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"Pensare di voler dire basta alcune volte e' un atto di presunzione, perche' faccio il giocatore e non sono il proprietario della Nazionale. Quando non saro' piu' chiamato, ne prendero' atto e salutero', ma non rispondere ad una convocazione sarebbe come un atto di diserzione". Gianluigi Buffon non ci pensa proprio a lasciare a colleghi piu' giovani in ruolo di portiere azzurro, nonostante l'eta' e le vittorie ottenute in una grande carriera. "Alcune volte non nego di sentirmi, se non in difficolta', in imbarazzo - spiega il capitano azzurro e della Nazionale in conferenza stampa a Coverciano - perche' in questi 16 anni di Nazionale tanti altri bravi portieri non hanno avuto molto spazio. E questo, alla fine, mi dispiace, perche' sono uno che ha privilegiato il bene e la felicita' del gruppo e non la propria. Pero' penso anche che, quando si ha la fortuna e la bravura di poter far parte dell'elite del calcio italiano, non puoi chiudere la porta in faccia a un dono che ti e' stato dato". Buffon non e' 'allarmato' nemmeno al pensiero che, dopo i Mondiali, sulla panchina azzurra non ci sara' piu' Prandelli ma un altro ct: "Per me non ci sara' mai nessun tipo di problema, come mai in precedenza, se dovessero decidere di non chiamarmi piu', di mettermi in panchina o cio' che ritengono piu' giusto per il bene della Nazionale. Pero' rifiutare un'eventuale chiamata in Nazionale mi sembrerebbe come sputare su una fortuna irrinunciabile, che tutti vorrebbero avere e in pochi l'hanno avuta".

Scendendo in campo venerdi' contro la Bulgaria e martedi' con la Repubblica Ceca, raggiungera' Fabio Cannavaro a quota 136 presenze in azzurro, "il raggiungimento di un bell'obiettivo ma comunque un obiettivo preventivabile visto che ho cominciato a giocare molto presto in Nazionale. E' stato e sara' un obiettivo che mi dara' soddisfazioni. Sono stati 16 anni - e' dal '97 che sono in azzurro e dal '98 che sono titolare - bellissimi, caratterizzati anche da qualche infortunio che poteva mettere in seria discussione tante cose. Ma li' credo di averci messo anche del mio, di essere stato bravo, perseverante e umile nel rimettermi in gioco".

Tornando alla possibilita' che Prandelli lasci la Nazionale dopo i Mondiali (Allegri, Zaccheroni in pole con la benedizione di Sacchi, Conte e altri in lista, ndr) "e' un non problema. Nelle societa', e a maggior ragione in Nazionale, i percorsi dei giocatori e degli allenatori sono brevi o si concludono dopo una manifestazione importante. Mi pare che tutti siano stati colti da un'ansia intempestiva, e' una cosa che fa parte del gioco e tutti noi sapremmo gestirla nel modo piu naturale possibile".

"A giugno avremo il Mondiale in Brasile, con tutto il rispetto per giocatori e tifosi, quando hai questo tipo di fortuna l'attenzione e' rivolta solo al Mondiale", assicura l'estremo portiere. "Se dovesse lasciare la Nazionale, qualche squadra prestigiosa che lo chiamera' ci sara' perche' alla fine, anche dopo il lavoro svolto con questa Nazionale, ha dimostrato di essere un allenatore di prim'ordine, che merita di allenare una grande squadra. Conte per il dopo-Prandelli? Ma Conte non ha abdicato, a noi e alla societa' non ha mai detto che il prossimo anno lascera' la Juve. Poi e' giusto che tutti gli allenatori sognino la Nazionale ma stiamo parlando di nulla e poi ci sono tanti allenatori bravi in Italia che si libererebbero per l'Italia che se cominciassimo a parlare di toto-allenatore dopo la fine del Mondiale, in 4-5 giorni si troverebbe il sostituto".

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