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Il Sociale
Papa: Gesu' camminava sempre come fanno i clochard

"Gesu' che cammina per le citta' e i villaggi" e' l'immagine "curiosa" proposta da Papa Francesco ai sacerdoti di Roma nell'incontro di oggi. "Il posto dove Gesu' era piu' spesso, dove lo si poteva trovare con piu' facilita' erano le strade! Poteva sembrare che fosse un senzatetto, perche' sempre era sulla strada!", ha affermato Bergoglio ricordando che "la vita di Gesu' era nella strada". 

Secondo Francesco, in questo modo "Gesu' soprattutto ci invita a cogliere la profondita' del suo cuore, cio' che Lui prova per le folle, per la gente che incontra: quell'atteggiamento interiore di 'compassione', vedendo le folle, ne senti' compassione, perche' vede le persone 'stanche e sfinite, come pecore senza pastore'". "Abbiamo sentito tanto queste parole, che forse non entrano con forza. Ma sono forti!", ha osservato il Papa ricordando ai preti di Roma "le tante persone che voi incontrate per le strade dei vostri quartieri" ed esortandoli poi ad allargare "l'orizzonte" guardando a "citta' e villaggi che sono non solo Roma e l'Italia, ma sono il mondo. E a quelle folle sfinite, le popolazioni di tanti Paesi che stanno soffrendo situazioni ancora piu' difficili".

Al clero di Roma, Papa Francesco ha ripetuto che "la Chiesa possiamo pensarla come un 'ospedale da campo'". "E' vero - ha spiegato - c'e' bisogno di curare le ferite. C'e' tanta gente ferita, dai problemi materiali, dagli scandali, anche nella Chiesa... Gente ferita dalle illusioni del mondo. Gente che si allontana per non far vedere le ferite questo - ha confidato - mi ricorda la legge mosaica che allontanava i lebbrosi. Si allontanano per la vergogna di non fare vedere le ferite, e si allontanano un po' con la faccia storta. Vogliono una carezza". 

"E voi - ha continuato il Pontefice rivolto ai preti romani - le conoscete queste ferite, sapete curarle?". "Noi preti - ha spiegato - dobbiamo essere li', vicino a questa gente". Per Francesco, "Misericordia significa prima di tutto curare le ferite". "Quando uno e' ferito, ha bisogno subito di questo, non delle analisi del colesterolo; poi si faranno le cure specialistiche, ma prima si devono curare le ferite aperte". "Voi, cari confratelli - ha insistito - conoscete le ferite dei vostri parrocchiani? Siete vicini a loro?". "La Misericordia - ha ricordato - accompagna il cammino della santita', la fa crescere,e cio' attraverso la sofferenza pastorale, che e' una forma della Misericordia: vuol dire soffrire per e con le persone, come un padre e una madre soffrono per i figli". "Per spiegarmi - ha esemplificato Francesco - faccio anche a voi alcune domande che mi aiutano quando un sacerdote viene da me e che anche rivolgo da solo a me stesso: Tu piangi? O abbiamo perso le lacrime? Questo presbiterio ha perso il dono delle lacrime? Piangi per il tuo popolo? Quando un bambino si ammala, quando muore?".

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