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Sport
Milano, l'Eurolega si complica. Ma resta quarta e cresce Brooks

Di Giordano Brega

“E’ stata una partita dura, come era lecito attendersi, il Fenerbahce è una squadra con una taglia fisica importante  che ha saputo imporre sin dalle battute iniziali”. Luca Banchi analizza la sconfitta dell'Olimpia Milano in casa contro i turchi allenati da Obradovic (74-80). Milano è andata sotto, ma nell'ultimo quarto ha reagito arrivando a meno 4 con palla in mano un paio di volte delle battute finali. Non è bastato, dopo un match sempre a inseguire salvo la chiusura del primo quarto 8chiuso sul 23-21).  Il coach del club campione d'Italia spiega: "E' stata una lotta di nervi, dove abbiamo cercato in tutti i modi di rientrare, sapendo di dover rinunciare a Gentile, ma lottando ed anche recriminando su qualche occasione anche banale mancata”.

Sulle condizioni fisiche del capitano: “Era una situazione borderline, lui non si era mai allenato, ma era promettente come stamani si era presentato all’ultimo allenamento. Abbiamo sfruttato il riscaldamento, poi diventava troppo rischioso rimetterlo in campo nella ripresa, visto il riacutizzarsi del dolore e l’intervallo”.

Quantomeno buone notizie dagli altri campi del girone, dove sono arrivate le sconfitte di Bayern Monaco (in casa con il Barcellona) e Turow (il Panathinaikos ha espugnato il campo dei polacchi), lasciando così l'Olimpia al quarto posto (che darebbe la qualificazione alle top16) con 2 vinte e quattro perse (contro l'1-5 delle inseguitrici).

Tra le note positive di una serata che ha visto Shawn James disastroso (costringendo Samardo a fare ancora una volta gli straordinari) e Ragland in estrema difficoltà (due passi indietro per il play dopo l'ottima prova nel derby con la sua ex Cantù), oltre ai soliti Hackett-Moss leader e trascinatori (voto 7), l'ottimo secondo tempo e in perticolare il periodo finale di Marshon Brooks (voto 7+). Spaesato nei primi venti minuti, l'americano è cresciuto alla distanza ed è stato protagonista nella rimonta milanese. Soprattutto in transizione lo si è visto mettere in difficoltà la difesa del Fenerbhace giocando forse i migliori acuti di questo inizio di stagione. Meglio anche delle prove contro Turow e Cantù quando era stato preciso nei tiri piazzati costruiti per lui dalla squadra. In questo caso è stato capace di liberare il suo talento. La sua crescita e il giusto approccio di Marshon con il basket europeo potrebvero permettere a Milano di crescere molto nelle prossime settimane.

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