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Europa League, le avversarie delle italiane ai raggi X: Pavlidis e il Benfica spaventano il Milan, la Juve scopre il NEC

Il Benfica a San Siro con 21 gol in sei gare. Il NEC è in calo, ma il calcio di Schreuder e Chery possono creare problemi

Europa League, le avversarie delle italiane ai raggi X: Pavlidis e il Benfica spaventano il Milan, la Juve scopre il NEC
Foto Lapresse

Il Milan trova una delle squadre più in forma del Portogallo, trascinata dai gol di Pavlidis e Prestianni. La Juventus affronta invece il sorprendente club di Nijmegen, tornato in Europa dopo 18 anni e profondamente cambiato durante il mercato estivo.

Pavlidis trascina le Aquile, Chery guida il NEC: numeri e chiavi delle prime sfide europee

Milan e Juventus partono da due livelli di difficoltà differenti. Il Benfica si presenta a San Siro da secondo in campionato con 16 punti su 18, 21 gol fatti e quattro subiti. Il NEC arriva invece all’Allianz Stadium dopo tre giornate senza vittorie e occupa il decimo posto dell’Eredivisie con 7 punti, 11 reti segnate e 12 incassate.

Milan, il Benfica vola: 21 gol in sei giornate

Il Benfica di Marco Silva ha pareggiato 2-2 all’esordio contro l’Académico Viseu e poi ha infilato cinque vittorie consecutive in Primeira Liga. Sono arrivati il 7-0 sul campo del Casa Pia, il 2-1 all’Estoril, il 3-0 al Marítimo, il 4-0 al Moreirense e il 3-1 contro il Gil Vicente. Il bilancio complessivo dice 3,5 gol segnati di media a partita. Anche il rendimento esterno merita attenzione: tre trasferte di campionato, tre vittorie, 14 gol fatti e nessuno subito.

Il riferimento offensivo è Vangelis Pavlidis. Contro il Gil Vicente ha segnato due volte, portando a 14 i gol stagionali in tutte le competizioni. In campionato ne ha realizzati otto nelle prime sei giornate. Alle sue spalle sta emergendo Gianluca Prestianni, arrivato a otto gol e due assist nelle prime dieci presenze stagionali. Contro il Gil Vicente l’argentino ha chiuso il 3-1 al 93′ dopo essere stato scelto come migliore in campo. L’allenatore Marco Silva predilige partire con un 4-2-3-1. Pavlidis occupa l’area, mentre Prestianni e Schjelderup possono ricevere larghi e stringere verso la porta. Rafa aggiunge qualità tra le linee e il doppio mediano permette al Benfica di riempire l’ultimo terzo con diversi uomini. João Palhinha offre fisicità e recupero del pallone, mentre Leandro Barreiro accompagna l’azione. Contro il Gil Vicente Marco Silva ha iniziato con Barrenechea al posto di Palhinha.

Il principale rischio per il Milan nasce proprio dalla quantità di soluzioni offensive. Pavlidis tiene occupati i centrali, Prestianni può attaccare nell’uno contro uno e Schjelderup lavora sulla corsia opposta. Se i rossoneri perdono palla con gli esterni già avanzati, il Benfica può trovare rapidamente i propri trequartisti alle spalle del centrocampo. La probabile scelta di Musah e Jashari al posto di Modric e Rabiot, può essere letta in questo modo: aumentare corsa e pressione. Trovare una fragilità strutturale del Benfica in questo momento è complicato. Le Aquile hanno subito appena quattro reti in sei giornate e non hanno ancora perso in campionato. Un’indicazione è però arrivata dall’ultima gara: il Gil Vicente è passato avanti dopo sette minuti e, sul 2-1, ha costruito al 92′ un’altra grandissima occasione per pareggiare la partita. Il Milan deve cercare di verticalizzare subito dopo il recupero, prima che Palhinha e Barreiro riescano a ricompattarsi davanti alla difesa, sfruttando la velocità di Chukwueze, Hutchinson e Cissé.

