostati correttamente, codici etici articolati, messaggi argomentati: per coinvolgere stakeholder e influenti la comunicazione deve anche essere empatica, trasmettere positività, creare emozioni. Oggi è necessario affiancare alla rendicontazione puntuale di quanto realizzato la testimonianza del valore positivo generato, della consapevolezza di aver contributo alla soluzione di un problema, della soddisfazione per aver coinvolto tanti soggetti nella propria attività. Più in generale è necessario mettere al centro l’uomo e non l’astratto consumatore.
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• EXPO 2015: verso il Manifesto di Milano sulla CSR (8 ottobre) rappresenta l’anteprima di “Last Call to Europe 2020”, la Conferenza Internazionale dedicata alla Sostenibilità che si svolgerà l’anno prossimo all’interno di EXPO 2015. In quell’occasione, Fondazione Sodalitas e CSR Europe presenteranno alla nuova Commissione Europea il “Milan CSR Manifesto”, il documento che indicherà le priorità e gli impegni delle imprese più avanzate di tutta Europa per costruire un futuro di crescita e inclusione.
• Cooperazione e cultura: un modello di sviluppo sostenibile (8 ottobre): al problema della sostenibilità gestionale dei beni culturali si aggiunge che le risorse investite sono state poche e spese in modo frammentario e poco lungimirante per assenza di programmazione strategica del settore e di concertazione tra i soggetti diversamente competenti. Si aggiunga pure che i Fondi Europei, specie nel Sud, non hanno migliorato il sistema di accessibilità e accoglienza conducendo a situazioni di degrado e perdita ingente di visitatori. L’incontro promosso da Coopculture e Alleanza delle Cooperative Italiane cercherà di offrire una risposta ad alcune domande. Da dove ripartire? Come rilanciare l’economia? Come valorizzare i territori e fare innovazione? La linea strategica non può che fondarsi sulla sostenibilità, intesa come modello diffuso di sviluppo della cultura, E in questa visione, la cooperazione può davvero rappresentare un asset decisivo, quanto ad ampiezza delle funzioni e dell’esperienza, diffusione, capillarità, complementarietà nelle dimensioni dei soggetti, etica e sostenibilità, democraticità e collegialità.
• Giovani e mercato del lavoro: andare oltre gli stereotipi (8 ottobre). Il rapporto tra giovani e lavoro è spesso ricca di molti luoghi comuni e frutto di stereotipi. Nell’incontro, organizzato in collaborazione con BAA, Bocconi Alumni Association, verranno proposte testimonianze e riflessioni sulle possibilità di trovare o cambiare occupazione ma anche sulle opportunità di creare impresa, in particolare impresa sociale. E, a questo proposito, ospiterà Ana Bella Estévez, che dal 2006 si occupa di aiutare e incoraggiare le donne maltrattate (lei stessa è sopravvissuta ad abusi domestici), sfruttando i loro punti di forza e le loro capacità, le loro competenze uniche e utili professionalmente, per riconquistare la fiducia in se stesse. Oltre a guidare una rete di sopravvissute in Spagna che aiuta 1200 donne ogni anno, Ana Bella ha creato la Social School for Women Empowerment dove insegna alle donne a sviluppare il loro potenziale e a diventare agenti di cambiamento. Il programma prepara le donne a lavori ad alta visibilità come promotrici di vendita o impieghi relativi alle Risorse Umane, rispetto a lavori invisibili che creano una seconda vittimizzazione. Nel 2012 e nel 2013 oltre 200 donne sono state formate e hanno lavorato come ambasciatrici commerciali, contribuendo alla comprovata crescita economica e sociale di imprese come Danone. Ora la sfida è di raffinare questo modello di impiego affinché sia realmente sostenibile ed esportarlo dalla Spagna verso altri Paesi.
• Come si diventa CSR Manager? (8 ottobre). Quali sono i percorsi che portano a fare della CSR un mestiere? Quali i compiti di un professionista della CSR? Quali attese di carriera può avere una persona che dedica la propria professione alla CSR? Questi alcuni dei quesiti a cui il CSR Manager Network intende rispondere con l’incontro dedicato ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro in occasione de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale. CSR Manager con vari background professionali, percorsi di carriera e differenti ambiti operativi si confronteranno per soddisfare le attese conoscitive di quanti vogliono approfondire le effettive opportunità professionali connesse alla sostenibilità.

