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Il Sociale

Potrebbero scoppiare a breve nuovi casi Stamina, con l'utilizzo illegale di cellule staminali. "Mi corre l'obbligo di segnalare che sono in corso accertamenti amministrativi che potrebbero evolvere in atti di Polizia giudiziaria su altri casi di infusioni di cellule staminali al di fuori delle regole, con rischi per la salute pubblica". Lo ha annunciato il generale dei Nas, Cosimo Piccinno, in audizione presso la commissione a Igiene e sanita' del Senato, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul caso Stamina. "Potremmo avere presto - ha concluso Piccinno - un caso Stamina '2', '3' e '4'".

"Non vorrei che ci fosse un 'effetto domino' e che il nostro Paese diventi il luogo" dove e' possibile che si verifichino situazioni simili a quella creatasi col caso Stamina. Il timore e' stato espresso dalla senatrice a vita, Elena Cattaneo, nel corso dell'audizione dei rappresentanti di Nas e Aifa, in commissione Igiene e sanita' del Senato, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul caso Stamina. "Anche a me - ha aggiunto Cattaneo, facendo eco a quanto affermato in audizione dal direttore generale dell'Aifa e dal comandante generale dei Nas - stanno arrivando diverse segnalazioni relative a infusioni di cellule staminali al di fuori della legge". 

"Ad esempio - ha proseguito - mi e' arrivata la segnalazione di alcune 'staminali giapponesi' infuse in una ragazza che, a seguito di una meningite, ha perso il nervo ottico". Cattaneo ha sottolineato la necessita' di chiarire "se siano emersi rapporti fra Stamina e gli apparati istituzionali, perche' la confusione si e' creata anche dal momento che il cittadino vede che questo metodo viene erogato in un ospedale pubblico". La domanda alla quale c'e' urgenza di dare risposta, secondo Cattaneo, e' dunque "come ha fatto Stamina a entrare e Brescia? Vorrei sapere in modo inequivocabile - ha chiesto rivolgendosi a Pani - se c'e' mai stata un'autorizzazione formale da parte di Aifa a procedere e se gli Spedali Civili abbiano mai ammesso di aver avuto quella autorizzazione formale". Quanto alla bocciatura della richiesta di brevetto, avanzata da Vannoni all'ufficio brevetti statunitense, "nel documento di 'pre-final rejection' - ha ricordato la senatrice - si dice che questo trattamento produce tossicita' sulle cellule e che non c'e' niente che, in mano esperta, si configuri come un qualcosa di replicabile. E questa - ha tenuto a sottolineare - e' la peggiore definizione che un presunto metodo possa ricevere: mi si sta dicendo che non c'e' nessun metodo. E' uno statement inequivocabile, contro il quale se vuoi replicare devi mettere chili di dati, rifare tutto. Ed ecco perche' Stamina non ha replicato: non ha niente da mostrare - ha concluso - non ha niente che si configuri come metodo".

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