La profondità della rosa è evidente. In estate le Aquile hanno fatto un mercato da big, sono arrivati Palhinha, Lenglet, Sudakov, Jhon Durán, Circati ed Echeverri. Contro il Gil Vicente, Echeverri e Durán sono entrati dalla panchina, mentre Palhinha e Aursnes hanno cambiato il centrocampo durante la ripresa.

San Siro incrocia anche una parte della fabbrica di talenti del Benfica. Ruben Amorim, Gonçalo Ramos e Diego Moreira sono passati dal vivaio delle Aquile. Il Benfica Campus di Seixal ha prodotto negli anni João Félix, Bernardo Silva, João Cancelo, Rúben Dias, João Neves e Renato Sanches, oltre a Ramos. Le cessioni dei giocatori formati dal club hanno generato oltre 600 milioni di euro. Nell’attuale rosa portoghese restano diversi prodotti del settore giovanile, tra cui Tomás Araújo e Banjaqui, entrambi candidati a partire titolari contro il Milan.

Il Milan non ha mai perso contro il Benfica nei sei precedenti nelle principali competizioni europee, con quattro vittorie e due pareggi. Due di quelle partite furono le finali di Coppa dei Campioni del 1963 e del 1990, entrambe vinte dai rossoneri.

Il Benfica è ovviamente l’ostacolo più duro dei due esordi italiani. La squadra di Marco Silva segna molto, concede poco e può cambiare interpreti senza modificare la qualità. Il Milan può farle male soprattutto quando riesce a trasformare rapidamente l’azione difensiva in offensiva. Il rischio maggiore, dall’altra parte, è lasciare Pavlidis e Prestianni con tempo e spazio negli ultimi trenta metri.

Milan-Benfica: probabili formazioni

Milan (3-4-2-1): Maignan; Terracciano, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Musah, Jashari, Bartesaghi; Hutchinson, Cissé; Gonçalo Ramos. Allenatore: Amorim.

Benfica (4-2-3-1): Samuel Soares; Banjaqui, Tomás Araújo, Lenglet, Dahl; Barreiro, Palhinha; Rafa Silva, Prestianni, Schjelderup; Pavlidis. Allenatore: Marco Silva.

Juventus, chi è davvero il NEC: dalla squadra operaia di Nijmegen al terzo posto in Eredivisie

Il nome completo spiega già qualcosa: Nijmegen Eendracht Combinatie. Il club nasce dalle radici dell’Eendracht, fondata il 15 novembre 1900 da ragazzi della Benedenstad, la parte popolare di Nijmegen. Eendracht fu la prima società calcistica olandese conosciuta fondata da comuni lavoratori in un’epoca nella quale il calcio organizzato era ancora legato soprattutto alle classi più agiate. Nel 1910 la fusione con NVV Nijmegen diede origine al NEC.

La Juventus trova un club poco familiare al grande pubblico italiano, ma reduce dalla migliore stagione di campionato della propria storia. Il NEC ha chiuso la scorsa Eredivisie al terzo posto, conquistando l’Europa per la prima volta dopo 18 anni e guadagnandosi i preliminari di Champions League. Ha poi eliminato l’Olympiacos, prima di perdere entrambe le partite del playoff contro il Bodø/Glimt e scendere in Europa League. La squadra che arriverà a Torino è però diversa da quella dell’exploit. Il mercato ha portato via Kodai Sano, trasferito al PSV per una cifra record per il NEC, Sami Ouaissa, passato anch’egli al PSV, e Koki Ogawa, ceduto al Machida Zelvia dopo 33 reti in 92 partite con il club. Tre uscite che hanno tolto a Dick Schreuder qualità nel recupero del pallone, accelerazioni e gol.

