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Berlusconi: "Seedorf? Non è escluso che resti". Ancelotti: "Non torno"

Il Milan? "Pensavamo che Seedorf avesse tutti i requisiti per essere un buon allenatore, dopo l'ultima partita riuniremo il consiglio e prenderemo una decisione". Silvio Berlusconi parla della delicata questione legata alla panchina rossonera.

Tra Inzaghi e Donadoni, tra Prandelli (che la Figc vorrebbe blindare), Montella, Spalletti e le suggestioni sul ritorno di Ancelotti con Demetrio Albertini dirigente (l'ex metronomo lascerà lo staff azzurro dopo il Mondiale), il patron tiene aperto un lumicino di speranze a mister Clarence (forte di un contratto da oltre tre miloni a stagione per i prossimi due anni). E spiega a Radio 24: "Non e' escluso che possa continuare Seedorf".

Sempre se... "troveremo un accordo sul tipo di rapporto tra lui e la societa'". E qua si torna al rapporto tra Seedorf e Galliani...

Intanto, a proposito di Ancelotti è stato proprio Carletto a parlare delle voci che lo riguardano. In Spagna c'è chi giura che se dovesse perdere la finale di Champions contro l'Atletico Madrid (fallendo l'obiettivo della decima, lasciando la Coppa ai cugini poveri e chiudendo la stagione 'solo' con la Coppa del Re in bacheca) rischierebbe il licenziamento. La realtà è che Florentino Perez è molto nervoso in questi giorni, ma da qui all'esonero non ci credono in molti. Ad ogni modo il mister di Reggiolo assicura: "Ho letto ma non c'e' niente di vero. Ho un ottimo rapporto col Milan, parlo molto con Galliani ma perche' siamo amici. Il mio futuro e' abbastanza chiaro: resto al Real".

Kaka' "Mai pentito del mio ritorno" - "I migliori anni della mia carriera li ho fatti qui. Non mi sono mai pentito di essere tornato. Avevo fatto una scommessa con me stesso di andare al Mondiale, non e' successo ma non sono triste perche' ho fatto tutto per andarci. Non e' arrivata la convocazione ma sono arrivate tante altre cose: a parte l'infortunio di Torino quest'anno ho giocato tanto, a Madrid non giocavo mai tre o quattro partite di fila, ho ritrovato la gioia di giocare". Cosi' Ricardo Kaka' in esclusiva a Milan Channel. Il brasiliano confessa che i discorsi sul suo futuro non gli piacciono: "Le questioni di calciomercato mi fanno molto male. Credo sia nella cultura italiana parlare del futuro, ma questo crea un'ansia a tutti e anche a noi. Non basta dire io rimango. Da quando ero qua e sono andato a Madrid si sono sempre diffuse voci di mercato su di me, mi hanno 'venduto' tante volte. Questo genera solo ansia".

Il brasiliano torna anche sulle indiscrezioni di qualche tempo fa e rivela: "L'unica voce vera era quella nel gennaio 2013 quando poi e' stato preso Mario Balotelli. Si erano parlati Adriano Galliani e Florentino Perez ma poi sono sorti i problemi fiscali che mi hanno impedito di tornare allora al Milan". Il suo arrivo in rossonero risale all'agosto 2003. "Mi chiamo' Leonardo e mi disse che il club era interessato a me. Fini' la stagione nel San Paolo, il Milan vinse la Champions e cosi' Leo mi chiamo' ancora e mi disse che era difficile per me andare al Milan. Dopo andai in Nazionale e tornarono queste voci. Io a questo punto parlai ancora con Leonardo e anche con Braida".

"Mi dissero che mi avrebbero preso, ma che sarei dovuto andare in prestito perche' c'erano gia' Rui Costa e Rivaldo - ha proseguito Kaka' - il Milan poi ha cambiato idea e ha deciso di tenermi e farmi crescere. Ariedo Braida e' stato uno delle persone piu' importanti nel farmi arrivare al Milan. Io ho sempre avuto il sogno di giocare in una grande squadra in Europa, uscire dal San Paolo e venire direttamente a giocare qui e' stato fantastico".

Spazio all'attualita', con Balotelli ha instaurato un buon rapporto: "Credo che Mario stia maturando moltissimo e questo e' importante per lui e per la squadra. In questo periodo lo vedo molto concentrato, questo lo aiutera' moltissimo". Resta il fatto che la stagione rossonera non puo' che essere definita negativa, visto che anche l'obiettivo Europa League, a una giornata dal termine del campionato, sembra sfumato. "Non abbiamo perso l'opportunita' di andare in Europa a Bergamo. Rimane l'amarezza della partita persa, ma e' soprattutto nel girone di andata che abbiamo sbagliato". Secondo Kaka' bisogna ripartire: "dalla storia del Milan, dai valori, e' una societa' che ha una grande storia, penso sia giusto ripartire da li'". Per quanto riguarda il suo ruolo, Kaka' pensa "di poter dare il meglio e rendere al 100% come trequartista". Del resto ha sempre fatto quello arrivando anche al Pallone d'Oro. "Questa mattina ho portato a Casa Milan il trofeo che restera' un po' nel Museo rossonero cosi' i tifosi possono andare a vederlo e farsi un selfie. Lo lascio li' per un po' di tempo. Sapere che Milan Channel, quando ho vinto il Pallone d'oro, ha fatto una giornata dedicata a me, mi ha fatto molto piacere, ho grandi ricordi, come quando sono uscito dalla balconata in Piazza Duomo". Tanti anni al Milan e altrettanti gol. "Quello di Manchester e' quello che preferisco, un gol importante che mi da' sempre grandi emozioni rivedere. In quella occasione abbiamo giocato una partita bellissima, la squadra ha fatto una grande prestazione. Dovevamo battere il Bayern Monaco la', abbiamo vinto 2-0, dovevamo vincere con il Manchester in casa e abbiamo vinto. E' stato un anno molto bello". Si torna all'attualita' e Kaka' parla di El Shaarawy: "Mi farebbe molto piacere vederlo andare in porta con un mio assist. Avere una stagione come la sua e' davvero difficile. Adesso lo vedo bene e spero che faccia presto un gol".

 

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