Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Sport » Caos nel mondo degli arbitri: respinto il ricorso di Zappi, ora la Figc può commissariare l’Aia

Caos nel mondo degli arbitri: respinto il ricorso di Zappi, ora la Figc può commissariare l’Aia

Confermati i 13 mesi di inibizione per le pressioni su Ciampi e Pizzi. Il presidente uscente valuta anche una richiesta danni

Caos nel mondo degli arbitri: respinto il ricorso di Zappi, ora la Figc può commissariare l’Aia
Antonio Zappi

Il Collegio di Garanzia chiude il caso Zappi. Sullo sfondo resta anche l’inchiesta su Rocchi

Il Collegio di Garanzia presso il Coni ha respinto il ricorso del presidente dell’Aia Antonio Zappi. Resta quindi confermata l’inibizione di 13 mesi, già disposta il 12 gennaio dal Tribunale federale nazionale e il 19 febbraio dalla Corte federale d’appello.

La sanzione riguarda le pressioni contestate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, per fare spazio a Daniele Orsato e Stefano Braschi. Con la decisione del terzo e ultimo grado di giudizio scatta la decadenza automatica di Zappi dalla presidenza dell’Associazione italiana arbitri.

Ora si apre la partita del possibile commissariamento dell’Aia da parte della Figc. Il presidente dimissionario della Federazione, Gabriele Gravina, resterà in carica fino alle elezioni del 22 giugno e, pur nella gestione dell’ordinaria amministrazione, avrebbe la possibilità di procedere con il commissariamento.

La decisione arriva in una fase molto delicata per il mondo arbitrale. Sullo sfondo c’è anche l’inchiesta che coinvolge il designatore Gianluca Rocchi, autosospesosi dall’incarico dopo il rinvio a giudizio per concorso in frode sportiva.

All’uscita dall’udienza Zappi ha fatto sapere che valuterà una richiesta di risarcimento danni per tutta la vicenda. “Credo che da presidente dell’Aia abbia anche il dovere di dover interpretare fino in fondo il suo ruolo in ordine all’autonomia tecnica e a quello che esercita. Valuteremo le motivazioni della sentenza per provare a immaginare a verificare se ci possono essere ulteriori margini di impugnabilità ed arrivare eventualmente anche a un livello risarcitorio”.

Zappi ha poi insistito sul peso personale della condanna: “La cosa che più mi ha ferito e amareggiato di questa vicenda è stato sentire descrivere una persona, un uomo come me, come abusante delle proprie funzioni e sleale. Questa per me è una ferita, io sono prima ancora che un arbitro, un uomo di profondi valori e sentirmi accusato e condannato peraltro con 13 mesi, quello che per l’Aia e per il sistema federale significa un ergastolo dirigenziale, credo che sia anche un tema di sproporzione della pena”.

L’udienza si era aperta con una richiesta di rinvio presentata dal legale di Zappi, l’avvocato Sergio Santoro. La richiesta è stata respinta dal Collegio dopo circa dieci minuti. Santoro aveva evidenziato una possibile connessione tra questa indagine e quella della Procura di Milano, chiedendo di attenderne gli sviluppi.

Per la Figc, Giancarlo Viglione ha replicato sostenendo che “non esiste una connessione diretta” tra i due procedimenti. Ha poi aggiunto che “la Figc non può restare in questo stato di incertezza perché abbiamo bisogno di sapere se Zappi può tornare a fare il presidente e la necessità di chiarezza”.

Il Collegio ha quindi deciso di procedere con l’udienza, durata poco meno di due ore. Dopo circa novanta minuti è arrivata la sentenza che chiude la vicenda Zappi. Nel frattempo, però, un altro fronte resta aperto. Era atteso l’interrogatorio di Rocchi davanti al pm della Procura di Milano, ma l’ex designatore non si presenterà. Lo ha comunicato il suo avvocato Antonio D’Avirro: “Decisone mia, lui voleva presentarsi. Ma senza fascicolo non posso svolgere la difesa efficacemente”.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT