
Di Alberto Foà
Dunque pare che Branca, l’uomo mercato dell’Inter, sia volato a Catania per sondare presso Pulvirenti e Cosentino – cioè i vertici della squadra etnea – le possibilità di portare in nerazzurro Gomez e Barrientos. È stato lo stesso Branca ad ammetterlo, anche se ha aggiunto che il suo soggiorno siciliano è solo per metà dovuto a lavoro, per il 50% restante è pura vacanza.
Preso atto di tutto questo procederei per step, nel pormi due o tre domande.
Ora, premesso che Branca ha tutta la mia solidarietà – faccio il giornalista, il manager, l’autore e il paroliere, tutte cose che è sempre meglio di lavorare – ci sarebbe intanto da chiedersi quale sia la differenza tra le due percentuali della fondamentale missione, perché di missione si tratta, sia pure per niente segreta.
Poi, una volta appurato che per l’appunto la parte lavorativa consisterebbe nel cercare di portare a Milano Gomez e Barrientos mi domanderei come mai altri due argentini, se per caso all’Inter non ce ne fossero già tanti (nel senso di troppi) e se per caso più che da Mazzarri e Moratti l’idea non parta da Zanetti, Cambiasso e compagnia del tango, perché, nel caso, più che un cambio di squadra e di città, e di lavoro (durissimo, quello del calciatore, si sa) in qualche percentuale si potrebbe trattare di un cambio di vacanza e soprattutto, questo in qualsiasi caso, finirebbe il sogno del tifoso interista di veder finire la dittatura argentina sul mercato, nello spogliatoio, in panchina e in campo.
Infine la questione e la question più spinosa, che però per sperare di trovare anche una sola, qualunque, risposta (anche priva di senso) dovrebbe essere rivolta al presidente, specialmente dopo che l’Inter quest’anno ha cambiato allenatore, forse cambierà addirittura assetto proprietario: possibile che l’unico che non si possa cambiare sia proprio Branca?
