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Il Sociale
Pari opportunità, Italia solo 50esima al mondo

Le pari opportunita' tra donne e uomini in Italia si allontanano, invece di avvicinarsi. Quest'anno la Penisola e' solo 50esima, con una perdita di nove posizioni rispetto al 2014, sui 144 Paesi esaminati nel 'Global Gender Gap Report', lo studio realizzato dal World Economic Forum che misura i progressi fatti verso la parita' di genere. Ai primi quattro posti della classifica restano i Paesi scandinavi, guidati dall'Islanda, seguita da Finlandia, Norvegia e Svezia. Al quinto posto il Rwanda, davanti a Irlanda, Filippine, Slovenia, Nuova Zelanda e il Nicaragua che chiude il 'Top 10', superando la Svizzera. La Germania e' 13esima, la Francia 17esima e la Spagna 29esima. L'Italia e' quartultima nell'intera Europa occidentale: solo Austria, Grecia, Cipro e Malta fanno peggio. Anche se ha fatto progressi in tre delle quattro aree prese in considerazione, ovvero l'istruzione, la salute e la rappresentanza politica, per la Penisola la grande e irrisolta sfida resta quella del lavoro. Per il divario di opportunita' e partecipazione alla vita economica l'Italia e' 117esima, superata anche da Costa d'Avorio e Nepal ed e' penalizzata in particolare dal sub-indice sulla parita' salariale, dove e' addirittura 127esima. Fondo classifica anche per la partecipazione alla forza lavoro (89esima) e per i redditi, dove l'Italia e' 98esima con una media di 24.374 dollari per le donne contro 47.185 per gli uomini. La Penisola resta in coda per la presenza di tecnici e manager tra le donne (87esimo posto). In media la 'votazione' dell'Italia nel divario economico e' pari allo 0,57 (1 e' la parita'), che sta ad indicare che si e' chiuso il 57% del 'gap' tra uomini e donne, contro il 60% dello scorso anno. Insomma un passo indietro nella parita'. La situazione migliora con l'istruzione, dove l'Italia e' 56esima per la parita' di genere. Nei fatti non c'e' quasi divario tra i due sessi, con un indicatore pari a 0,995. Anche per la salute, area in cui l'Italia e' 72esima, il punteggio e' elevato (0,974). Per il potere politico alle donne, l'Italia si distingue con una 25esima posizione, anche se il divario resta ampio (gap chiuso solo al 33%), ma questo e' problema comune all'intero pianeta. La cospicua presenza di donne nella compagine ministeriale assicura per altro un decimo posto in questa categoria e per il numero di donne in Parlamento l'Italia e' 39esima. Manca all'appello una donna a capo dello Stato, ma sotto quest'aspetto l'Italia e' in folta compagnia al 68esimo posto. Forse, pero', uno degli aspetti che piu' esemplificano il divario tra donne e uomini sono i minuti di lavoro al giorno: in Italia per le prime sono 513, uno dei 'carichi' maggiori tra i Paesi esaminati, mentre per gli uomini sono 453. Con una precisazione: per le donne i minuti di lavoro non pagato, cioe' dedicato alla cura della famiglia e della casa, sono il 61% del totale contro il 23% degli uomini. L'Italia, comunque, non e' sola ad andare a marcia indietro nella parita' di genere nella vita economica: a livello globale, secondo il rapporto, il divario e' ai livelli massimi dal 2008 e in base alle proiezioni del Wef di questo passo non si chiudera' fino al 2196, cioe' tra 170 anni. Lo scorso anno ne 'bastavano' 118.

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