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Il Sociale

Le Organizzazioni del Terzo Settore italiane, indipendentemente dalle dimensioni e dal settore di attività, hanno familiarità con i social network, li usano - e con successo - per cercare visibilità e per sensibilizzare alla propria causa ma non li percepiscono ancora come spazi attraverso cui raccogliere donazioni o fondi attraverso per esempio il fundraising o il crowdfunding. Questo emerge, in estrema sintesi, dalla ricerca “La comunicazione digitale nel nonprofit: usi, rischi e opportunità” presentata nell’ambito dell’evento “La sfida digitale. come conciliare nonprofit, new media e risorse” con cui Fondazione Sodalitas ha dato ufficialmente avvio al programma Sodalitas Social Innovation.

“Nel 2012 in Europa sono stati raccolti circa 300 milioni di euro (un terzo di quanto è stato raccolto a livello mondiale) considerando tutti i tipi di crowdfunding - ha dichiarato Paola Peretti, Visiting Researcher presso la Stochkolm School of Economics, autrice del best seller “Marketing Digitale” nonché Presidente e Fondatrice associazione nonprofit “Crazy 4 Digital Marketing” - Solo alla fine del 2011, c’erano circa 200 piattaforme online di crowdfunding attive in Europa e questo numero dovrebbe crescere del 50% come stima di fine 2012. Oltre a definizioni e numeri, la domanda chiave è: quale ruolo per l'Italia in tutto questo? Esistono gaps da colmare (legislativo, culturale, tecnologico) e opportunità da cogliere?”.

“La comunicazione digitale nel nonprofit: usi, rischi e opportunità”: il campione.
La survey realizzata da Fondazione Sodalitas per indagare le modalità, la frequenza e gli obiettivi con cui il Terzo Settore utilizza i social network ha raggiunto 289 Organizzazioni. In quanto a tipologia, il campione delle ONP rispondenti è composto da Associazioni (40,8%), Cooperative sociali (21,2%), ONG (17,2%), Fondazioni (11,5%) ed Organizzazioni di 2° e 3° livello (9,3%). Di queste, si equivalgono come numero le piccole (entrate fino a 250mila euro) e le medie Organizzazioni (entrate tra i 250mila euro e i 2 milioni di euro) rappresentate ognuna dal 30,4% del campione, mentre risultano più numerose (39,2%) le grandi organizzazioni (entrate oltre i 2 milioni di euro). Le ONP partecipanti sono attive soprattutto nei settori della Cooperazione e solidarietà internazionale (23,7%), dell’Assistenza sociale (22,6%) e dell’Assistenza sanitaria (13,5%), fornendo sostegno soprattutto alle Comunità nei paesi in via di sviluppo (17,6%), alle persone con disabilità (16,4%), alla Comunità/Cittadinanza (15,6%) e ai Giovani (14,1%).

Familiarità e obiettivi
Il Terzo Settore, indipendentemente dalle dimensioni organizzative e dal settore di attività di appartenenza, ha familiarità con l’uso dei social network (solo il 19,5% del campione non li utilizza), ai quali chiede soprattutto visibilità (85,7%) e sensibilizzazione verso la propria causa sociale (69%), trovando più spesso la prima (90%) che la seconda (56%). Solo il 15,6% delle organizzazioni rispondenti ha dichiarato di utilizzare questi mezzi per ottenere fondi o donazioni a sostegno delle proprie attività, ma non sempre ne ha avuto concreto beneficio (10,3%).

Canali ed esperienze
Facebook è di gran lunga il social network più utilizzato dal nonprofit (76,8%, contro il 46,7% di Youtube, il 44,5% di Twitter, il 14,3% di Linkedin, il 15,8% di Google+) nonché quello su cui le ONP sono arrivate prima (il 50,3% dei rispondenti ha aperto il proprio spazio prima dell’inizio del 2011). Anche Youtube è stato esplorato presto: il 56,5% delle organizzazioni intervistate ci è arrivata prima dell’inizio del 2011. Il social network su cui le ONP sono sbarcate più “di recente” è invece Google+ (il 31,6% ha aperto un profilo nel periodo Gennaio-Giugno 2012). L’esperienza d’uso di questi canali da parte delle ONP è tendenzialmente positiva: il 54,1% del campione ha dichiarato di non aver mai avuto problemi in questo senso. Chi invece ne ha riscontrati (45,9%) ha parlato soprattutto di criticità relative al tempo (76,8%) e alle risorse umane (49,5%) da dedicarvi. Il problema del tempo riguarda in uguale misura sia le piccole che le grandi organizzazioni (77,3%). La frequenza d’uso dei social network non varia proporzionalmente a seconda delle dimensioni dell’organizzazione.

Social network e dimensioni delle organizzazioni
Al crescere delle dimensioni organizzative:
- cresce progressivamente la presenza delle ONP su Linkedin (da 7,5% a 18,9%) e diminuisce il problema delle risorse da impiegare per la gestione di questi canali (da 54,5% a 25%), mentre subentra quello delle competenze (da 13,6% a 62,5%)
- diminuisce il numero delle Organizzazioni che hanno scelto di non essere presenti sui social (da 33,8% a 12,3%), mentre aumenta il numero di quelle che - tra loro - stanno valutando/progettando di entrarci (piccole organizzazioni 65,5%; grandi organizzazioni 75%).

Lo scenario internazionale
Il Crowdfunding – processo attraverso cui poter mobilitare persone e risorse verso il sostegno di una specifica causa o progetto – riguarda sempre di più, a livello globale, anche il Terzo Settore. Nel mondo sono attive 450 piattaforme dedicate (191 negli USA, 44 in UK, oltre 100 nel resto dell’Eurozona) e sono in continua crescita: se solo Kickstarter (americana, la più importante) ha raccolto finora 393 milioni di dollari, ci si aspetta che questi spazi, insieme, riescano a raccogliere nel 2013 6.2 miliardi di dollari (fonte: Gartner, 2012). Il crowdfunding presenta, dunque, enormi potenzialità in termini di nuovi ambiti di marketing, coinvolgimento di persone e auto-promozione a basso costo, pur mettendo le organizzazioni interessate di fronte a vincoli e limiti di tipo legislativo, concorrenziale e culturale.

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Tags:
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