Sono arrivati però giocatori con un curriculum molto più riconoscibile. Il nome principale è Dušan Tadić, 37 anni, tornato in Olanda dopo Ajax, Fenerbahçe e Al-Wahda. Il serbo faceva parte dell’Ajax dei miracoli che nel 2019 eliminò proprio la Juventus nei quarti di Champions League prima di arrivare in semifinale. C’è poi Perr Schuurs, ex Torino, ingaggiato a parametro zero mentre completava il recupero dal lungo infortunio. Gli altri volti conosciuti sono Bram Nuytinck, che ha giocato sei stagioni nell’Udinese collezionando 143 presenze, Emre Mor, passato da Borussia Dortmund, Celta Vigo, Galatasaray e Fenerbahçe, e Dennis Geiger, arrivato dall’Hoffenheim dopo 147 partite ufficiali con il club tedesco.

L’uomo più produttivo in questo avvio è Tjaronn Chery, 38 anni e nazionale del Suriname, ha già segnato tre gol e fornito un assist in cinque presenze di Eredivisie. Due reti sono arrivate nel 3-1 sul PEC Zwolle. Dick Schreuder mantiene come base il 3-4-2-1 che ha costruito l’exploit della passata stagione. Il NEC porta molti uomini in avanti, alza la pressione dopo la perdita del pallone e accetta di lasciare spazio alle proprie spalle. Nella scorsa stagione nessuna squadra dell’Eredivisie aveva effettuato più recuperi alti del NEC, mentre soltanto PSV e Ajax tenevano più possesso. Questo ha prodotto però partite molto aperte: a sei giornate dalla fine dell’ultimo campionato il NEC aveva il secondo miglior attacco ma aveva già subito 47 gol.

La stagione attuale sta mostrando soprattutto il lato rischioso di questo tipo di calcio. Il NEC ha perso 1-3 contro il Feyenoord, pareggiato 2-2 con l’Excelsior e poi subito un 3-0 dal Cambuur. Sono otto gol incassati nelle ultime tre giornate, senza una vittoria. Il ko di Leeuwarden ha inoltre interrotto una serie record per il club di 28 partite consecutive di Eredivisie con almeno un gol segnato.

Qui si trova il punto che la Juventus deve attaccare. Gli esterni del NEC devono accompagnare molto l’azione e la struttura offensiva porta diversi giocatori sopra la linea del pallone. Se la prima pressione viene superata, Conceição e Alajbegović possono trovare campo sulle corsie o negli spazi esterni ai tre difensori, mentre Nico González può arrivare centralmente sulla seconda giocata. Contro il Cambuur il NEC ha concesso ingressi sia a destra sia a sinistra e ha faticato a proteggere la linea a tre. Il pericolo per la Juventus nasce invece quando costruisce lentamente o perde il pallone centralmente. La pressione del NEC è pensata per recuperare alto e trasformare immediatamente il possesso riconquistato in un attacco.

Schreuder avrà inoltre qualche problema di formazione. Il portiere Gonzalo Crettaz deve scontare la squalifica europea ed è uscito anche acciaccato contro il Cambuur, quindi il favorito tra i pali è Nikolas Polster. Emre Mor si è fermato per un problema muscolare nell’ultima gara, mentre Ahmetcan Kaplan resta da valutare.

Spalletti recupera qualcosina, invece. Weston McKennie e Andrea Cambiaso sono tornati ad allenarsi con il gruppo. Restano fuori, tra gli altri, Locatelli; Kelly è squalificato, mentre Zhegrova e Thuram non figurano nella lista UEFA.

Juventus e NEC non si sono mai affrontate. Per gli olandesi sarà appena la seconda partita europea contro una squadra italiana: la precedente risale al 18 dicembre 2008, quando batterono 2-0 l’Udinese in Coppa UEFA. Questa è soltanto la quarta partecipazione del NEC a una delle principali competizioni continentali.

Juventus-NEC: probabili formazioni

Juventus (4-2-3-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumí, Çelik; Douglas Luiz, Koopmeiners; Conceição, Nico González, Alajbegović; Woltemade. Allenatore: Spalletti.
Ballottaggi: Grabara-Vicario, Gatti-Bremer, Sarr-Douglas Luiz, Woltemade-Kolo Muani.

NEC (3-4-2-1): Polster; Storm, Sandler, Kabar; Tahaui, Nejašmić, Geiger, Bischoff; Chery, Lebreton; Sierhuis. Allenatore: Dick Schreuder.

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