Le forze dell’ordine russe hanno visitato questa mattina gli uffici di Amnesty International e del movimento “Per i diritti umani”. “Si tratta di controlli inspiegabili“, ha riferito a Interfax il direttore di Amnesty in Russia, Serghei Nlkitin, secondo il quale gli agenti – su ordine della procura e dell’agenzia delle entrate – hanno chiesto di fornire “alcuni documenti”.
Lo stesso copione si e’ ripetuto anche nella sede dell’organizzazione “Per i diritti umani“, come ha riferito uno dei suoi rappresentati, Alexandra Bukvareva. In entrambi i casi, gli agenti erano accompagnati da una troupe televisiva di uno dei canali federali. Con ogni probabilita’ la tv filo-Cremlino, Ntv.
I controlli di oggi si inseriscono in una piu’ vasta campagna contro le Ong che si occupano di diritti umani nella Federazione. Giovedi’ e venerdi’ scorso e’ stata perquisita la sede della celebre organizzazione Memorial. Allora il suo presidente, Arsenij Roginskij, aveva parlato di “pressione dello Stato sulla societa’ civile”.
Tesi con cui oggi ha concordato anche lo stesso Nikitin. Gli agenti avevano chiesto copia di circa 600 documenti relativi allo statuto e al finanziamento dell’organizzazione. Secondo alcuni esponenti della societa’ civile, l’operazione e’ legata alla controversa legge – in vigore dallo scorso novembre – con cui si impone di registrarsi come “agenti stranieri” alle Ong che fanno “attivita’ politica” e ricevono fondi dall’estero. Negli ultimi mesi, riferiscono i media russi, sarebbero gia’ 100 le Ong passate al vaglio delle autorita’.
