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max allegri

Di Alberto Foà

Quello di domenica sera al Meazza era stato presentato come il Derby degli ex. Giustamente: Balotelli per la prima volta con la maglia del Milan dopo quella volta che l’indossò quando era ancora pagato dall’Inter, Cassano per la seconda con quella dell’Inter, Berlusconi per la prima volta da ex Presidente del Consiglio in via definitiva.
Bene, cioè male, perché se tutto sommato la performance di Cassano è da considerarsi almeno discreta, Berlusconi è stato invece contestato da un gruppo di attiviste a seno nudo e Super Mario a colpi di banane e di cori che inneggiavano al presunto mestiere della mamma al posto dei cori razzisti.
Al dunque, comunque, il problema per i milanisti, non è stato nei cori o nelle banane per Balo, ma nei tre gol che l’attaccante rossonero si è letteralmente divorato a distanza ravvicinata l’uno dall’altro e da distanza ravvicinata dalla linea di porta, roba che il peggior Calloni – cioè il migliore – almeno un paio li avrebbe messi dentro.
In compenso, per l’Inter, ha segnato Schelotto, uno che avrebbe avuto senso comprare e far giocare se di Calloni avesse avuto non dico la simpatia ma anche solo la tecnica e la mira, ma così com’è messo è l’ennesima dimostrazione che Branca ci è o ci fa.
Meglio ancora, cioè peggio, le due cose insieme: tanto che poco poco l’altro declamato acquisto di gennaio è stato Rocchi, ex calciatore della Lazio che nella Lazio in questa stagione ha giocato tre volte e nell’Inter una (tra parentesi persa 3 a 0) cosa che dimostra che nell’ultimo anno e mezzo io ho giocato il triplo di lui e che lui più che essere un ex calciatore della Lazio è un ex calciatore e basta.
La realtà è che è l’intero torneo italiano a essere, da tempo, l’ex campionato più bello del mondo e nessuno se lo fila più di tanto, giusto un cicinin in più delle elezioni politiche ma decisamente meno delle fuga di Corona o delle fughe al plurale cambiando la prima vocale.      
Anche lo stesso Allegri, vedrete, sarà presto uno degli ex allenatori (e neppure dei più memorabili) del Milan. Direte: ma come, se soltanto mercoledì scorso ha annullato il Barcellona?
Bene, cioè male, perché 1) c’è ancora il ritorno, 2) anche dovesse eliminare il Barca non è che avrebbe già alzato la Coppa 3) quello di mercoledì a san Siro di sicuro non era il vero Barcellona e forse neppure il falso Gemonio, la squadra rifondata dal calabrese Vincenzo Elia nel paese di Umberto Bossi, ex leader della Lega, ex partito italiano di protesta.
Il Barcellona può anche perdere e sbagliare partita, per carità, ma non è mai successo che in 90 minuti non tirasse una volta che fosse una nello specchio della porta. Vero che c’è sempre una prima volta, ma 1) a volte la prima resta anche l’ultima, 2) se succede quando i bleu grana giocano in scolorito arancione magari è stato solo uno scherzo, 3) Messi sembrava una via di mezzo tra Schelotto e Rocchi con la differenza che Branca non ha mai pensato di comprarlo.

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