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Chissa' se esiste e che ingredienti comporta la 'cura Petrucci'. Di certo, da quando l'ex presidente del Coni e' tornato a guidare la Fip, la pallacanestro italiana e' come uscita da un lungo letargo. Gianni Petrucci non vuol prendersi tutti i meriti ma su un punto non ammette discussioni: "Sono convinto che il movimento si sia rivitalizzato". Il presidente della Federbasket archivia con un voto alto il 2013 azzurro, una sorta di 'rinascimento' non ancora pero' completato sotto il profilo dei risultati. "Do un 7 alla stagione del basket italiano - dice convinto Petrucci - sia per i risultati degli azzurri che per quelli delle nazionali giovanili, maschile e femminile, davvero importanti per la federazione. E poi, per interesse, il nostro campionato e' secondo solo a quello calcistico".

Un piccolo rammarico, se puo' esistere, e' per un Europeo che ha esaltato la Nazionale di Pianigiani nella fase iniziale per poi rovinarle i piani quando c'era da agganciarsi al sogno del podio. "Abbiamo disputato un bell'Europeo, in cui abbiamo ricreato tanto entusiasmo attorno alla Nazionale, che resta il traino di tutto il movimento, la cosa che conta piu' di tutte. Il ct Pianigiani sta facendo un ottimo lavoro, con lui c'e' grande sintonia e sono certo che i risultati arriveranno presto. Quello che pero' voglio sottolineare e' che, a parte gli indubbi meriti del nostro tecnico, tanto si deve al lavoro che sta svolgendo la federazione, diventata davvero un bel team". Il bicchiere dunque e' piu' che mezzo pieno ("Godiamoci il record degli spettatori in campionato e anche la bravura di Milano di proseguire la sua corsa in Eurolega") e per il 2014 Petrucci ha un primo, grande obiettivo. "Dobbiamo proseguire a lavorare per una ulteriore crescita della Nazionale. Seguo i quattro ambasciatori del basket italiano nell'Nba (Gallinari, Belinelli, Bargnani e Datome, ndr) e mi e' molto piaciuto il fatto che abbiano firmato la disponibilita' per le prossime partite. Se l'Nba e' il sogno di tutti, vestire la maglia della Nazionale resta un'emozione unica".

L'ex numero uno dello sport italiano, sindaco di San Felice Circeo, non si esime da un giudizio sulle ultime vicende del calcioscommesse: "Quando ci sono questi episodi si attacca il calcio e si grida a 'Barabba libero', poi tutti stranamente vogliono entrare in quel mondo anche se e' messo all'indice. Il basket, la pallavolo ed il calcio hanno difficolta' diverse, le federazioni non sono tutte uguali. E se il calcio copre il 90% delle pagine dei quotidiani, attirando ancora investitori, un motivo ci sara'". Petrucci, infine, ribadisce il suo no di principio alla riforma della giustizia sportiva effettuata dal Coni guidato da Giovanni Malago': "Sono d'accordo sulle persone nominate, tutte di prima qualita', e che serviva un'unificazione delle due aree che esistevano nei due organismi del Coni. Ho invece delle riserve sulla figura del super procuratore. Se dicessi che non si deve intervenire sull'autonomia delle federazioni non sarebbe comunque sbagliato, perche' si tocca un aspetto privatistico. Non serviva, perche' ritengo che, pur dando atto ad un lavoro certamente serio, i nostri procuratori diventeranno dei sostituti".

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